Dinamo Sassari, la stagione della conferma

Dopo la vittoria della Coppa Italia nella scorsa stagione, la Dinamo è chiamata a riconfermarsi ad alti livelli, nonostante le partenze dei cugini Diener e una rivoluzione che ha colpito i ruoli chiave del roster biancoblu. La prossima stagione sarà quella della prima volta in Euroleague, in un Gruppo A che, viste le squadre, potrebbe riservare qualche sorpresa ai ragazzi di coach Sacchetti: se Real Madrid, Efes e probabilmente Unics Kazan (accreditata come strafavorita per la vittoria del qualifying round) sono corazzate con cui misurare le proprie ambizioni, Zalgiris Kaunas e Nizhny Novgorod sembrano essere due squadre con cui giocarsi ampiamente una storica qualificazione alle Top 16, anche alla luce del roster costruito dal presidente Sardara e dal GM Pasquini. In ambito italiano, poi, Sassari parte un gradino sotto i campioni d’Italia dell’Olimpia Milano, ma alla pari di squadre come Cantù, Venezia, Avellino e Reggio Emilia, con cui cercare di guadagnarsi i galloni per detronizzare i milanesi. Impresa ardua, specialmente in una competizione che prevede serie e non partite in/out, poiché la Dinamo nei match dentro/fuori ha dimostrato di riuscire a ribaltare ogni pronostico della vigilia, com’è emerso durante la scorsa Coppa Italia.

Certo, il roster è cambiato e l’assenza di un realizzatore come Drake Diener si farà sentire spesso, soprattutto per l’impronta di gioco offensivo che coach Meo Sacchetti ha sempre dato a questa squadra; tuttavia, i nuovi arrivi fanno ben sperare in vista della prossima stagione, anche se qualche punto debole potrebbe rivelarsi tale durante il corso dell’anno. Andiamo con ordine e vediamo nel dettaglio i nuovi arrivati. Nello spot di play, Sassari ha ingaggiato l’ex Brindisi Jerome Dyson, che l’anno scorso ha chiuso la sua prima stagione italiana con 17.3 punti e 3.1 assist di media a partita. Dyson è una combo play-guardia moderna, capace di combinare ottimamente doti di passatore con quelle di realizzatore, abile nel contenere i contatti in penetrazione (uno dei suoi punti di forza) e nel crearsi tiri dal palleggio; atleticamente esplosivo, ha dimostrato di avere un tiro consistente anche dalla lunga distanza (chiudendo la stagione con il 36.5 % di media da 3 punti), mentre dovrebbe migliorare nella difesa 1vs1. Oltre a Dyson, Sassari si è assicurata le prestazioni di Edgar Sosa, play-guardia statunitense ma naturalizzato dominicano, visto la scorsa stagione in Germania con la maglia dell’Ulm. Sosa è una vecchia conoscenza del basket italiano, poiché nella stagione 2010-2011 aiutò Biella a restare in Serie A con 14.1 punti e 4.5 assist di media a gara, prima di rompersi una tibia durante un match dei Fiba Americas Championship 2011 e veder sfumare la sua possibilità di giocare a Montegranaro (con cui aveva firmato un annuale per la stagione successiva). In quella stagione a Biella aveva dimostrato di essere un giocatore con buone doti di leadership e caratteristiche difensive (2.3 rubate di media), un po’ troppo impreciso ai liberi e a volte troppo precipitoso nell’accelerare i ritmi offensivi: buon backup per Dyson, anche se a mio avviso potrebbe pagare lo scotto dell’Eurolega.

Per quanto riguarda il reparto guardie, la Dinamo ha firmato un giocatore dal rendimento assicurato come David Logan, anche lui visto lo scorso anno nella Bundesliga tedesca, ma con la maglia dell’Alba Berlino. Sicuramente è lui il giocatore che può dare il maggior apporto in ottica europea, viste le sue passate esperienze con Baskonia, Panathinaikos e Maccabi Tel Aviv nella massima competizione per club; inoltre, ha detto di aver ammirato fin da subito il progetto di Sassari e di essere sicure di trovare i giusti stimoli per proseguire una carriera comunque di alto livello. Guardia che può sostituire degnamente Drake Diener come modo di giocare, poiché è bravissimo nel prendersi triple dopo la fase di transizione e riesce sempre a crearsi tiri dal palleggio. L’unica pecca è l’alternanza di ottime e terribili prestazioni nel tiro pesante, ma con il sistema offensivo di coach Sacchetti potrebbe migliorare anche questo aspetto del suo gioco.

Tra le ali, confermati Brian Sacchetti e Manuel Vanuzzo, uno dei nuovi arrivi è Rakim Sanders, l’anno scorso al Brose Bamberg. Sanders è un 3 atletico con una discreta tecnica, che da il meglio di sé quando può correre in campo aperto o in transizione, pur non essendo un fulmine di guerra in penetrazione; giocatore da catch and shoot, potrebbe rivelarsi ottimo nel contesto di run and gun sassarese e a livello europeo ha dimostrato proprio la scorsa stagione di poter fare la sua figura anche in una competizione selettiva come l’Euroleague. Tra le sue doti principali c’è quella di essere un ottimo ruba-palloni e un buon difensore, mentre è discreto a rimbalzo e nelle percentuali da 3 punti e ai liberi. Nello spot 3 rientra anche l’acquisto di Jeff Brooks, visto che l’ex Cantù e Caserta può giostrare da ala piccola o da ala grande senza grandi problemi. Giocatore dominante per il contesto italiano (lo scorso anno 14.4 punti e 6.3 rimbalzi di media in Serie A con la maglia di Caserta), che predilige il gioco interno, non disdegnando però la soluzione dalla lunga distanza (38% da 3 punti in Serie A); ottimo rimbalzista e difensore, è chiamato alla consacrazione definitiva come una delle migliori ali in circolazione in Italia. Proprio Brooks sarà il giocatore da seguire più attentamente anche in ottica europea, poiché dopo aver disputato l’Euroleague 2012-2013 con la maglia di Cantù, può ora puntare a diventare la punta di diamante di Sassari nelle battaglie con le grandi avversarie europee. Infine, Sassari ha ingaggiato anche Miroslav Todic, altro giocatore visto la scorsa stagione a Brindisi. Ala grande, all’occorrenza anche centro, ha giocato con ben 13 squadre in 10 anni, prima di approdare in Italia; nella scorsa stagione ha dimostrato di saper essere efficace sia in post basso, sia mettendo palla per terra e attaccando il canestro in 1vs1, oltre a essere un buon atleta, con un range di tiro ampio che include anche una discreta capacità di realizzare dalla lunga distanza. Todic assaggerà nuovamente l’Euroleague, dopo le 7 presenze collezionate 10 anni fa con la maglia di Francoforte.

Passando ad analizzare il reparto centri sorge qualche perplessità, se non altro per gli uomini a disposizione; è vero che all’occorrenza Todic può essere impiegato anche da 5, ma la coperta sembra essere un po’ corta, specialmente se coach Sacchetti non offrirà qualche occasione in più a Tessitori, uno dei migliori prospetti italiani nel ruolo. La novità sotto i tabelloni è Olaseni Shane Lawal, visto due anni fa in Legadue con la maglia di Verona: centro dominante atleticamente, gran rimbalzista e stoppatore, ma non ancora testato in competizioni di primo livello. Il passaportato cotonou rappresenta la più grande scommessa nel mercato della Dinamo, ma sicuramente è quel giocatore che era mancato lo scorso anno per competere fino in fondo in Serie A e, per fare un paragone, potrebbe rendere come il Lawal visto a Roma; in ottica Euroleague, è chiaro che Sassari dovrà riuscire a giostrare magistralmente i suoi lunghi, perché la coperta sembra essere un po’ corta.

Potenzialmente il roster è completo e combina grandi firme (Logan, su tutti), certezze (Brooks) e qualche scommessa che, se dovesse essere vinta, potrebbe regalare qualche gioia ai tifosi sardi. Il mio augurio è che la competizione europea riservi tante gioie alla Dinamo, visto e considerato che, insieme a Milano, sarà la squadra che rappresenterà i colori italiani; ma me lo auguro anche (e soprattutto) perché la passione vista al PalaSerradimigni è una delle più contagiose d’Italia. Coraggio Dinamo, è l’anno della conferma come realtà del basket italiano.