Il pragmatismo di Milano asfalta il basket di Sassari: 5 numeri da conoscere su gara-6

Eccola la vera Milano. Nonostante l’assenza di Daniel Hackett, leader, o presunto tale, di questa squadra, l’Olimpia ha sfoderato una di quelle prestazioni che l’hanno resa grande anche in Eurolega nel corso di questa stagione, impartendo una lezione durissima a Sassari ed alla sua concezione di pallacanestro. Le scarpette rosse hanno messo in campo fin da subito intensità ed energia di altissima qualità, oltre che una sorta di pragmatismo che ha messo a nudo tutti i difetti su sette gare di un sistema, come quello della Dinamo, che vive e muore con il tiro. Stasera i sardi sono crollati troppo presto sotto i colpi della soffocante difesa avversaria e fin dal primo tempo non c’è stata partita, come testimonia anche il risultato finale di 76-95. 

12 – I rimbalzi offensivi presi dall’Olimpia nei 20 minuti iniziali, ovvero quelli in cui si è deciso l’incontro, di cui ben 8 nel solo primo quarto. Milano ha fatto il bello ed il cattivo tempo sotto le plance, aggredendo i padroni di casa fin dalla palla a due e mostrando molta più energia e reattività a rimbalzo. Sassari ad un certo punto non ci ha nemmeno provato a far tagliafuori sui biancorossi, ed in questo dato va ricercato uno dei motivi principali della debacle sarda. Alla fine la truppa di coach Banchi ha chiuso con 16 rimbalzi offensivi e 42 totali, a fronte dei soli 18 della Dinamo. 

8 – Come i minuti, secondo più secondo meno, in cui c’è stata partita. Dopo essere finita subito sotto (3-10), Sassari era stata brava a risalire la china e ad impattare sul 14-14 con la tripla di Drake Diener. Ma da quel momento in poi, si è spenta definitivamente la luce per una Dinamo già arrancante: tra gli ultimi due minuti del primo quarto ed i quattro iniziali del secondo, l’Olimpia ha piazzato un parzialone di 5-20, risultato decisivo, dato che da quel momento in poi Gentile e compagni non sono mai scesi sotto le 15 lunghezze di vantaggio. 

17 – I punti in 18 minuti realizzati da Gani Lawal, che ha spaccato la partita in apertura di secondo quarto quasi da solo, con 6 punti consecutivi. L’ex Roma si presentava in qualità del giocatore maggiormente in difficoltà di Milano in questi playoff: prima di stasera, non era mai andato oltre i 5 punti realizzati, ma soprattutto per ben 7 volte la sua valutazione è stata negativa o pari a zero. Sarà che dall’altro lato Sassari davvero non ne aveva più, ma Lawal è sceso in campo con grandissima cattiveria agonistica ed intensità, schiacciando con grande potenzia tutto quello che gli è passato per le mani e tirando giù diversi rimbalzi offensivi importanti. Ha chiuso con 17 punti, 8/9 dal campo, 8 rimbalzi e 21 di valutazione. 

13 – I minuti passati in campo da Travis Diener, che in apertura di secondo quarto ha dovuto uscire di scena a causa di un problema alla caviglia. Non aveva iniziato benissimo l’incontro (-4 di valutazione) e quando si è fatto male Milano era già sopra di 12, quindi difficilmente sarebbe bastato per rimettere in carreggiata Sassari, ma dispiace molto che la partita abbia perso un protagonista del suo calibro, soprattutto se questa dovesse essere stata la sua ultima in carriera. 

19 – Come il plus/minus di Alessandro Gentile, il più alto dei suoi al pari di Langford. Il capitano ha disputato un’altra partita di grandissima sostanza e si è ben disimpegnato anche in cabina di regia, dove ha contribuito a far girare la squadra nel modo giusto dal punto di vista offensivo. Spinge finché ce n’è bisogno, poi è bravo a gestire il risultato. Prova di maturità.