Il ritorno di Travis Diener è davvero un bene per Sassari?

Ancora una volta il presidente Stefano Sardara ha stupito tutti con una delle sue ufficializzazioni a sorpresa tramite il suo profilo di Facebook. Se quelle di Drake Diener, Marques Green, Linton Johnson e Omar Thomas avevano suscitato grande clamore, quella di Travis Diener ha lasciato tutti a bocca aperta, soprattutto perché neanche il più ottimista tifoso sardo si sarebbe mai aspettato di rivederlo sull’isola.

Al termine della bruciante eliminazione ai quarti di finale dei playoff per mano di Cantù, il ciclo dei Diener sembrava destinato a concludersi, ed invece alla fine i cugini sono ancora a Sassari, con la differenza che quest’anno sulla carta hanno una squadra che potrebbe tranquillamente vincere in Italia e ben figurare anche in Europa. Ma sarebbe assolutamente sbagliato valutare un roster semplicemente per quello che è il talento dei singoli giocatori: il ritorno di T. Diener potrebbe trasformare la Dinamo in una vera e propria corazzata, ma allo stesso tempo affondare una squadra che era stata costruita con dei precisi equilibri.

Diciamoci la verità, quasi sicuramente neanche la dirigenza si sarebbe mai aspettata il suoi rinnovo, altrimenti non avrebbe mai deciso di firmare un giocatore come Marques Green, le cui caratteristiche tecniche e caratteriali sono ormai note a tutti in Italia, che di sicuro non puoi prendere per fare il secondo: stiamo parlando, infatti, di un giocatore che per essere messo nelle condizioni di rendere al meglio deve sentirsi il leader, deve avere in pugno la squadra. E guai a tenerlo in panchina: l’insuccesso è assicurato, così come i malumori all’interno dello spogliatoio. Ad Avellino questo l’hanno capito subito, e non a caso nei suoi tre anni in biancoverde sono arrivate una Coppa Italia, due partecipazioni ai playoff ed una qualificazione in Eurolega.

Probabilmente T. Diener aveva scelto di monetizzare le ottime stagioni sassaresi, proponendosi a squadre che disputeranno l’Eurolega, tra cui Milano, che però gli hanno chiuso la porta in faccia: tecnicamente l’ex playmaker NBA non si discute, ma dal punto di vista fisico non è adatto a reggere i ritmi del doppio impegno, soprattutto per il tipo di gioco che fa Sassari. La scelta di puntare su di lui, pur avendo già preso un altro regista, è rischiosissima: l’anno scorso Diener ha dimostrato che con al suo fianco un playmaker di un certo spessore, quale è Sani Becirovic, non riesce a rendere al massimo.

A partire dal raduno estivo, Meo Sacchetti in questa stagione avrà una brutta gatta da pelare: se dovesse riuscire a far convivere sia in campo che fuori due giocatori che vogliono il comando della squadra, allora la Dinamo vivrà una stagione a dir poco esaltante. In caso contrario, qualcuno sarà destinato a lasciare il team prima del tempo, e l’indiziato principale pare essere proprio Green, dato che Diener è l’idolo della piazza.

FOTO: Travis Diener // Alessia Doniselli