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Fantabasket Serie A ’16/’17 – Un quintetto che potrebbe fare faville

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Dopo un primo capitolo, inerente a un quintetto di pure scommesse, cerchiamo di pronosticare quali potrebbero essere i giocatori, dal sicuro rendimento, sui quali puntare per sbaragliare la concorrenza. Premesso che il format di Dunkest è molto malleabile, consentendo di cambiare la propria rosa praticamente dopo ogni giornata, ritengo che alcuni giocatori siano chiamati alla stagione del riscatto o della consacrazione, non potendo assolutamente replicare gli alto-bassi vissuti l’anno scorso, per le motivazioni più disparate.

LE GUARDIE – ALESSANDRO GENTILE & TREVOR LACEY

Debita premessa: Gentile lo scorso anno era listato come guardia, sebbene a Milano trovasse spazio anche, e soprattutto, da ala piccola; a meno che Dunkest non voglia cambiare il suo ruolo, il capitano di Milano potrebbe essere considerato ancora come una guardia, ma il discorso non cambierebbe neppure se fosse poi listato come ala. Alla sesta stagione con la maglia biancorossa, dopo un’estate infuocata dalle voci sul suo possibile futuro, Gentile è rimasto a Milano per riscattare la scorsa stagione e consacrarsi come punta di diamante di una squadra costruita per dominare. Certo, il minutaggio potrebbe dover essere condiviso con giocatori di assoluto livello, ma si ricordi che nel 2014/2015 Gentile giocò 27.4 minuti di media in Serie A, Playoff compresi, che gli bastarono per mettere insieme 14.1 punti, 4.8 rimbalzi e 3.3 assist di media a partita. Il valore assoluto del giocatore, come la considerazione che ne ha coach Repesa, non si discutono, ma è chiaro che Gentile abbia tutta la voglia e le migliori intenzioni per vendicare sportivamente la scorsa stagione, magari andando a prendersi un titolo di MVP della Stagione Regolare che ancora manca al suo personale palmarès. Statisticamente è un giocatore da fantabasket, perché garantisce valutazione in ogni aspetto del gioco, anche se deve migliorare molto la percentuale da 3 punti e ai liberi, nonché limitare le perse. A una buona valutazione iniziale, Gentile rappresenterebbe un’occasione da non farsi sfuggire.
Su Lacey, invece, il nostro Filippo Antonelli, nel luglio 2015, ne aveva offerto una scheda tecnica che si è rivelata quanto mai veritiera considerando come il talento statunitense abbia concluso a livello personale la scorsa stagione (a Pesaro, ndr). Attaccante sublime, ma non solista. Giocatore da isolamento, ma non macchina-mangia-palloni. Lacey è un giocatore da fantabasket, fatto e finito, anche se nella dimensione sarda potrebbe soffrire la concorrenza di giocatori che vogliono tenere molto il possesso (su tutti, Johnson-Odom); il rendimento della scorsa stagione, tuttavia, fa presagire un ulteriore salto di qualità non solo nel modo di giocare, bensì anche nelle cifre messe insieme dall’ex-North Carolina State. L’unico problema? La costanza nella valutazione, dato assai importante per stare nelle prime posizioni di un fantabasket. L’exploit, infatti, può capitare a tutti, ma pagare lo scotto di un titolare (giocatore inserito in quintetto, oppure sesto uomo, secondo i criteri valutativi di Dunkest) che prende meno di 10 come valutazione complessiva di giornata può essere molto pesante; nella scorsa stagione, in nove occasioni (delle quali 5 in trasferta) su 30 partite disputate, Lacey non ha superato una valutazione pari a 9 (valutazione di Legabasket, beninteso) e questo implica una scelta ponderata su quale debba essere il suo compagno di reparto, giornata per giornata.

LE ALI – JAJUAN JOHNSON & DOMINIQUE ARCHIE

L’ala di Cantù è il classico “must-have” fantacestistico: macchina da doppie-doppie, giocatore dall’ottimo rapporto perse/possessi giocati, totem di una Cantù che vuole ritrovarsi nel gotha del basket italiano. L’anno scorso fece le fortune di quelli che lo scelsero non appena atterrò in Lombardia, ma tolse spazio e possessi a un giocatore che sarebbe stato potenzialmente il migliore di Cantù (Abass, secondo una mia personalissima opinione e dopo un raffronto statistico approntato in una scheda tecnica). Giocatore dominante, atleticamente due spanne sopra il livello medio, potenziale leader statistico della propria squadra in punti, rimbalzi, stoppate e valutazione complessiva, deve però migliorare nella percentuale da tre punti e sfruttare di più il proprio strapotere fisico-atletico per conquistare falli e conseguenti viaggi in lunetta. Rimane il giocatore al quale mi affiderò, anche considerando che come backup non ha giocatori in grado di impensierirne lo status di titolare; eppure, potrebbe verificarsi un problema di coesistenza con Gani Lawal, in un improduttivo intasamento del pitturato che farebbe diminuire le statistiche di Johnson.
Archie ritorna a Capo d’Orlando dopo la parentesi belga (con il B.C. Oostende ha vinto due campionati consecutivi) e si prepara per essere uno dei leader statistici dei siciliani, come lo fu nella stagione 2014/2015, conclusasi anticipatamente con il trasferimento in Belgio ad aprile. In quella stagione fu una delle rivelazioni della neopromossa Orlandina, disputando una stagione da medie più che interessanti (13.2 punti, 6.3 rimbalzi e 1.3 assist, con il 38.1% da tre) e andò in doppia-doppia in 4 occasioni su 26 partite giocate. Con la presenza di Diener e di molti giovani interessanti, avrà probabilmente meno possessi a disposizione per esprimere tutto il proprio talento, ma rimane un giocatore potenzialmente dominante e dal rendimento costante. A un buon prezzo iniziale è sicuramente un investimento che va fatto, considerando che nell’ultima stagione italiana iniziò con cinque partite consecutive da urlo; il che, lo rende anche un’importante pedina di scambio dopo la sua inflazione valutativa, permettendo al fanta-allenatore di venderlo e fare una plus-valenza, in termini di fantacrediti, rispetto al prezzo pagato per averlo dalla prima giornata.

IL CENTRO – JOHNDRE JEFFERSON

Ruolo chiave, se mai ve ne fosse uno. Nell’ultima annata ho imparato che non importa prendere il centro “più forte” o “più talentuoso”, bensì occorre ponderare, giornata per giornata, quale possa essere il centro capace di andare in doppia-doppia (punti + rimbalzi) con percentuali ottime dal campo e senza uscire per falli commessi. Pertanto, no alla scelta stabile di Raduljica, per quanto il centro di Milano sia destinato a dominare ogni pitturato con movenze da ballerino; magari sì alla scelta di McLean, qualora Dunkest dovesse listarlo come centro e non più come ala, perché lo statunitense è una macchina perfetta da punti e rimbalzi, quando vuole esserlo e il fisico glielo permette. Punto tutto, allora, su una scommessa che probabilmente non mi ripagherà per nulla, ma che mi intriga moltissimo: Johndre Jefferson. Il centro di Trento, già visto in Italia con la maglia di Varese, è potenzialmente quel giocatore da doppia-doppia che possa permettere di godere del bonus per il raggiungimento personale di almeno 10 punti e 10 carambole portati a casa. Inoltre, a Trento troverà un giocatore come Aaron Craft, il quale ama molto la ricerca di un pick&roll che si sviluppi oltre i 305 cm di altezza, situazione che gli permetterà di sfruttare tutto il proprio atletismo e di segnare così anche quei punti necessari al raggiungimento del bonus “doppia-doppia”. Certo, se dovesse replicare quanto fatto in Turchia la scorsa stagione, allora bisognerebbe valutare attentamente, giornata per giornata, un suo potenziale inserimento nel proprio quintetto fantacestistico.