Janning da impazzire, Siena impatta la serie: 5 numeri da conoscere su Gara-4

Siena parte forte come al solito davanti al proprio pubblico, mentre Milano sembra soffrire la pressione del quarto iniziale: il pick&roll senese è un rebus insolubile per la difesa milanese, mentre Melli non riesce a tenere l’uomo. Unico neo del primo quarto è l’infortunio a Ress, che ricade malissimo dopo un tentativo di stoppata su Samuels ed è costretto a rientrare negli spogliatoi in evidente stato confusionale. Gli ospiti rientrano grazie allo sterminato talento di Keith Langford, mentre Janning è illegale nel crearsi tiri dal palleggio e servire i compagni; un ruolo importante, per l’EA7, lo gioca anche Jerrells, incredibilmente affidabile nei tiri dall’arco e così Milano all’intervallo è sotto solo di 3 punti (36-33). Al rientro dagli spogliatoi Siena trova ancora un Janning magistrale, ma l’Olimpia inizia a ingranare da 3 punti anche con Moss e Melli. Nell’ultimo quarto i padroni di casa vivono delle fiammate e dell’atletismo di Haynes, mentre Milano gioca troppo statica offensivamente e in difesa subisce, specialmente con Melli (che esce dal match con 5 falli). A portare la serie sul 2-2 ci pensa la tripla di Josh Carter, che punisce il ritardo di Kangur e fa impazzire di gioia il PalaEstra. Finisce 75-68 e Milano al PalaEstra nei Playoff non vince mai.

I 5 NUMERI DELLA SFIDA

11: come i punti e la valutazione di Milano nel primo quarto. Numero emblematico, che spiega perfettamente quanto l’EA7 soffra le partenze al PalaEstra: stasera 5/13 da 2 punti e 0/4 da 3 di squadra, con un gioco non certo sfavillante: la ricerca del gioco interno verso Samuels è un must, ma nei primi 10′ di gioco gli esterni non forniscono un apporto decente alla causa. Hackett si intestardisce in post basso e chiude il primo quarto con 0/5 dal campo, sbagliando almeno 3 tiri aperti, mentre Melli è un deficit sia offensivamente (o/3 da 3 punti), sia difensivamente (Ress lo batte 3 volte sul primo passo, inchiodando due volte il ferro).

13: come i punti di Matt Janning all’intervallo . Giocatore totale, vera arma della Mens Sana in questi playoff: offensivamente è inarrestabile, poiché segna in tutti i modi e dispensa assist ai compagni senza mai compiere una scelta sbagliata. Le due triple dal palleggio sono qualcosa da vedere e rivedere, mentre in arresto e tiro è semplicemente perfetto. 2/3 da 2, 3/5 da 3, 3 rimbalzi e 3 assist che ne fanno il vero faro di Siena nel secondo quarto, visto che Haynes è in panchina con due falli sul groppone. Incredibile quanto sia cresciuto in questa post season il ragazzo di Watertown, essendo capace di svolgere il ruolo di finto play e direttore d’orchestra quando i compagni sono in debito di idee e di ossigeno.

8: come i falli subiti da Samardo Samuels. Dato statistico che spiega benissimo quanto Milano cerchi il gioco interno verso il proprio centro, anche perché i tiratori sembrano avere le polveri bagnate e il gioco perimetrale non ne è favorito. Per tutta la serie di Finale servire Samuels sotto canestro è stata l’arma principale dell’Olimpia, poiché il giamaicano è sempre stato in grado di mettere in crisi l’avversario diretto di turno. Riesce a influire specialmente quando è marcato da Ortner, poiché Hunter sembra contenerlo egregiamente spalle a canestro. Peccato che sia servito quasi sempre e solo da Gentile, perché altrimenti sarebbe un fattore ancora più determinante. 

8: come i punti di Viggiano nel terzo quarto. Sta in campo 7 minuti ed è perfetto dal campo (1/1 da 2, 2/2 da 3), punendo la difesa milanese specialmente dal perimetro (sempre su assist di Janning, manco a dirlo). Anche Viggiano può essere considerato un esempio di come, a Siena, ogni giocatore trovi una dimensione perfetta, in cui esprimersi ai massimi livelli mentali e fisici. Prende per mano i compagni e regala giocate di sostanza, contribuendo anche con una buona produzione punti.

20: come i punti di Keith Langford. L’unico a salvarsi in questa folle serata milanese, l’unico che si impegna e gioca prima per la squadra che per sé stesso, peccato che il suo plus/minus reciti -10. Indubbiamente è l’unico giocatore dell’EA7 a dimostrare di volere questo Scudetto, ma stasera non è bastata nemmeno la sua verve negli assist (ben 4). Difensivamente ha fatto il suo, anche perché le triple di Janning erano difficilmente difendibili meglio, specialmente quelle della prima metà di gara.

MONTEPASCHI SIENA EA7 EMPORIO ARMANI MILANO
75 68
SERIE 2-2
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