Gentile, saggia scelta

Alessandro Gentile è sul tetto d’Italia e con la sua Olimpia Milano, 18 anni dopo il padre, riporta lo scudetto a Milano per la 26esima volta. Il capitano è stato trascinatore anche in gara 7, con 18 punti e il meritato premio di Mvp delle finali.

Gentile aggiunge cosi un’altra soddisfazione alla sua carriera  fin  qui breve ma piena di traguardi: 2 volte miglior giocatore under 22 del campionato con Treviso, poi il passaggio all’Olimpia dove  guadagna i gradi di capitano, nell’estate scorsa disputa da protagonista l’europeo in Slovenia con la nazionale, riceve la chiamata numero 53 al Draft NBA dai Timberwolves ed è subito ceduto per quasi 1 milione e mezzo di dollari agli Houston Rockets e, dopo solo 24 ore, sta festeggiando negli spogliatoi la vittoria dello scudetto.

La crescita costante in queste stagioni lo ha portato fino alla chiamata NBA; chiamata su cui ragionare: ricordiamoci che il ragazzo in questione ha solo 21 anni e si è confermato soprattutto in questa stagione; fare il salto oltreoceano già dal prossimo anno potrebbe essere ancora prematuro, certo il talento è tanto ma il campionato italiano e in generale il basket europeo è molto diverso dal mondo NBA con stagioni lunghissime dove si paga la stanchezza, lo stress e il calo fisico. Abbiamo come lezione l’esempio chiaro di Datome: partito dall’Italia come Mvp del campionato e finito in fondo alla panchina di Detroit con solo 34 gare in cui ha messo piede sul parquet per circa 7 minuti di media.

Quest’anno Gentile si è contraddistinto come un uomo offensivo capace di attaccare il ferro e segnare anche subendo contatti, grazie ai suoi 201 cm e ad un ottimo controllo del corpo; buone sono le sue percentuali da fuori, con tanti tiri creati dal palleggio. Pur non essendo una vera guardia ha una visione perfetta del campo, la sua difesa è solida e mette sempre sul parquet molta aggressività. Ma come tutti prevedevano, e come ha riferito il numero 5 dell’olimpia ieri, l’anno prossimo rimarrà ancora a Milano: scelta saggia e onesta. Nonostante le sue qualità offensive prima di fare il salto oltre oceano il figlio di “Nando” deve migliorare molti aspetti della sua pallacanestro. Gentile è troppo poco esplosivo e atletico per il livello NBA. Il suo meccanismo di tiro manca di fluidità e ha un rilascio un po’ lento; deve prendere più confidenza con i P&R e P&P visto che sono i movimenti base e i più usati dalle franchigie NBA; un suo difetto è anche la gestione emotiva: troppo spesso litiga con gli arbitri e cede alle provocazioni degli avversari.

Intanto dopo la vittoria dello scudetto sono arrivati al capitano dell’Olimpia i complimenti anche da Houston; il GM Daryl Morey ha riferito che Gentile potrebbe dare il suo contributo da subito, ma sicuramente potrà aiutare i Rockets del futuro. In questi giorni a Houston si sta lavorando per liberare spazio salariale per ingaggiare un colpo grosso,  si parla di Anthony o James, per formare un trio con Harden e Howard. Se l’operazione pianificata dai texani andrà in porto, già dal prossimo anno, Houston potrebbe essere un pretendente per il titolo; Gentile quindi arriverà probabilmente in una squadra già  completa  ma siamo sicuri che con il suo talento e la sua voglia riuscirà lo stesso ad entrare nelle rotazioni e a dare un contributo alla squadra.