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L’esordio shock di Milano non sia il preludio all’ennesima caccia alle streghe

Nell’esordio stagionale in Serie A, Trento si toglie la soddisfazione di battere Milano e di infliggergli anche una bella lezione di pallacanestro, sebbene i milanesi possano far valere tutte le attenuanti del caso; la squadra di coach Buscaglia si dimostra ben più avanti nella preparazione e nel perfezionamento di dinamiche e gerarchie di squadra, mentre l’Olimpia si dimostra essere un cantiere aperto, in cui tutto deve essere perfezionato e in cui forse bisognerebbe anche trovare un’alternativa al go-to-guy Gentile nei momenti chiave. Da tifoso e da appassionato spero che questa sconfitta non sia l’ennesimo inizio di una caccia alle streghe che non ha mai portato ad alcunché in queste stagioni milanesi. La frustrazione dei tifosi è grande e condivisibile, specialmente dopo l’epilogo dell’ultima annata, ma bisogna lasciar lavorare questo allenatore e questa squadra.

DOLOMITI ENERGIA TRENTO EA7 EMPORIO ARMANI MILANO
80
73

I 4 NUMERI DELLA SFIDA

5 – I punti realizzati da Diego Flaccadori nella prima metà di partita. Pochi direte voi, ma il giovane talento italiano sorprende per leadership e letture offensive, dimostrando di poter essere uno dei punti fermi in questa stagione per l’Aquila Basket. Sapevamo già che fosse un gran realizzatore, ma la sfrontatezza, in senso positivo, con cui affronta i circa 6 minuti che coach Buscaglia gli concede, è quella di un gran giocatore, oltre che di un gran talento.

10 – Le perse complessive di Milano nel primo tempo, che testimoniano il poco affiatamento tra i giocatori dell’Olimpia, figlio di una preparazione a ranghi completi iniziata tardi per cause di forza maggiore (Eurobasket e infortuni vari). Certo è che, in fase di playmaking questa Milano sembra essere carente, nonostante la presenza del miglior giocatore italiano in quel ruolo e di un giocatore, come Gentile, che è sempre in grado di smazzare assist a profusione per i compagni. Queste carenze in fase di regia portano giocatori come McLean a tenere troppo il possesso e rallentare così la “fluidità” del gioco offensivo milanese; a ciò aggiungiamo il fatto che, per fare di necessità virtù, Gentile è obbligato (e spesso ci prova anche gusto) ad accentrare il gioco e mangiare possessi.

17 – I punti realizzati da Julian Wright, il giocatore che avevo individuato come il vero colpo di mercato di questa Serie A. Vederlo in certi coast-to-coast, in cui dimostra di avere ancora delle abilità che lo rendono un all-around player, fa riconciliare la pallacanestro con il ruolo di centro, sempre più indirizzato verso il pivot undersize tutto esplosività, dinamismo e mono-dimensionalità nel pick&roll. Ball-handling e visione di gioco messi in mostra nell’assist per Lockett durante il 4° quarto sono da far vedere a chiunque si approcci per la prima volta al ruolo di centro.

-7 – La valutazione ottenuta da Lafayette, autore di una prestazione fin troppo negativa per essere vera. Il play milanese non ne azzecca una manco per sbaglio e fa rimpiangere Omar Cook, quello dell’ultima stagione scarioliana; 5 falli commessi, 1/6 al tiro pesante e 4 perse in 11 minuti effettivi sul parquet per quello che molti consideravano un giocatore essenziale nelle rotazioni dell’Olympiacos. Non voglio discutere sul valore assoluto del giocatore, ma mi sembra chiaro che Milano abbia già qualche grana da risolvere in fase di regia.

@PalaTrento – TRENTO (TN)
TABELLINO COMPLETO

TRENTO I NUMERI DELLA PARTITA MILANO
19 – Wright PUNTI McLean- 22
8 – Lockett RIMBALZI McLean – 10
– 4 giocatori ASSIST Gentile – 4
21 – Lockett VALUTAZIONE McLean – 25