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Final Eight 2016 – Day 1: Sassari si suicida, Avellino ci crede. E Milano manda un segnale

Nicolò Cazzolato (Vanoli Cremona) durante la partita della BEKO Final Eight 2016 fra Vanoli Cremona e Banco di Sardegna Sassari.

Basket - Milano 19/02/2016 - Stefano Gariboldi/Newphotopress © All Rights Reserved
Nicolò Cazzolato (Vanoli Cremona) durante la partita della BEKO Final Eight 2016 fra Vanoli Cremona e Banco di Sardegna Sassari. Basket - Milano 19/02/2016 - Stefano Gariboldi/Newphotopress © All Rights Reserved

Un giorno è andato. Ne restano altri due di un weekend che annualmente ci permette di vedere con una certa continuità, finalmente, del basket giocato (più o meno bene). Le Final Eight rimangono, nonostante gli orari improbabili e una Rai che potrebbe fare di più, la manifestazione migliore del panorama cestistico italiano, almeno per densità di emozioni. Anche più dei playoff.

“Milano sono tutto tuo, Vincenzo no non mi rinchiude più” deve aver canticchiato Buscaglia nel secondo tempo del primo quarto di finale, quello vinto da Trento contro Pistoia (81-74). Anche perché Vincenzo (Esposito) e l’orario (12:00) erano riusciti a imbrigliare la sua Dolomiti Energia, costringendola a giocare sotto ritmo. La prima accelerazione dei bianconeri nel terzo quarto affidata al solito Wright è bastata per piegare una Pistoia stanca, come altrimenti non poteva essere. Poco ha potuto la Giorgio Tesi, viste le assenze in cabina di regia (Moore e Filloy) e la giornata sottotono del trio Kirk – Knowles – Blackshear. I toscani possono e devono essere comunque contenti.

Chi, invece, non gioisce è coach Calvani che ha assistito impietrito (fin troppo) al suicidio della sua Sassari negli ultimi due minuti e spiccioli del quarto periodo della sfida con Cremona (vinta dai lombardi al supplementare col punteggio di 97-89). Sia chiaro, nulla può offuscare la prestazione della Vanoli, rimasta sempre in partita, nonostante l’assenza di Vitali e la situazione falli di McGee, grazie agli adeguamenti difensivi, soprattutto nell’area pitturata, ma anche solo l’aver pensato da parte dei sardi di poter concedere il tiro del pareggio a Cazzolato, divenuto poi eroe di giornata, è da manicomio, cestistico ovviamente. Nel post-partita, Calvani ha spiegato come i suoi non abbiano eseguito quanto ordinatogli dalla panchina. Colpa della confusione generale di una Sassari che questo pomeriggio ha sprecato una occasione ghiotta per aprire un nuovo capitolo della propria stagione. Glissiamo sulla prestazione di Tony Mitchell che, avesse speso metà del tempo passato a protestare con l’allenatore, i compagni e gli arbitri per difendere sul proprio avversario diretto o fare la cosa giusta nel momento giusto, sarebbe stato l’Mvp della partita a mani basse. Povero Logan.

Per fortuna il match delle 18:15, quello fra Reggio Emilia e Avellino (87-94), ci ha fatto accantonare le bizze dell’ex Trento. La sfida fra Sidigas e Grissin Bon è stata senza dubbio quella più ricca sotto l’aspetto tecnico e tattico. Menetti ha provato con i suoi a reggere l’impatto di una squadra irpina lanciatissima. Le condizioni precarie, soprattutto quelle di Aradori e Veremeenko, hanno pesato per gli emiliani. Difficile potesse essere diverso l’epilogo della sfida del tardo pomeriggio, anche perché la Scandone di Sacripanti oltre ad essere la squadra più in forma del campionato appare anche la più matura, tanto da non essere scalfita da eventuali svantaggi o difficoltà. Ritrovarsi poi un Veikalas (superlativo) in versione Kaukenas (ancora indietro di condizione) ha di certo aiutato l’allenatore ex Cantù, che ha dovuto anche centellinare l’utilizzo di Marques Green per un fastidio all’inguine. Ragland di certo non ne ha fatto sentire la mancanza, martoriando a turno prima De Nicolao e poi soprattutto Gentile. La sensazione è che la Grissin Bon abbia bisogno di un playmaker di livello, magari spostando l’ex Cantù in guardia, e di recuperare al più presto possibile la migliore condizione (senza dimenticare Lavrinovic).

L’ultima ora e mezza di questo venerdì cestistico invece è stata forse la più noiosa, come si auguravano i tifosi di Milano. L’Armani ha dato un segnale di presenza strapazzando senza faticare (escludendo un secondo quarto superficiale) una Venezia ben lontana dal risveglio (88-59). Unica nota stonata della serata è stato l’infortunio occorso a Bruno Cerella: per il vicecapitano dell’Olimpia si sospetta una distorsione al ginocchio.

Menzioni d’onore per i classe ’96 Flaccadori e Mastellari. Nel match di mezzogiorno fra Pistoia e Trento hanno confermato entrambi di possedere grande personalità e un talento che, se alimentato nel modo corretto, potrà portarli lontano.