La nuova Nazionale Under 20 riparte da zero. Riflessioni sul futuro dei giovani italiani

È ancora vivo in tutti noi il ricordo di un’estate tanto calda quanto piena di successi in campo maschile, in particolar modo in campo giovanile, nel quale gli Azzurri si sono distinti particolarmente suggellando un’estate convincente come non se ne vedevano da un po’ con uno storico oro europeo in una bella finale contro la altrettanto promettente Lettonia.

Quella che abbiamo visto all’opera quest’estate era una Nazionale letteralmente infarcita di talento in ogni ruolo, una squadra completa di tutto, dal trascinatore designato Della Valle ai “portatori d’acqua” come potevano essere i triestini Ruzzier e Tonut, non che questo ruolo sia stato meno determinante rispetto a quello del talento da Ohio State. Semplicemente in una grande squadra, in una squadra vincente, è importante creare delle gerarchie, e più queste sono rispettate più è alta la percentuale di successo della squadra stessa.

Immediatamente dopo il successo dei ragazzi di coach Sacripanti tutto il movimento cestistico si è interrogato sulla possibilità che avessero realmente i giovani di poter giocare con continuità ad alto livello in Serie A, ed effettivamente la scelta della Virtus Bologna di nominare capitano Matteo Imbrò, seguito a ruota dal compagno Aristide Landi, anch’egli confermato in terra virtussina dopo diversi screzi riguardanti il contratto del giovane lungo. A Sassari sta trovando spazio Amedeo Tessitori, a Reggio Emilia sta cercando di guadagnare minuti Riccardo Cervi, a Cantù Awudu Abass sta crescendo sotto la guida dello stesso coach Sacripanti, mentre Della Valle è impegnato ad uscire dalla panchina per cambiare la leggenda Aaron Craft a Ohio State. Ma dietro di loro chi c’è? Ci sono altri giocatori giovani pronti ad emergere e a fare il grande salto nel massimo campionato italiano?

Le fresche convocazioni della nuova Under 20 dell’eterno Pino Sacripanti sembrano fornire risposta negativa, in quanto solo uno dei 24 giocatori (16 “titolari” più 8 ragazzi a disposizione), il già citato Tessitori, sta disputando il campionato di Serie A. Come interpretare dunque questo messaggio? Il 16 e il 17 dicembre prossimo, a Roma, cosa ci dobbiamo aspettare di vedere?

Cominciamo col fornire un dato abbastanza oggettivo: le cosiddette “minors” si confermano sempre più il reale vivaio del nostro basket, un paniere in grado di fornire con continuità dosi di talento non sempre spropositato, ma sicuramente di buon livello rispetto al resto d’Europa. Proseguendo con i dati oggettivi scopriamo con una qual certa sorpresa che è la DNB la divisione a fornire il maggior numero di giocatori, con ben 9 elementi che arriveranno in raduno con la voglia di mostrare tutte le rispettive capacità. La quarta serie nazionale è un campionato dalle dimensioni a dir poco vaste, quindi è obiettivamente difficile sapere con precisione ciò che possono dare questi ragazzi in termini di contributo fattivo vero e proprio, ma per ora posso personalmente esprimermi soltanto sul naturalizzato di origine congolese Iris Ikangi, ala-centro di due metri attualmente in forza a Cento: un giocatore che a livello giovanile ha dimostrato ampiamente di poter fare la differenza nelle stagioni di formazione a Pavia, con la quale due anni fa ha conquistato un quarto posto al campionato nazionale rivelandosi come uno dei migliori dieci prospetti nel suo ruolo in Italia. Vista la storica mancanza di centri puri un giocatore dotato del suo atletismo è sicuramente da tenere in considerazione in ottica europeo estivo, anche se per poter competere veramente dovrà necessariamente migliorare in quanto a conoscenza del gioco.

Un altro paio di considerazioni sparse in chiusura. La prima è quella classica che si fa sempre quando ci si trova a parlare di giovani: il livello di esperienza e i minuti giocati in un campionato senior. Da sempre questo è l’argomento che tiene banco sia a livello dirigenziale sia a livello tecnico. Come detto, Tessitori a parte, nessuno dei convocati sta disputando un campionato di Serie A. Ai nostri giovani, ancora una volta, viene dato poco spazio, gli allenatori si fidano poco nonostante i risultati indichino che perlomeno si debba provare a rischiare qualcosa in più. A prima vista questo gruppo non sembra dotato del talento diffuso di quello dell’anno scorso (comunque difficilmente ripetibile), ma perché non provare a dare responsabilità, minuti e tiri importanti a questi ragazzi? I pari età stranieri (in particolar modo greci, russi, serbi e spagnoli) giocano quasi tutti nelle massime serie, a volte con minutaggi più che rispettabili, e quando non è così giocano nelle serie inferiori da protagonisti. Naturale che quando vengono chiamati a disputare un campionato europeo siano più pronti a determinate situazioni di gioco, mentre ai giovani italiani spesso le stesse possibilità non vengono date. È qui però che subentra la bravura di un tecnico come Sacripanti, abilissimo a lavorare e a trarre il massimo da qualsiasi tipo di gruppo, un allenatore troppo spesso sottovalutato e che è sempre riuscito a fare risultato con qualsiasi squadra. Non abbiamo dubbi che ci riuscirà anche con questi ragazzi, che inizieranno a conoscersi e a fare gruppo a partire dal 16 dicembre, ma con vista all’estate.

Concludiamo segnalandovi i due leader designati, già da adesso, di questa squadra: Andrea Amato e Francesco Candussi. Il primo sta giocando una discreta stagione da primo cambio del playmaker a Casale Monferrato, mostrando doti di leader indiscusse e un ball handling di alto livello che sicuramente farà comodo anche in Europa, inoltre è noto per essere un grande realizzatore a livello giovanile, e con grandi responsabilità nelle sue mani potremmo ritrovarlo in questo ruolo. Il secondo è un’ala-centro che sta giocando con discreto profitto nella giovanissima Trieste in Lega Gold, ha già fatto parte del gruppo che ha preparato gli scorsi europei in qualità di giocatore “a disposizione”, dunque è l’unico a conoscere i metodi di allenamento di coach Sacripanti, sarà chiamato ad essere il punto di riferimento di un settore lunghi effettivamente piuttosto inesperto, ma che avrà nei suoi 211 centimetri un più che valido appiglio. Neanche a farlo apposta i due giocatori migliori sono quelli che hanno più spazio nelle rispettive squadre e che, forse solo per coincidenza, giocano ad un livello più alto. Non sarà forse il caso di seguire questo modello?

Di seguito la lista completa dei convocati da coach Sacripanti e dagli assistenti Furio Steffè e Fabio Corbani:

Andrea Amato (‘94, 187, P, Novipiu’ Casale Monferrato); Francesco Candussi (‘94, 211, A/C, Pallacanestro Trieste); Nicolo’ De Vico (‘94, 198, A, Angelico Biella); Alessandro Grande (‘94, 178, P, Tezenis Verona; nella foto LNP).– Marco Cucco (‘94, 184, P, Enegan Affrico Firenze); Matteo Mario Tambone (‘94, 192, P/G, Acmar Ravenna).Gabriele Alberti (‘94, 195, A, Cus Torino); Luca Antonietti (‘94, 197, A/C, Polisportiva Agropoli); Riccardo Crippa (‘94, 203, A/C, Basket Lecco); Nongo Iris Ikangi (‘94, 200, A/C, Tramec Cento); Andrea Longobardi (‘94, 195, A, Pallacanestro Molfetta); Daniele Manuelli (‘94, 192, P/G, Expo Inox Mortara); Umberto Meschini (‘94, 188, G, Sicoma Val Di Ceppo); Renato Quartuccio (‘94, 180, P, A.S.D. Montecatini S.C. 1949); Riccardo Rovere (‘94, 195, A, Telematica Orvieto).Stefano Scuratti (‘94, 198, C, Gorla Abc Cantu’).