L’analisi – Serie A, 19a giornata: Milano si riscatta con Pistoia, Cantù vince il big match con Roma

Riprende il campionato dopo la parentesi delle Final Eight di Milano, riprende anche la corsa brindisina: pur acciaccati, i pugliesi hanno la meglio –come del resto in Coppa Italia- su Venezia, alla terza sconfitta di seguito in campionato. Assoluto protagonista il solito Jerome Dyson (25 punti, 8 assist, 6 recuperate, ben 13 falli subiti e 34 di valutazione).
La grande delusa delle Final Eight, Milano, archivia la pratica Pistoia soffrendo forse più del dovuto contro una squadra assolutamente oltre le aspettative di inizio stagione. La decidono Hackett con una tripla fondamentale e Gani Lawal, dopo aver risollevato gli ospiti dal -10 di fine terzo periodo.
Cantù tiene botta, mantenendosi al terzo posto, e, pur essendosi complicata la vita, vince un importante match al Pianella contro l’Acea, cui dedichiamo il nostro focus.
Molte altre le vittorie casalinghe: Siena, grazie a un Green da 34 punti e un quasi immacolato 13/14 dal campo, si sbarazza di Pesaro, che non riesce a rientrare dal break decisivo del terzo quarto; Sassari, vincitrice della recente Final Eight, rifila un trentello a Cremona; vincono due partite importanti le campane, Caserta e Avellino. La Pasta Reggia vince per la terza volta consecutiva in casa, avendo la meglio, grazie a un ottimo terzo periodo di Roberts, sulla Grissin Bon, priva di Cinciarini e Brunner eppure in vantaggio fino al terzo periodo: due punti importanti per i campani che si avvicinano alle prime 8. La Sidigas piazza la terza vittoria consecutiva e dimostra serie ambizioni playoff, asfaltando Varese, distrutta da un incredibile 25-0 maturato già nel primo quarto. Dominio totale dei lunghi irpini Ivanov e Thomas (39 punti e 21 rimbalzi in due), mentre –con Polonara fuori servizio e Banks a mezzo regime- l’unica arma a disposizione della Cimberio, il tiro da 3, non viene sfruttata (5/26 dall’arco, 0/5 per Clark). Nota di merito infine per la Sutor, che grazie a Mazzola e Cinciarini porta a casa una vittoria fondamentale contro la Granarolo, ma soprattutto dimostra che la voglia e la grinta possono più di qualsiasi problema.

LA PARTITA

Cattura1

Due i break canturini nel big match di giornata, due i recuperi romani, di gran cuore e di talento, arrivati soprattutto grazie al tiro dalla lunga. La spunta la squadra che meglio ha saputo sfruttare le distrazioni degli avversari, sapendo correre in contropiede, nonché la squadra obiettivamente più completa: a Roma manca, e si vede, un ragionatore.
Leunen e Aradori trascinano i padroni di casa fin dall’inizio, costruendo, grazie alle numerose ripartenze, un primo allungo con un parziale di 9-0. Si prosegue nel secondo periodo sull’asse Aradori-Uter (l’italiano chiuderà con 25 punti), ma Jones con un 2+1 e Hosley riportano i capitolini a -4, poi Goss accorcia ulteriormente a -3. Gli risponde Rullo, con due triple preziose di puro talento che valgono il +5 all’intervallo.
Nel terzo periodo Leunen prova a scavare un nuovo solco, costruendo coi liberi il +9, mentre Goss dall’altra parte continua a tirare come una macchina e a tenere a galla Roma, coadiuvato da Baron, che riesce a recuperare il +15 raggiunto da Aradori e Cusin.
Sono Szewczyk e Baron a trascinare l’Acea a suon di triple, fino alla parità raggiunta con la schiacciata di Hosley. Ci pensa allora Ragland: 9-0 tutto suo, mentre Jenkins aiuta in difesa. La vince il regista americano, quello che manca a Roma.

ACQUA VITASNELLA CANTU’-ACEA ROMA 83-88
Cantù
: Abass, Jones ne, Uter 6, Rullo 8, Leunen 12, Jenkins 7, Marconato ne, Ragland 16, Aradori 25, Cusin 4, Gentile 5. All.: Sacripanti
Roma: Goss 22, Jones 9, Tonolli ne, Rigetti ne, D’Ercole, Hosley 9, Finamore ne, Baron 20, Szewczyk 10, Moraschini 4, Mbakwe 6. All.: Dalmonte

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