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Fantabasket Serie A ’16/’17 – Il quintetto tutto italiano, tra punti fermi e azzardi

Achille Polonara (Grissin Bon Reggio Emilia) durante i quarti della BEKO Final Eight 2016 fra Grissin Bon Reggio Emilia e Sidigas Avellino - Milano 19/02/2016 - Stefano Gariboldi/Newphotopress © All Rights Reserved

Dopo gli episodi dedicati al quintetto delle scommesse e al quintetto che potrebbe fare faville, proverò ad ipotizzare un quintetto composto unicamente da giocatori italiani. Non tanto perché io sia un nostalgico della pallacanestro con pochi stranieri o perché ritenga che le regole attuali sulla formazione dei roster siano la causa (importante, ma non unica) degli insuccessi della Nazionale italiana. Quanto, piuttosto, perché la prossima stagione di Serie A offre la possibilità di vedere all’opera giocatori italiani molto interessanti che, se offerti a una buona quotazione iniziale, potrebbero essere pedine fondamentali nella scalata verso il successo in qualsiasi fantabasket, dalla lega privata a quello generale di Dunkest. Inevitabilmente, la scelta di tre giocatori che vestiranno la maglia di Reggio Emilia può essere spiegata con due motivi: il primo riguarda il fatto che la Pallacanestro Reggiana fa dell’italianità un punto fermo nella costruzione di ogni roster, potendo vantare quattro giocatori nel giro della Nazionale (oltre a Stefano Gentile e Andrea De Nicolao); il secondo riguarda il minutaggio che sarà concesso ai tre giocatori che ho selezionato, aspetto che porterà indubbiamente potenziali benefici alle statistiche dei tre suddetti giocatori.

LE GUARDIE – LUCA VITALI & PIETRO ARADORI

Luca Vitali arriva da una stagione tanto travagliata, quanto complicata. Eppure, nelle 14 partite giocate con Cremona lo scorso anno ha messo insieme 8.0 punti, 4.5 rimbalzi, 4.6 assist e 1.5 recuperi di media e con lui in campo i lombardi hanno perso solamente quattro partite (vincendone 10). Nella stagione che sta per cominciare si troverà a difendere i colori di Brescia insieme al fratello (Michele, ndr) e avrà le chiavi di una squadra il cui obiettivo sembra essere quello della permanenza nella massima serie italiana. La sua voglia di rivalsa e la cronistoria delle sue stagioni lo rendono, ovviamente, un giocatore sul quale puntare in ottica fantabasket, ma vi è di più: Vitali, infatti, non sembra avere rivali interni nel ruolo di playmaker, anche se Brescia pare non aver concluso il mercato, e potrebbe avere un ruolo del tutto simile a quello avuto nelle ultime stagioni cremonesi.
Pietro Aradori, invece, è pronto a disputare la seconda stagione consecutiva con Reggio Emilia e a vendicare la sconfitta in Finale Scudetto della scorsa annata (contro Milano, ndr). In Emilia sembra aver trovato la dimensione ideale per esprimersi al meglio delle proprie potenzialità in qualsiasi aspetto del gioco: punti, rimbalzi, assist, recuperi sono tutte statistiche nelle quali Aradori può portare bonus a profusione, senza considerare che l’anno scorso sfiorò la doppia-doppia in ben sei occasioni (chiudendo in doppia cifra per punti realizzati e con almeno 8 carambole conquistate). L’unico problema? Il fatto che Della Valle scalpita (ne parlerò in un altro approfondimento) e gli toglierà sicuramente qualche minuto in più rispetto alla scorsa stagione, come lo farà uno Stefano Gentile finalmente abile e arruolabile, il quale mi auguro non dovrà fare i conti con altri infortuni.

LE ALI – ACHILLE POLONARA & DAVIDE PASCOLO

In un fantabasket la scelta di Achille Polonara sembra essere imprescindibile, se non altro sempre per il discorso del bonus derivante dalla doppia-doppia. Lo scorso anno sono state ben sette le doppie-doppie collezionate da Polonara, mentre in altre nove occasioni l’ala si è fermata a soli 2 rimbalzi rispetto a quota “dieci”; numeri importanti, specialmente considerando il ruolo di punta che l’italiano avrà anche in questa stagione con la squadra emiliana, nonostante l’arrivo di Delroy James. Il 62.3% di media da due punti con cui chiuse la scorsa stagione – Playoff compresi – rappresenta un altro punto di forza nella scelta di inserire Polonara nel vostro quintetto fantacestistico, senza dimenticare le partite in cui riesce anche ad essere produttivo da oltre l’arco. Potenzialmente, l’incostanza al tiro pesante è proprio l’unica pecca sulla quale ragionare giornata per giornata, consapevoli del fatto che nell’ultima stagione Polonara ha chiuso con un 27.8% di media le partite casalinghe (ma con una valutazione media pari a 16.3) e con un 34.6% di media quelle in trasferta (ma con valutazione media di 12.1).
Davide Pascolo è arrivato a Milano e gran parte del pubblico milanese sembra non aver ancora compreso il valore dell’innesto del giocatore ex-Trento. Potenzialmente troverebbe poco spazio in un roster che, nel suo ruolo, può contare sul talento dei vari Macvan, McLean e, all’occorrenza, Sanders, se non fosse che Milano giocherà la nuova EuroLeague e dovrà sicuramente fare ampio turnover considerando il format della massima competizione europea per club. L’intelligenza tattica, le doti tecniche e la versatilità lo rendono un giocatore chiave per le ambizioni milanesi, non solo in Italia. Eppure, se è vero – come dicono esperti tecnici, ma non secondo me – che in Europa potrebbe soffrire l’adattamento a una pallacanestro ben diversa rispetto a quella vista e giocata in Serie A, è altrettanto vero che, per fare di necessità virtù, Milano gli garantirà ampi minutaggi in Campionato, magari anche nello spot di “5” come primo backup di Raduljica. Scommessa pura, perché le premesse per un flop fantacestistico – dove per flop intendo pochi minuti a disposizione, e quindi statistiche non certo da top-player – ci sono tutte: ma Pascolo ha già messo a tacere le critiche che lo volevano come un giocatore inadeguato per la Serie A prima, e per l’Eurocup poi.

IL CENTRO – RICCARDO CERVI

Per Cervi vale, sostanzialmente, lo stesso discorso fatto per il centro del quintetto che potrebbe fare faville: il minutaggio che gli consentirà di andare più volte alla ricerca della doppia-doppia personale. Lo scelgo per questo motivo, sperando in un innalzamento del suo rendimento personale rispetto all’ultima stagione vissuta ad Avellino: potenzialmente vale almeno 10 doppie-doppie stagionali, ma i limiti dovuti alla sua rapidità nel commettere falli in brevissimi lassi di tempo e gli acciacchi fisici potrebbero inficiare tale previsione. Ci sarebbe Marco Cusin, è vero, ma ritengo che Avellino si affiderà più a Fesenko, mentre Campani (ottimo panchinaro fantacestistico, ne parlerò) dovrà convivere con la presenza ingombrante di Anosike in quel di Varese. Cervi è chiamato al salto di qualità definitivo: un upgrade anche statistico, che possa dimostrare il vero valore di un giocatore che, al netto di tutti i limiti tecnico-tattici, può essere una freccia importante nella faretra emiliana.