Gani Lawal: quello che l’Olimpia non aveva da anni

L’unico giocatore che ha arginato la scorsa stagione quel ciclone chiamato “Bryant Dunston. Avrei potuto iniziare diversamente nel descrivervi chi è Gani Oladimeji Lawal jr., ma questo mi è sembrato il modo più appariscente per rendere l’idea del colpo fatto dall’EA7 Emporio Armani Milano. Certo, qualche premessa è d’obbligo, come è d’obbligo qualche piccola riserva.  Innanzitutto, il 4 ottobre 2013 il VEF Riga rilascia Gani Lawal per motivi disciplinari: il centro, dopo l’insoddisfazione del coach Butautas per le prestazioni fornite in amichevole, decide di non presentarsi all’incontro con la squadra dedicato alla definizione della partenza per il qualifying round di Eurolega in Lituania. Così, i manager del VEF Riga gli comunicano che non farà parte della spedizione in Lituania e lo rilasciano. Il motivo per cui Lawal abbia saltato l’incontro non è chiaro, e le supposizioni in questi casi valgono meno di zero: di certo, il problema non era l’integrità fisica, come ho sentito da molti in questi giorni pre-firma con Milano. Dopo aver lasciato la capitale della Lettonia, Lawal firma un pluriennale parzialmente garantito con i Philadelphia 76ers, affermando a mezzo mondo di essere felice e di voler rimanere a lungo, promettendo di catturare tantissimi rimbalzi, il suo punto di forza. Tuttavia, anche l’esperienza Nba si chiude dopo manco un mese: infatti, il 27 ottobre 2013 i 76ers decidono di tagliare Lawal, cui verseranno 100.000 $ per la rescissione del contratto parzialmente garantito. Il resto, dopo queste debite premesse, è storia recente.

Il 5 novembre Gani Lawal firma con Milano, annunciando via Twitter di voler portare il suo talento all’ombra della Madonnina. Potenzialmente l’Olimpia firma un crack: Lawal-Samuels-Gigli-Wallace formano un reparto lunghi impareggiabile in Italia, ma i dubbi vengono in ottica Eurolega. L’esperienza romana dello scorso anno ha notevolmente migliorato un giocatore che ha comunque solo 25 anni (7/11/1988 la sua data di nascita) ma ancora non pochi limiti. In primis, bisogna fare delle distinzioni in base all’utilizzo che vorrà fare coach Banchi del centro ex Georgia Tech: se Lawal dovesse essere considerato il 1° centro, allora qualche problema di chimica di squadra e, conseguentemente qualche dubbio su Samuels, potrebbe esserci; se, invece, fosse utilizzato come arma in più dalla panchina per spezzare le partite, allora pochi dubbi sul valore della presa per Milano. Infatti, considerare Lawal il 1° centro dell’Olimpia significherebbe dover trovare il miglior play, tra Jerrels, Haynes e Langford, in grado di innescarne l’atletismo: sono indelebili gli alley-oop sull’asse Taylor-Lawal che hanno portato Roma a giocarsi la finale Scudetto con Siena lo scorso anno. Inoltre, i limiti tecnici del centro non sono poca cosa: l’infrazione di passi e la poca elasticità in difesa sono i veri problemi, ma non sono da sottovalutare anche un tiro non affidabilissimo dalla media e percentuali ai liberi che rasentano il 50%. Se questi difetti possono essere ben mascherati in Italia, grazie a un dinamismo fuori dal comune, in Eurolega Lawal è tutto da testare, avendo un fisico non proprio dominante rispetto alla media (205 cm per 106 kg).

Ecco, c’è da chiarire quale sia il motivo per cui Milano abbia firmato Gani Lawal. Se il centro è stato firmato per completare un reparto lunghi che necessitava di un giocatore complementare a Samuels, allora è un grandissimo colpo, perché i 2 possono formare una coppia potenzialmente illegale in Italia e in grado di battagliare anche in Europa; se, invece, Lawal è stato preso come garanzia per l’accesso alle Top 16, allora qualche riserva personalmente ce l’ho. Non tanto per il valore individuale del giocatore, quanto per gli equilibri che piano piano si stavano delineando nell’EA7 di coach Banchi. Nella ricerca del play che lo possa innescare, ad oggi non vedo un giocatore che possa innescare Lawal con un pick&roll come si deve, tranne forse il solo Langford se ci si impegnasse; inoltre, la firma dell’ex Roma sarebbe una pseudo bocciatura europea per Samardo Samuels, che comunque non sta facendo male, anche se non può competere con giocatori di stazza maggiore.

Di certo, è indubbio che gli equilibri in casa Olimpia cambieranno. Chiotti sarà presumibilmente sacrificato, con il rammarico del sottoscritto e di tanti appassionati di basket: sia chiaro, Chiotti non è un giocatore capace di dominare in Eurolega, ma comunque in Italia può dire ampiamente la sua, essendo un ottimo giocatore di pick&roll che ha dimostrato di avere buoni fondamentali. Inoltre, verosimilmente Gigli passerà a fare il 3° centro, impiegato qualche volta da 4 quando proprio ce ne sarà necessità, a meno che Banchi non applichi un oculato turnover in base agli impegni settimanali. In quest’ultimo caso, probabilmente Lawal giocherebbe molto in Eurolega, riposando in campionato a meno di infortuni o ghiotti mismatch, mentre la coppia Samuels-Gigli garantirebbe copertura nelle gare di Serie A. Nonostante le spiegazioni date poco sopra, Gani Lawal rimane ciò che all’Olimpia è mancato negli ultimi anni, cioè un centro atletico e dominante sotto canestro come pochi altri se ne sono visti in Italia recentemente; inoltre, i difetti e i punti deboli esaminati, soprattutto in fase difensiva, potrebbero essere corretti da un coach come Luca Banchi, che fa della fase difensiva un must imprescindibile. Solo il campo potrà dirci l’ultima parola, ma a bocce ferme Lawal può dare un’altra dimensione sotto canestro a una squadra che comunque stava già trovando equilibri discreti.

Foto: ufficio stampa EA7 Emporio Armani Milano