Il pubblico come fattore decisivo dei playoff

19 vinte e 3 perse. Questo il bilancio, sino ad oggi, dei quarti di finale al meglio delle sette. Le serie più lunghe e dispendiose sembrano favorire nettamente le squadre casalinghe sospinte sia dall’abitudine di giocare, ed in alcuni casi allenarsi, sul parquet amico, sia dalla spinta del pubblico sempre numeroso ed in crescita. L’entusiasmo che si vive durante la fase decisiva della stagione è percepibile persino da casa ma all’interno di un palazzo dello sport diventa un mix esplosivo di energia e rabbia genuina capace di spingere, anche oltre i limiti della fatica, i propri beniamini. Caratteristiche le rivalità “da asilo” che esplodono tra tifosi di diverse fazioni. Prima punzecchiamenti virtuali sui forum (che antichi), poi striscioni artigianali o fogli A4 goffamente incollati con lo scotch pronti da sfoderare la sera della partita suscitando goliardia o compassione a seconda del risultato finale.

Le uniche vittorie esterne sono arrivate ad inizio serie, in gara-1, e sul più bello, in gara-4, tra Trenkwalder e Acea con Reggio Emilia capace di stendere Roma alla prima uscita capitolando però in seguito al PalaBigi sotto i colpi di Datome e Taylor. Altro successo esterno, in questo caso decisivo, quello della dominatrice del campionato Varese che ha saputo espugnare il Taliercio già in gara-3 grazie ad una prova pressoché perfetta. Ieri sera siamo andati veramente vicini al quarto successo esterno di playoff 2012/13 con conseguente eliminazione di Cantù da parte di Sassari. I brianzoli, in netta difficoltà per alcuni tratti del match, sono rientrati proprio grazie alla spinta del pubblico, già caldo di per sé, reso furibondo dal tecnico rifilato a Trinchieri, dal doppio antisportivo fischiato a Mancinelli e Aradori e da una serie di decisioni quantomeno dubbie prese da una terna arbitrale non proprio in serata di grazia.

Ci voleva giusto la scintilla per accendere la miccia. Il Pianella si è subito infuocato ed in campo è piovuto di tutto costringendo i tre in arancione a sospendere la partita per alcuni istanti ed un dirigente canturino ha dovuto pregare la curva di stare più quieta. Scene d’ordinaria amministrazione in “arene” poco avveniristiche come il Palasport di Cucciago con le sue tribune pressoché a ridosso delle linee laterali con i tifosi di casa pronti ad immolarsi per la causa bianco-blu. Alla fine la Lenovo ha svoltato il match grazie ad un Aradori chirurgico ben sostenuto anche dalla tripla, ça va sans dire, di Mazzarino. Una vittoria in gara-6 che rimanda ogni discorso qualificazione in semifinale alla decisiva e “drammatica” gara-7 in terra sarda. Una vittoria si di Cantù, dello staff tecnico e dei suoi giocatori ma anche, se non soprattutto, del pubblico infuriato del Pianella. L’ultimo vero baluardo del tifo che può spostare l’inerzia di una partita sospendendola, così, di punto in bianco. A Desio come sarebbe finita?

FOTO: bgbasket.com