Michele Antonutti, l’arma tattica che fa sognare Reggio Emilia

Non chiamatela più sorpresa. Sarà anche una neopromossa, ma Reggio Emilia va considerata a tutti gli effetti una realtà del nostro campionato. Innanzitutto perché ha una base societaria molto solida e competente, che è stata in grado di allestire una squadra di tutto rispetto, perdendo solo la scommessa Dominic James, rimpiazzato però egregiamente con Troy Bell. E poi perché nelle prime tre uscite di questi playoff la Trenkwalder ha confermato a spese della Virtus di essere una squadra ben organizzata e decisamente in forma: dopo aver strappato una vittoria nella capitale (unica squadra a vincere fuori casa nelle prime due gare), ha schiantato i capitolini al PalaBigi, portandosi sul 2-1.

In gara 3 a brillare è stata la stella di Michele Antonutti, che ha contribuito in modo determinante al successo con 17 punti e ben 6 recuperi. L’ala friulana classe 1986 è uno dei beniamini del pubblico di casa, innamorato ormai del suo modo di giocare magari poco appariscente, ma sempre fondamentale per i successi della Trenkwalder. Antonutti è innanzitutto un’arma tattica molto importante: cresciuto nel ruolo di play-guardia per via dell’altezza (a 16 anni era circa un metro e ottanta), in Serie A ha sempre giocato da esterno e quest’anno si sta rivelando letale nel ruolo di ala grande, in cui riesce a sfruttare il suo micidiale tiro da tre.

Ricordiamo, infatti, che stiamo parlando di un giocatore che quest’anno ha chiuso il girone d’andata con il 59,1% da oltre l’arco, risultando il miglior tiratore di tutti i campionati più importanti d’Europa. In questi playoff la sua percentuale da tre è calata al 33%, ma è aumentato il suo contributo in termini di punti (viaggia a 12 di media contro gli 8.4 del campionato) e di recuperi (2.2 contro 1.1). Quello difensivo è un altro aspetto in cui Antonutti si sta rivelando una pedina molto importante. A dir la verità non è mai stato un grandissimo difensore, però quest’anno ha dimostrato di poter garantire rimbalzi e soprattutto intensità nella propria metà campo: i sei recuperi in gara 3, tutt’altro che un caso isolato, ne sono la dimostrazione.

Vista la sua crescita continua e la grande stagione che sta disputando, chissà se Simone Pianigiani lo prenderà in considerazione almeno per i pre-convocati di Eurobasket 2013: l’ultima apparizione in Nazionale di Antonutti risale al 2011, quando fu chiamato per disputare l’All-Star Game. Da allora non si è più parlato di una sua possibilità di vestire l’azzurro, ma a nostro avviso un’arma tattica come l’ala friulana potrebbe fare davvero comodo all’Italia, che già si trova a dover fronteggiare gli infortuni di Gallinari e Bargnani e l’indecisione di Belinelli.

FOTO: Livio Neri