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I Top e i Flop dei Quarti di Finale delle Final Eight 2016 – Che spettacolo Avellino e Cremona

Credit to: Fabrizio Nigro
Credit to: Fabrizio Nigro

La prima giornata di queste Final Eight si è chiusa con la vittoria di Milano su Venezia che permette ai biancorossi di raggiungere Cremona in Semifinale e di completare così un tabellone che, nell’altra Semifinale, vedrà opporsi Avellino e Trento. Non sono mancate le sorprese, come il buzzer di Cazzolato o le dichiarazioni di coach Calvani, perciò andiamo ad analizzare quali sono stati i migliori e i peggiori giocatori di questi Quarti di Finale.

I TOP

David Logan – Lui è “il Professore” del gioco, un giocatore capace di cambiare il match in una manciata di secondi con giocate che hanno dell’incredibile; contro Cremona sfiora la tripla-doppia (29 punti, 10 falli subiti e 8 assist) e porta Sassari a pochi secondi dalla vittoria, prima che Alexander vanifichi tutto non fermando fallosamente un Cazzolato che, con un buzzer da oltre 7 metri, porta il match all’overtime e cambia l’inerzia. Devastante per capacità offensive e per leadership, Logan si è dimostrato ancora una volta animale da gara secca, come testimoniano i 12 punti e 4 assist messi a referto negli 8’30” in cui sta in campo durante la terza frazione. Peccato che il finale sia un horror a tinte biancoblu, con la panchina che chiama il fallo sistematico e Alexander che lascia la bomba del pareggio ai cremonesi.

Julian Wright (Dolomiti Energia Trento) – Se Trento supera Pistoia è anche, e soprattutto, merito di quello che ad oggi è il lungo più dominante della Serie A, che stravince il duello sotto le plance contro Kirk e si gode il primo tassello di un’impresa che potrebbe essere storica. Wright è l’essenza di una guardia/ala piccola, incarnata nel corpo di un lungo: certo, la meccanica di tiro non sarà una delle più belle stilisticamente, ma quando si alza da 3 punti dimostra di avere un bagaglio tecnico praticamente illimitato (2/3 da 3 contro Pistoia); è fondamentale nella ripresa, in cui realizza 15 dei 44 punti messi a referto da Trento e tiene a bada con maestria Kirk (che di punti nei secondi 20′ ne realizza solamente 2).

Joe Ragland (Sidigas Avellino) – Sul campo dei suoi ex tifosi, Ragland si presenta in gran forma e mette a nudo tutte le difficoltà della difesa di Reggio Emilia, che in questo momento non ha semplicemente le forze per stargli dietro. Joe legge benissimo le varie situazioni e gioca sempre in controllo, infatti non solo ha segnato 20 punti (4/5 da due, 7 falli subiti con 9/12 ai liberi), ma ha anche smazzato 7 assist, per una valutazione totale di 28 in 26 minuti.

Benas Veikalas (Sidigas Avellino) – È l’MVP di giornata. L’uomo che non ti aspetti, ma che in una competizione del genere sa esaltarsi. È esattamente questa la storia di Veikalas, che nel quarto di finale tra Avellino e Reggio Emilia ha avuto un impatto devastante, crivellando la retina avversaria con un’efficienza irreale. Benas, infatti, ha segnato 21 punti con 4/4 da due, 4/5 da tre e 1/1 dalla lunetta in soli 24 minuti, facendo registrare il miglior plus/minus (+14) dell’intera partita, vinta dalla Sidigas per 87-94. Le altre squadre rimaste in gara sono avvisate: il lituano in uscita dalla panchina può essere una chiave importante.

Elston Turner (Vanoli Cremona) – Cazzolato ha i meriti di aver mandato il match all’overtime con una tripla incredibile, ma è Turner l’uomo della svolta per Cremona nel Quarto contro la Dinamo; le due triple consecutive nell’ultima frazione sono fondamentali per riportare a contatto i lombardi e invertire l’inerzia di un match che sembrava propendere unicamente verso i sardi. 12 punti nell’ultimo quarto, 6 nel supplementare e 28 totali (3/5 da 2, 4/11 da 3 e ben 14 liberi tentati): se Cremona sogna una storica Finale, gran parte del merito è di Turner, chiamato però a confermarsi in serata contro l’Olimpia Milano.

I FLOP

Wayne Blackshear (Giorgio Tesi Group Pistoia) – Aveva iniziato col botto la stagione per poi smarrirsi un po’ tra dicembre e gennaio; nelle ultime due di Campionato (contro Avellino e Milano, ndr), però, sembrava essere ritornato su alti livelli di rendimento, perciò il flop contro Trento in questi Quarti di Finale non può che valergli la menzione tra “I Flop” della giornata. Nel Quarto di Finale contro i trentini chiude con 3/15 dal campo (e 4 perse) e non è mai incisivo pur sapendo di essere chiamato a una sorta di “consacrazione” vista l’assenza forzata di Moore; avrà sicuramente modo di rifarsi, ma ieri Pistoia aveva bisogno dei suoi punti per accedere alla Semifinale e lui è rimasto nell’ombra.

Mike Green (Umana Reyer Venezia) – Venezia è in una fase così ambigua che nemmeno la scossa derivante dall’esonero di coach Recalcati ha permesso di giocare un match degno contro Milano. Certo, dire che Green è stato un flop, considerando il rendimento stra-negativo di tutti i compagni, è una forzatura non da poco; eppure ho ancora nella mente la prestazione con cui portò Varese a sconfiggere la Milano di Scariolo nella Coppa Italia 2013, per cui vederlo chiudere con 3/11 dal campo, 4 perse e solamente 3 assist è un colpo al cuore. Sarà anche in fase calante, ma in questa Venezia attualmente fallirebbe chiunque a livello individuale.

Tony Mitchell (Banco di Sardegna Sassari) – Non ingannino i 16 punti con 12 rimbalzi che ha messo a referto, la sua prestazione è stata decisamente negativa, soprattutto se messa in relazione al suo talento. È il lontanissimo parente del giocatore ammirato lo scorso anno a Trento. Gioca con sufficienza e scarsa concentrazione e commette una serie di errori nell’ultimo quarto (in cui commette 3 dei suoi 6 turnover totali) che sono determinanti per la rimonta di Cremona.

Joe Alexander (Banco di Sardegna Sassari) – È fisicamente in campo, ma mentalmente da un’altra parte. Nonostante le richieste di Calvani, che aveva detto ai suoi di non far ricevere Turner e McGee e di fare fallo non appena la palla veniva rimessa in gioco, Alexander ha ben pensato di permettere a Cazzolato di farsi tutto il campo e di prendere un tiro difficile ma per nulla impossibile, che è valso l’overtime e poi la sconfitta. In 21 minuti di utilizzo segna 12 punti con buone percentuali (6/11), ma ha un impatto fortemente negativo (-16 di plus/minus, il peggiore della partita in relazione al minutaggio).