Editoriale – Le rivincite di Bechi e Bucchi, i coach che hanno risollevato Bologna e Brindisi

Passano le giornate e le due sorprese iniziano a diventare sempre più certezze, dato che non si schiodano neanche a pagarle dalla testa della classifica, condivisa con la solita Siena. Stiamo parlando ovviamente di Bologna e Brindisi, che in più circostanze abbiamo accomunato per alcune scelte simili che sono state fatte dalle due società in sede di mercato.

La Virtus ha innanzitutto deciso di dare fiducia a Luca Bechi, che in precedenza era visto solo come il classico traghettatore che viene chiamato per chiudere senza danni un’annata deludente. Ed invece il coach ex Biella è stato confermato sulla panchina della V nera e, insieme al quasi infallibile Bruno Arrigoni, ha allestito un roster con una missione difficilissima, per non dire impossibile: riaccendere l’entusiasmo in una piazza storica della pallacanestro italiana e riportare la Virtus a lottare per i traguardi a lei più consoni.

Incredibile ma vero, la Bologna di Bechi ci è riuscita in sole sei giornate, grazie ad un ruolino di marcia invidiabile di cinque vittorie ed una sola sconfitta: d’altronde la squadra sulla carta è piena di talento ed in grado di giocarsela con tutti, ma provateci voi a farla esprimere così bene fin dalla prima giornata, considerando che è formata in gran parte da stranieri esordienti in Serie A e da giovani promesse italiane come Imbrò, Landi e Fontecchio. La Virtus gioca bene, diverte, si diverte e vince: la piazza non poteva chiedere di meglio e adesso si sogna in grande.

Tra i tanti meriti che si possono dare a Bechi in questo inizio di stagione, gli va dato atto anche di avere un certo coraggio: nell’ultima uscita contro Roma ha rispolverato la 1-3-1 che tanto era in voga negli anni ’80 e che oggi non la si vede quasi mai su un campo da basket. Questa è una zona che bisogna saper fare non bene, ma quasi alla perfezione, altrimenti rischi una debacle di proporzioni epiche esponendoti ai tiri da tre punti degli avversari. E Bechi l’ha saputa organizzare benissimo, mandando in bambola l’attacco capitolino, che ha tirato negli ultimi 10′ con un 2/18 dal campo da censura, e ribaltando clamorosamente una partita che aveva visto Bologna rincorrere sempre nei primi 30′.

Andando a memoria, negli ultimi 5-6 anni si contano sulle dita di una mano gli episodi in cui una 1-3-1 è stata determinante: ad usarla è stato ovviamente Dan Peterson al ritorno nel 2011 sulla panchina di Milano, che in una difficile partita a Cremona cambiò la storia della partita con la sua mitica zona, che terminò con la vittoria dell’Olimpia per 78-71. Molto più importante, però, quella sfoderata da Matteo Boniciolli nella finale di Coppa Italia 2008: la sua Air Avellino la stava preparando da settimane, senza però mai cacciarla in partita, e così la Virtus Bologna rimase tramortita da quella zona, sparando a salve da oltre l’arco.

Tornando al succo del discorso, dicevamo che ci sono dei punti in comune tra Bologna e Brindisi: sì, perché l’Enel, proprio come la Virtus, era reduce da una stagione avara di soddisfazioni e con la posizione di Piero Bucchi che sembrava essere in bilico. A dirla tutta i pugliesi avevano disputato un ottimo girone d’andata, qualificandosi per le Final Eight, ma nel ritorno avevano infilato una serie di sconfitte che li aveva relegati in una posizione anonima di classifica. Ma la società ha avuto il merito di confermare la fiducia a Bucchi, che sta impressionando tutti per la solidità della sua squadra: nonostante proprio come la Virtus abbia fatto tante scommesse sule mercato degli stranieri, l’Enel ha allestito un roster talentuoso, forse meno di quello dello scorso anno, ma che sta giocando una delle migliori pallacanestro del campionato.

L’ex coach di Milano ha il merito di essere riuscito subito a creare un buon gruppo, che tante volte conta più del talento dei singoli, che ha subito acceso l’entusiasmo del caldissimo pubblico pugliese. In questo momento Brindisi è la stella del Sud, è una squadra che sa attaccare (è il quinto attacco), ma anche difendere con ordine, energia ed intensità (terza miglior difesa): inoltre, è mentalmente solida, e questo è un aspetto da non sottovalutare, perché ti permette di essere sempre dentro le partite, anche in quelle più difficili.

Insomma, per il momento Bechi e Bucchi si stanno prendendo le loro belle rivincite, mettendo a tacere chi li voleva vedere lontani dalle rispettive panchine e ripagando la fiducia delle società. Se Bologna e Brindisi sono due delle realtà più belle di questo inizio di campionato, tanti meriti sono anche degli allenatori.