La deludente stagione della Sidigas Avellino da 1 a 10

10 COME LE VITTORIE IN 23 PARTITE – Troppo poche per chi ha sempre dichiarato di puntare in alto e di volersela giocare ad armi pari con tutti. Quando mancano sette giornate dal termine, la Sidigas è lontana anni luce dalla vetta, ma anche dal sesto posto, occupato attualmente da Roma con 28 punti, ovvero 8 in più di quelli dei biancoverdi. Avellino può ancora lottare per gli ultimi due piazzamenti validi per i playoff, ma in questo momento sembra in grossissima difficoltà: viene da quattro sconfitte consecutive ed ha un calendario molto duro da qui alla fine. 

9 COME I PUNTI DI MEDIA DI LAKOVIC – Ovvero circa 4 di media in meno rispetto alla scorsa stagione. Ma al di là delle difficoltà al tiro, evidenziate anche dal vertiginoso calo al tiro da tre punti (dal 41.8% al 31.1%), lo sloveno è la brutta figura del fuoriclasse ammirato sotto la guida di Pancotto, quando ha trascinato la squadra dall’ultimo posto a ridosso della zona playoff. La Sidigas ha sottovalutato l’impegno estivo all’Eurobasket di Lakovic, che sta pagando lo sforzo dal punto di vista fisico ed atletico. In diverse occasioni è apparso sulle gambe, commettendo errori in fase di impostazione decisamente non da lui, mentre in difesa non riesce a reggere la marcatura dei diretti avversari. Avellino si trova in una situazione molto delicata, perché lo sloveno ha un ricco contratto anche per la prossima stagione, ma non sembra più avere la forza per essere sempre determinante.

(3)8 COME LA PERCENTUALE CONCESSA DA OLTRE L’ARCO – In questa particolare statistica la Sidigas è la seconda peggior squadra del campionato dopo Montegranaro, segno di una difesa che spesso e volentieri lascia troppi tiri aperti agli avversari. Ma di certo non è solo sul perimetro il problema di Avellino, che fin dall’inizio del campionato soffre molto i pick and roll avversari e gli 1vs1 soprattutto dei playmaker, che battono sistematicamente i vari Lakovic e Spinelli.

(2)7 COME I GIOCATORI IN DUE STAGIONI – Tanti sono stati gli atleti messi sotto contratto nelle ultime due stagioni. Un numero ben superiore a quello della media della Serie A, determinato soprattutto dai ben 5 cambi che sono stati effettuati nella scorsa stagione. Quest’anno, invece, la Sidigas ha “solo” escluso 2 giocatori e ne ha inserito uno, ma non è questo il punto: il punto è che, pur avendo 10 giocatori veri a rotazione, i biancoverdi non sono stati in grado finora di mantenere le aspettative e di lottare per i traguardi prefissati.

6 COME LE SCONFITTE DI ALMENO 15 PUNTI IN 23 PARTITE – Un’enormità per una squadra che sulla carta avrebbe il talento e la profondità per giocarsela con tutti a viso aperto. Ovviamente qualche serata storta può capitare, ma è sconcertante come la Sidigas sia solita a prendere delle batoste nelle partite che più contano (leggasi Reggio Emilia e Caserta). Ma la cosa ancora più assurda è che spesso in queste partite i biancoverdi hanno completamente sbagliato approccio: a Varese parziale nel primo quarto di 11-2 e partita compromessa; a Reggio Emilia 32-8 dopo 10 minuti; a Caserta 22-7 dopo 8’.

5 COME LE VITTORIE CHE SERVIREBBERO – Per salvare la stagione. Verosimilmente sarà 30 la quota per strappare uno degli ultimi due posti validi per i playoff. Ma con chi potrebbe ottenere 5 successi una squadra che ha un calendario durissimo, ma che soprattutto sembra essere delusa e frustrata per come stanno andando le cose? Di sicuro se Avellino vuole sperare ancora nella post-season, deve vincere le due partite casalinghe con Venezia e Bologna per poi prendere slancio per un rush finale che prevede le sfide fuori con Brindisi e Montegranaro e quelle in casa con Milano e Reggio Emilia.

4 COME IL PRONOSTICO PRE-CAMPIONATO – Che vedeva la Sidigas tra le quattro migliori squadre del lotto. Previsione ampiamente smentita, tanto che attualmente Avellino è la più grande delusione stagionale. Di certo da un roster che partiva con 10 giocatori veri in rotazione, con il miglior allenatore dell’anno e con un fuoriclasse come Lakovic non ci si poteva aspettare un simile flop. Ma si sa, nel basket a volte più che il talento dei singoli conta l’amalgama del gruppo, cosa che in casa Sidigas fatica ad esserci.

3 COME GLI OBIETTIVI MANCATI IN DUE ANNI – Avellino ha trovato grande solidità economica con l’approdo di Sidigas in società, ma paradossalmente non è più riuscita a trovare risultati soddisfacenti sul campo, mancando puntualmente gli obiettivi stabili.La Scandone, infatti, manca dalla Coppa Italia da due anni (dopo averla disputata per cinque consecutivi, ndr) e dai playoffs dal 2011. Post-season che potrebbe non raggiungere neanche quest’anno, dato che il calendario è molto duro e la squadra sembra avere tirato un po’ i remi in barca.

2 COME LE ESCLUSIONI ECCELLENTI – Ha fatto clamore in tutto il movimento cestistico il caso legato a Taquan Dean e Jeremy Richardson. Non tanto perché sono stati messi fuori squadra due giocatori importanti, quanto per come è stata gestita tutta la situazione. La norma vuole che quando si esclude un tesserato, venga comunicato ufficialmente dalla società e che poi avvenga una rescissione in tempi brevi, invece l’unico a parlare è sempre stato coach Vitucci, che ovviamente non ha potuto spiegare le motivazioni. Di certo fa strano vedere due giocatori messi fuori squadra a cui viene permesso di continuare a vedere le partite della squadra, ma soprattutto di sedersi dietro la panchina avversaria.

1 COME L’INNESTO – Messi fuori squadra Dean e Richardson, è arrivato per sostituirli Je’Kel Foster. Lo piazza, così come lo staff tecnico, nutrivano aspettative importanti sull’ex Cremona, che fino a 30 giorni prima di approdare ad Avellino aveva giocato anche in Eurolega a buon livello. Invece l’americano si è rivelato un flop clamoroso finora, mostrando una condizione fisica tutt’altro che ottimale ed un disorientamento disarmante: dopo quattro partite con 15 minuti di media senza segnare nemmeno un punto, nell’ultima giornata Je’Kel è riuscito a sbloccarsi (4 punti con 2/7 al tiro), ma il suo contributo è stato comunque modesto. In molti si chiedono chi l’abbia scelto, ma probabilmente è solo sfortuna. Di sicuro è l’emblema della stagione della Sidigas Avellino.