Il personaggio – I 45 punti di Caleb Green: una partita magica che solo il basket può regalare

Solo il basket può regalare notti da sogno e storie incredibili come quella di Caleb Green. Arrivato quest’estate in Sardegna dopo aver girato l’Europa tra Germania, Belgio e Francia, si è presentato alternando prestazioni sottotono ad alcune molto positive, soprattutto in Eurocup. Insomma, un buon giocatore che nel corso della sua carriera ha dimostrato di poter giocare tranquillamente ad un certo livello e anche di avere un discreto numero di punti nelle mani. D’altronde è uno che ha sempre viaggiato in doppia cifra e l’anno scorso tra le fila di Orleans è arrivato a toccare anche quota 29.

Ma quello che è successo ieri sera non ha termini di paragone né spiegazioni. Dopo un primo quarto assolutamente normale, in cui è stato bravo a capitalizzare i due soli tiri che si è preso, nel secondo è successo l’impensabile. La regia è da oscar, perché al termine della frazione il PalaSerradimigni rimane al buio a causa della violenta pioggia che si stava abbattendo su Sassari. Dopo circa quindici minuti si torna a giocare e ci si aspetta che la partita incominci praticamente da zero, visto che i giocatori si sono inevitabilmente raffreddati. Ed invece accade il classico colpo di scena da pellicola americana, con Green che illumina il palazzetto subito dopo il backout: segna undici punti in fila con tre bombe e permette a Sassari di volare a +18 (38-20); non contento ne mette altri 7 prima della pausa.

Nel terzo quarto sembra tornare sulla terra con soli 5 punti, frutto di tre liberi, ma nell’ultimo, a partita ormai già ampiamente decisa, riprende il suo show: per i vari Polonara e Hassell è un alieno che sta giocando una pallacanestro di un altro pianeta e segna altri 18 punti con 5/5 da due e 8/8 ai liberi in soli 5 minuti. Arrivato a 45 punti con 10/11 da due, 4/7 da tre e 13/14 ai liberi in 29 minuti, coach Meo Sacchetti decide di richiamarlo in panchina per la stra meritata standing ovation: viene da chiedersi chissà che cosa sarebbe potuto succedere se avesse giocato qualche minuto in più. Magari sarebbe arrivato a quota 50, ma lo stesso Green a fine partita ha dichiarato che “non è il caso di essere ingordi. In questo incontro la palla mi è arrivata con regolarità ed ho trovato spesso il canestro, sono felice di aver realizzato il mio massimo in carriera”.

Caleb è stato solo la ciliegina sulla torta di una Dinamo Sassari che, ferita nell’orgoglio dalla batosta di Zagabria e dal record negativo di punti segnati in un quarto (solo 4), ha letteralmente sbranato la Cimberio Varese, che non è riuscita ad opporre alcuni tipo di resistenza. Grazie ai 45 punti di ieri sera, Green è entrato di diritto nella storia della Legabasket: l’ultima volta che un giocatori aveva realizzato 40 o più punti era il 6 aprile 2004, quando Delonte Holland ne ha messi a referto 47. La differenza è che il giocatore di Varese ha giocato tutti e 40 i minuti, mentre Green è il primo a riuscire a segnarne almeno 45 con soli 29 minuti giocati. Difficilmente riuscirà a ripetere un exploit del genere nel corso della stagione, ma di certo la serata di ieri resterà per sempre nella memoria degli appassionati della palla a spicchi, in particolare di quelli sassaresi che hanno potuto assistere in diretta ad una performance magica che è valsa da sola il prezzo del biglietto.