Beko Serie A, il pagellone dell’ottava giornata

Torna l’appuntamento con il pagellone della Serie A, che ha regalato anche in questo turno diversi spunti sui quali riflettere, tra cui una Brindisi sempre più rivelazione del campionato e una Milano che sta attraversando un periodo di mini crisi, nel quale oltre alle sconfitte arrivano anche prestazioni non proprio convincenti. Ma andiamo più nel dettaglio con i consueti voti dall’8 al 4.

ADRIAN BANKS 8

Il figliol prodigo torna in una Cimberio quanto mai dilaniata da scontri interni tra tifosi “normali” e ultras, in piena contestazione tra la squadra e la tifoseria stessa, in cui Coleman è appena uscito e in un ambiente che da lui si aspettava tanto e subito. La guardia non delude e trascina immediatamente i bianco rossi ad un successo che mancava da quattro partite tra campionato e coppe. Il Banks che Masnago ricordava era un giocatore in grado di segnare in qualunque modo e soprattutto di creare molto dal palleggio pur non essendo un fine dicitore di gioco, ed è esattamente quello che il palazzetto varesino ha ritrovato dopo qualche mese in Israele del suo nuovo numero 9. Alla fine per lui contro Pesaro arrivano 24 punti con 4 rimbalzi in 31 minuti ed un incoraggiante 8/13 al tiro. Dopo aver assistito alle scostanti prestazioni di un Coleman fin troppo accentratore e convinto dei suoi mezzi non c’era miglior modo per riconciliarsi col successo se non quello di riabbracciare uno dei paladini della cavalcata dell’anno scorso e per di più in splendida forma.

TROY BELL 7

Nell’ultimo appuntamento con le pagelle avevamo sottolineato come uno dei problemi maggiori per Reggio Emilia fosse l’inspiegabile scarso utilizzo e conseguentemente rendimento di Troy Bell, un giocatore da sempre in grado di fare la differenza nel nostro campionato nonché cannoniere di razza. Alla Grissin Bon serviva come il pane un “secondo violino” affidabile da affiancare a James White: Cinciarini infatti, pur essendo un giocatore a tratti esaltante è la classica “pass first point guard”, un playmaker che pensa soprattutto a far giocare gli altri, mentre Coby Karl è un’ala che difficilmente sporca il foglio, ma che altrettanto difficilmente si segnala per clamorosi ventelli. Con l’ultima prestazione di Troy Bell (25 punti, 10 rimbalzi e 3 assist in 34 minuti) gli occhi di Max Menetti si saranno illuminati dalla gioia di aver ritrovato un giocatore decisivo, attaccante micidiale e in grado di supportare l’altrettanto fondamentale White, con il quale può formare un tandem tra i più letali del nostro campionato, in grado di dare seriamente fastidio anche ai piani alti della categoria.

AVELLINO 6

La Sidigas ha bisogno di 29 punti di Jeremy Richardson per avere la meglio su una Cremona volitiva, ma sicuramente inferiore a livello di rosa rispetto agli irpini, che si confermano squadra a due facce. Gli uomini di Vitucci sono infatti una di quelle squadre in grado di impressionare, magari nell’arco della stessa partita, sia per le cose positive (buon ritmo, fluidità, attaccanti talentuosi) sia per quelle negative (improvvisi black out, troppe giocate individuali, incostanza) e per questo non sai mai come giudicarli. Possono essere contemporaneamente la migliore e la peggiore squadra di questo campionato, dunque fino a questo momento sono giudicabili con una sufficienza perché il loro campionato si assesta comunque in una zona tranquilla, ma allo stesso tempo ci si potrebbe aspettare qualcosa in più da una compagine che può contare tra le sue fila su giocatori come Jaka Lakovic, Jarvis Hayes, Kaloyan Ivanov e il già citato Richardson. Più che mai è esposta la scritta “lavori in corso”, ma se e quando questo cantiere verrà ultimato dovremo annoverare anche i lupi tra le mine vaganti di questa Serie A.

MONTEGRANARO 5

Uno scontro salvezza in casa è sempre da vincere, e se non riesci a farlo non puoi far altro che rammaricartene. In particolare quando il piano partita, contro una squadra come Caserta che viaggia su ritmi molto alti, stabilisce di imporre alla gara un flusso molto lento e articolato, così da mettere gli attaccanti avversari in grande difficoltà. Invece Montegranaro concede alla Pasta Reggia di coach Molin la bellezza di 91 punti sul proprio campo, permettendo a sei giocatori casertani di arrivare alla doppia cifra concedendo il 50 percento da tre punti. Se Charlie Recalcati si fosse immaginato un esito peggiore forse non ci sarebbe riuscito, anche perché, pur supportato dai 21 punti di Cinciarini, il resto dei suoi giocatori ha scelto la serata sbagliata per non essere in forma al tiro, producendo un misero 8/23 dalla lunga distanza e di fatto non rimanendo mai in partita. Le potenzialità ci sono, e forse questa è solo una giornata storta, ma una giornata che poteva lanciare la Sutor fuori dalla lotta salvezza la ingarbuglia ancora di più.

PISTOIA 4

E di lotta salvezza continuiamo a parlare con la Giorgio tesi Group, che a Siena riesce a vincere soltanto un singolo quarto (il terzo), ma che già dal primo parziale si è trovata a rincorrere alla grande. Anche in questo caso il discorso è simile a quello già fatto con Montegranaro. Su un parquet sempre caldo come quello senese l’ultima cosa che vuoi fare è mettere in ritmo i tiratori avversari e offrirti alle loro bocche da fuoco, invece Pistoia concede a Daniel Hackett di fare ciò che vuole nei pressi dell’area e non solo, si fa dominare a rimbalzo (42-31) e di fatto non si concede mai una chance di giocarsi la partita con le proprie armi: l’attacco a metà campo e il talento dei propri esterni. Certo, non deludono gli americani, tutti in doppia cifra tranne Washington e Daniel, ma buca tutto il gruppo italiano, e le percentuali dal campo (36 percento) sono francamente desolanti. Non era certo questa la partita da vincere per una squadra al primo anno di Serie A, ma l’impressione è che si potesse fare una figura leggermente migliore.