Beko Serie A, le pagelle della nona giornata

Nona giornata di Serie A, che ha regalato un po’ ovunque grande spettacolo e partite piuttosto combattute. Torna a convincere Milano, mentre Pistoia compie quello che può essere tranquillamente annoverato come l’upset della giornata vincendo in casa contro Varese. Ovviamente è successo tanto altro, e cerchiamo di riassumerlo tramite i nostri consueti voti dall’8 al 4.

PISTOIA 8

Dopo la sconfitta pesante contro Siena la settimana precedente era difficile immaginare per Pistoia un riscatto così pronto e così convincente, invece la truppa di coach Moretti ci ha stupito tutti andando a prendersi un successo fondamentale contro una squadra sicuramente molto più attrezzata, almeno sulla carta. Tutti e quattro gli americani vanno in doppia cifra, e due toccano addirittura quota venti punti: decisamente non male per una squadra che avrebbe però bisogno che tutto ciò si verificasse puntualmente ogni settimana. Fino a questo momento non è successo, ma la vittoria contro Varese può sicuramente rappresentare un nuovo punto di partenza per questa squadra, che alla prima esperienza di Serie A in assoluto, ha dovuto chiaramente adattarsi ad un nuovo campionato, al quale però sembra aver preso le misure.

VIRTUS BOLOGNA 7

Voto pieno e meritato per la Granarolo, la squadra più giovane della Serie A con i suoi 23,5 anni di età media, il settore giovanile migliore d’Italia che sta stupendo tutti per qualità di gioco e risultati. La rivoluzione portata da Renato Villalta in realtà è un normale ritorno alle origini, a quella che era la sua Virtus, fatta di passione, di sacrifici e di fondamentali puliti e profumati. Ne sono il simbolo perfetto Matt Walsch, autore di 26 punti e 9 rimbalzi, e Shawn King, doppia doppia da 14 e 10 rimbalzi contro Brindisi. Americani che hanno capito in pieno che a Bologna il basket è una cosa sacra, che lo si guardi da una o dall’altra sponda. Anche con percentuali non stellari, anche con un gruppo che a volte paga qualcosa a livello di talento, in particolare contro una squadra che di questo dono è piena come quella pugliese, i bianco neri sono riusciti a giocare come volevano e a imporre il proprio ritmo. Merito di un allenatore esperto seppur di giovane età come Luca Bechi, che è riuscito a plasmare il gruppo a sua immagine e somiglianza e che può portarlo a toccare vette ancora inesplorate delle loro potenzialità.

GANI LAWAL 6

Milano impone il proprio volere in casa su Montegranaro, e il suo centro offre importanti segnali di crescita sfornando una partita da 14 punti e 3 rimbalzi in 18 minuti di impiego. È ancora un Lawal lontano dall’ottima forma in cui lo ricordiamo tutti durante la scorsa stagione romana, ma il lungo ex Phoenix Suns sta pian piano recuperando lo smalto perduto, e anche nella partita di Eurolega contro il Real Madrid non ha sfigurato contro avversari come Mirotic o Reyes. La sua evoluzione è una di quelle carte che Milano spera si possano rivelare vincenti da qui alla fine del campionato e che se dovessero riuscire ad emergere definitivamente potrebbero risultare la differenza tra la sconfitta e la vittoria. In questo particolare momento in cui Samardo Samuels è ai box per infortunio in particolare poter contare su un Lawal anche al sessanta percento vuol dire tanto per coach Banchi.

AVELLINO 5

La Scandone assapora il brivido di domare Siena, ma deve abbandonarlo al cospetto di un Daniel Hackett quasi in stato di onnipotenza. I lupi bianco verdi non riescono a sfruttare a dovere un vantaggio durato più di 35 minuti, e nel finale devono arrendersi certamente di fronte alla prestazione di quello che possiamo considerare un campione, ma era possibile fare di più? Certamente era possibile reggere meglio a rimbalzo, dove il parziale segnala un eloquente 27-42 contro una squadra che si affida praticamente al solo Otello Hunter per il reparto lunghi. Siena è una di quelle compagini alle quali piace giocare spesso con quintetti piccoli, l’ex sassarese è di fatto l’unico lungo vero e proprio, e gli sono stati concessi 16 rimbalzi, 7 dei quali catturati in attacco, mentre ben 8 sono stati quelli presi dal già citato Hackett. Appare chiaro che gran parte della differenza sia stata sotto le plance, dove qualcosa da sistemare c’è sicuramente. Non da meno la tenuta fisica e mentale, soprattutto per una squadra che nutrirebbe ambizioni di grandezza: rimanere concentrati e tosti fisicamente per quaranta minuti non è facile. Frank Vitucci lo sa e ci lavorerà, perché anche in questo caso i margini di miglioramento sono palesi.

VARESE 4

Bianco rossi dietro la lavagna anche questa settimana. Dopo la buona vittoria contro Pesaro nel secondo debutto di Adrian Banks i lombardi si sciolgono contro una Pistoia ancora una volta più vogliosa e determinata a raggiungere il risultato. E per un Banks che ancora una volta convince a livello di tiro ce n’è uno che delude a livello di palle perse (ben cinque), e un Ebi Ere da dimenticare totalmente, in una serata da soli 6 punti e altrettante palle gettate al vento. Sintomo di deconcentrazione, a volte di fretta, che potrebbe essere semplicemente una degenerazione del voler giocare sempre in velocità: una filosofia chiaramente abortita e naufragata contro la concretezza pistoiese in un’altra domenica da dimenticare per Fabrizio Frates, il quale si trova a poter salvare ben pochi elementi della propria squadra, e che fino a questo momento non è ancora stato sollevato da un incarico sempre più traballante.