Editoriale – Samardo “bravo di mamma” Samuels può dominare la stagione

Se anche Wikipedia si preoccupa di modificare, quasi in tempo reale, la pagina che ti riguarda, allora significa che hai lasciato un segno; se poi giochi a Milano, patria di tifosi che si esaltano alla prima buona prestazione, per poi maledirti alla prima uscita negativa, e ti guadagni i titoli dei giornali, allora vuol dire che il derby con Varese ti ha quasi consacrato. Di chi stiamo parlando? Di Samardo Samuels, centro dell’EA7 che ha dedicato la prestazione da 21 punti e 11 rimbalzi (tirando 8/13 dal campo). Ah, le statistiche variano da giornale a giornale, ma noi ve le diamo giuste e precise, perché io la partita l’ho vista con i miei occhi, e vi dico che al di là di puri numeri c’è tantissimo altro.

Andiamo con ordine. Milano si presenta al derby con Varese avendo una coperta cortissima nel reparto lunghi, poiché all’infortunato Gigli si aggiunge la notizia dell’operazione obbligatoria di Kangur (operato poi ieri, 21/10, al San Gerardo di Monza, e che ora dovrà effettuare un periodo riabilitativo di almeno 3-4 settimane, obbligando praticamente l’EA7 a tornare sul mercato per un lungo a gettone). Non proprio la condizione migliore per affrontare un reparto lunghi come quello di Varese, che con Hassell e Scekic sembrava poter fare malissimo ai biancorossi di coach Banchi. Invece, non è andata affatto così. Per farvi capire cos’è successo, vi descrivo l’azione chiave del match: Gentile, dopo una rimessa di Milano, spara scriteriatamente da 3 punti trovando a malapena il ferro e facendo fermare il fiato in gola a gran parte del Forum, ma dopo una lotta confusa a rimbalzo, Samuels prende palla e con canestro più fallo decide il match. Pubblico in delirio, Samardo nuovo beniamino dopo gli scetticismi iniziali, e Milano che finalmente vince un derby contro Varese, dopo le scoppole subite la scorsa stagione. Certo, le note positive sono molte per Banchi in questa partita: Moss a mezzo servizio è comunque una garanzia per punti e intensità, Langford, finalmente in campo 30-35′ dopo la folle gestione Scariolo, si dimostra una delle migliori guardie d’Europa, Melli è ancora quello che dominava contro Erden e Asik agli Europei e prende rimbalzi a non finire, Gentile è semplicemente incontenibile nelle penetrazioni, Wallace si sta ambientando rivelandosi fondamentale assist-man, e Jerrells trova finalmente percentuali discrete dal campo.

Il vero protagonista, però, è il centro giamaicano classe ’89 che fa fare una figuraccia ad Hassell, considerato da molti un possibile nuovo Dunston, non per caratteristiche tecniche ma per possibilità di dominare la Serie A. Samardo esce dal duello coi centri di Varese come unico e incontrastato vincitore, e finalmente Milano si gode un centro atletico che attacca sempre il ferro, forse anche quando sembra fisicamente impossibile: Samuels schiaccia, tira benissimo dai 5 metri, ha buone percentuali ai liberi e finalmente conquista rimbalzi a volontà, soprattutto quelli offensivi (ben 5 quelli catturati contro Varese, 8 in totale). Abituati ai due anni di Ioannis Bourousis, il cambiamento è notevole. Bou è un centro perimetrale con movimenti in post eccellenti, ma spesso sbagliava appoggi semplicissimi per mancanza di cattiveria agonistica, mentre in difesa era lento e macchinoso, anche se le colpe non erano unicamente sue, poiché il sistema difensivo di Scariolo faceva acqua da tutte le parti. Samuels, invece, è un centro atletico con una buona mano dalla media, capace di dominare a rimbalzo e difendere bene anche sui cambi; certo, non tirerà forse mai da 3 punti, ma un 5 così a Milano serviva come il pane, anche perché il giamaicano si sta rivelando un fattore anche dalla lunetta (già 14 i liberi conquistati in 2 partite).

La questione è forse prematura, ma va posta: il “24” biancorosso potrà dominare questa Serie A? Personalmente, tutto dipende dalla concezione che si ha del concetto di “dominazione”. Prendiamo Bourousis, anche lui era un centro dominante, perché con la sua tecnica sopraffina faceva quello che voleva, quando lo voleva e come lo voleva: il problema era che tra qualche acciacco (problemi alla cartilagine delle ginocchia) e un impiego al risparmio da parte di Don Gel, il greco non risaltava agli occhi del pubblico come invece avrebbe meritato (la scorsa stagione, in soli 20′ di utilizzo, viaggiava a 11.5 ppg e 6.8 rpg, mica robetta). Tuttavia, in un campionato come quello italiano, in cui ultimamente i centri atletici e veloci la fanno da padroni, Samuels ha qualche possibilità per diventare un fattore importante. Davanti a lui vedo favoriti, come possibili crack nello spot di 5, Oberah Anosike, centro di Pesaro che ha conquistato 17, leggasi diciassette, rimbalzi domenica scorsa, e Shawn King, che a Bologna sembra rivivere una seconda giovinezza nonostante i 31 anni di età. Certo è che il giamaicano dell’EA7 è un centro più completo dei due sopracitati, capace di segnare tanto e di essere la prima soluzione offensiva quando il reparto esterni va in debito d’ossigeno; forse i suoi 206 cm lo rendono un po’ undersize per battagliare con alcuni centri di questo campionato, ma credo che dopo aver superato la prova contro Hassell, Samardo non abbia più nulla da temere. Consci anche della passata stagione, in cui i 203 cm di Dunston hanno messo in crisi tutta Italia sotto i tabelloni, possiamo concludere che su Samuels potremmo scommettere qualcosina come miglior centro della Serie A. Intanto, ardo per Samardo.

FOTO: sito ufficiale Olimpia Milano