L’arresto di Minucci, il sistema Siena e lo stupore dei club: Legabasket, cosa farai adesso?

L’ex presidente della Mens Sana Siena, Ferdinando Minucci, è stato arrestato nella mattinata di giovedì a Bologna nell’ambito dell’indagine Time Out. A chiedere al gip le misure cautelari è stato il sostituto procuratore della Repubblica di Siena, Antonino Nastasi, che da oltre due anni sta lavorando all’indagine sulla società biancoverde, vincitrice di sette scudetti consecutivi dal 2007 al 2013. Insieme a Stefano Sammarini e Nicola Lombardini, soci della Essedue Promotion di Rimini che nel marzo 2012 rilevò il marchio della Mens Sana Basket, e ad Olga Finetti, segretaria del club biancoverde, Minucci è stato accusato di associazione a delinquere finalizzata all’evasione ed alla frode fiscale per una trentina di milioni. 

Nel corso delle indagini, sono emerse una serie di alterazioni contabili e di bilancio, fatture false e manipolazioni delle dichiarazioni dei redditi della Mens Sana che vanno dal 2006 al 2012. Il club, ora in liquidazione, rischia la radiazione: al termine della stagione la FIP sarà chiamata a valutare il caso. In pratica, gli inquirenti hanno fatto luce sul sistema usato dalla società capitanata da Minucci, che con una gestione economica “disinvolta” ha raggiunto diverse finalità: ha elevato lo spessore della squadra ingaggiando atleti di fama internazionale e pagandoli anche in nero su conti esteri, ha alterato i risultati dei bilanci in modo da iscriversi regolarmente ai vari campionati ed ha prodotto provviste di denaro contante per spese fuori bilancio e anche per l’arricchimento personale esentasse. Si stima, infatti, che Minucci, oltre allo stipendio corrisposto dalla Mens Sana, abbia incassato almeno 2 milioni in nero. 

Insomma, quella di giovedì per la pallacanestro italiana è stata una giornata nera, soprattutto per i vertici, che si ritrovano in una posizione alquanto delicata. La Legabasket ha comunicato ufficialmente che analizzerà in maniera approfondita la vicenda nella prossima riunione: per la verità c’è poco da capire, c’è solo da agire per provare a salvare la faccia dopo la scriteriata decisione di eleggere Minucci presidente di Lega. L’8 febbraio, infatti, con una votazione lampo 14 dei 16 presidenti dei club di Serie A avevano espresso parere favorevole per la nomina dell’ex numero uno di Siena, che allora era già indagato per frode fiscale. Una decisione che ha suscitato grande sdegno tra i tifosi, ma giustificata dal fatto che fosse stato votato il progetto e non la persona. Adesso tutti quei presidenti che hanno eletto Minucci stanno mostrando a mezzo stampa grande sorpresa e costernazione, eppure potevano anche aspettarselo nel momento in cui hanno votato a favore di un indagato. 

Non tutti i mali, però, vengono per nuocere: adesso la Legabasket è nella posizione di dover scegliere un nuovo presidente, che a questo punto sa tanto di ultima spiaggia per salvare almeno in parte la faccia dinanzi agli appassionati. Perché, alla fine della giornata, sono sempre quelle persone che riempiono i palazzetti a rimanere vittima di chi pone gli interessi personali a quelli del movimento. La pallacanestro italiana ha bisogno più che mai di una figura pulita, nuova, appassionata e con tanta voglia di lavorare per il bene del movimento: insomma, qualunque siano gli sviluppi di questa vicenda tristissima e desolante, i vertici sono chiamati a dar prova della loro buona fede con un’elezione che potrebbe valere il futuro di una pallacanestro italiana sempre più allo sbando.