Olimpia Milano: il pagellone della stagione 2012-2013

A cura di Marco Arcari e Nicolò Cioffi

Arrivati a fine stagione è tempo di tirare le somme e di provare a valutare l’annata di ogni singolo giocatore dell’EA7 Emporio Armani Milano. Sicuramente una stagione travagliata, al di sotto di molte lecite aspettative, che però può ancora cambiare durante questi imminenti PO.

Marques Green voto 7. Accolto con un po’ di diffidenza dall’ambiente, dopo trenta secondi nell’esordio con Cantù aveva già conquistato tutti. Ha sostituito Omar Cook nel ruolo di playmaker e leader della squadra, e il risultato è stato ottimo. Rispetto al suo predecessore ha sicuramente una pericolosità offensiva e una visione di gioco migliore, ha conquistato la fiducia dei compagni e ora è il vero leader della squadra. Con lui in campo la squadra gioca piuttosto bene, e non si può negare che Marques Green abbia in mano le redini della squadra. Ha chiuso la stagione con 8.1 punti e 4.7 assist di media, l’unico aspetto negativo è che in un’ipotetica semifinale contro la Cimberio Varese potrebbe soffrire molto il suo omonimo Mike Green, soprattutto in fase difensiva. Scommessa vinta.

Alessandro Gentile voto 7. Un girone d’andata completamente da dimenticare, tra infortuni e pessime partite. Dovessimo dare un voto a quello di ritorno sarebbe un 9 pieno che va a sommarsi al 5 della prima parte. Giocatore incredibile che si infiamma quando vede il colore verde della Montepaschi Siena e, a giudicare dall’ultimo derby, anche quando vede il Blu dei tanto odiati Canturini. In questo momento (complice anche l’infortunio di Langford) è indubbiamente la prima opzione offensiva, e ha chiuso 11 delle ultime 12 partite in doppia cifra. Nelle ultime due partite ha fatto registrare due record personali non irrilevanti: i 25 punti contro Cantù e i 10 assist contro Brindisi. Quale momento migliore per i tifosi Olimpia di ritrovarsi un giocatore come Alessandro Gentile così in forma? Inoltre come sappiamo Milano sfiderà Siena nei quarti di finale, sarà la sua serie? Gioventù al comando.

J.R. Bremer voto 4.5. L’anno scorso arrivò e diede la svolta, Sergio Scariolo sperava di vincere un’altra volta questa scommessa, ma al momento il campo non gli dà ragione. Gioca tanto (più di 21 minuti) ma produce molto poco: 5.8 punti e 2.3 assist di media. Tolte alcune note liete (trasferta a Roma e esordio con Varese) Bremer ha decisamente deluso le aspettative dei tifosi, che si ricordavano di questo giocatore come un terminale offensivo dal grande tiro e fantasia. Nulla di tutto ciò, e il 28% da tre lo conferma. La differenza tra quando c’è in campo Marques Green e quando invece c’è Bremer è evidente, anche in termini di intensità e fluidità di gioco. Sicuramente andrà via a fine stagione, ma occhio a darlo per morto. L’anno scorso decise la serie contro Pesaro, potrebbe tornare molto utile ai playoffs, soprattutto in un’ipotetica semifinale contro Varese viste le difficoltà di Marques Green a confrontarsi con l’omonimo Mike. Da rivedere.

Keith Langford voto 6.5. Probabilmente è una delle guardie migliori d’Europa, e più volte a Milano ha dimostrato il perché. Ha vinto da solo 3-4 partite, chiudendo la stagione come miglior marcatore della squadra con 15.3 punti e un ottimo 44% da tre punti. Ha subìto diversi infortuni anche se nessuno importante, al momento è ai box e non è assicurato un suo impiego in gara 1 di Playoffs contro Siena. Forse ci si aspettava qualcosa in più, soprattutto per quanto riguarda l’intensità difensiva, nonostante sia comunque noto che Langford non sia uno specialista in materia. In molti pensano che durante questi playoffs vedremo il vero Keith Langford, in grado di caricarsi la squadra nei momenti decisivi, e chissà che proprio l’ex Maccabi Tel Aviv non possa essere il giocatore chiave per le speranze di Milano. Certo, se decide di vincere anche difendendo, Milano fa ancora più paura. Talento cristallino.

Leon Radosevic voto 5.5. Arrivato per sostituire il deludente Richard Hendrix. Ha fatto bene con i lituani del Rytas, ma al ritorno in casa Olimpia non ha ancora convinto del tutto. Alterna cose ottime ad altre meno buone, ma tutto sommato ha fatto meglio di Richard Hendrix. Adesso con l’arrivo di Pops Mensah Bonsu rischia di star fuori per via delle rotazioni forzate. Gioca bene il Pick and roll con Marques Green, anche se potrebbe sfruttare di più questa sua forza. E’ ancora giovane,  le basi sono ottime. AAA conferme cercasi.

Malik Hairston voto 4.5. Un capitano, anche se da stagione in corso, dovrebbe dare ben altro esempio sul parquet. Dov’è finito quel giocatore devastante che faceva sognare i tifosi meneghini nemmeno un anno fa? Il buon Malik sarà anche stato rallentato da qualche infortunio, ma non ha mai trovato il bandolo della matassa. Le gare in doppia cifra alla voce punti segnati sono 21, è vero, ma c’è da analizzare come Hairston abbia perso molte delle qualità che lo contraddistinguevano la scorsa stagione. Le percentuali al tiro pesante sono sensibilmente calate (31% quest’anno contro il 38.8% di tutta la scorsa stagione, PO compresi), ma è l’atletismo che manca veramente alla guardia di Detroit; le schiacciate da cartolina mancano da troppo tempo al Forum, e il capitano deve far decollare la sua stagione. Imballato.

Ioannis Bourousis voto 6.5. Il centro greco è sicuramente una delle note liete della stagione milanese, nonostante si dica che sia troppo statico, che non difenda, specie sul pick&roll e che sia troppo molle sotto canestro. Probabilmente tutto vero, probabilmente no. Fatto sta che San Giovanni da Karditsa ha dato tanto alla RS dell’EA7: 11.8 ppg conditi da 7.1 rpg, dimostrano che nonostante un atletismo non paragonabile a quello dei vari Dunston o Lawal, Bourousis riesce a dominare nel pitturato grazie a una tecnica che non ha pari tra i centri in Italia. C’era grande preoccupazione per l’infortunio al ginocchio sinistro che rischiava di tenerlo fuori a tempo indeterminato, ma il rientro contro Brindisi può far tirare un grande sospiro di sollievo: Bou sarà una pedina fondamentale nel cammino dell’Olimpia in questi PO. Granitico.

Antonis Fotsis voto 4. Sembra strano vedere un voto così basso per un giocatore che comunque tira col 42.7 da 3 punti, eppure quello che gioca in maglia Olimpia deve per forza essere il cugino scarso del fenomeno ammirato al Pao. La scusa che Fotsis è un giocatore di sistema regge molto poco in una stagione in cui l’ala greca ha rinunciato a tiri comodissimi, e ha palesato notevoli disagi. È vero anche che questa Olimpia non ha mai messo Fotsis nella condizione di esprimersi al massimo del suo potenziale, data la persistente mancanza di un gioco corale, ma Antonis non ha fatto nulla per mostrare a tutti i suoi detrattori quanto ancora grande fosse il suo talento. Ha una serie PO per dimostrare di essere ancora quel killer silenzioso e quell’ottimo rimbalzista che è, ma soprattutto per prendere qualche rivincita personale. Irriconoscibile.

Nicolò Melli voto 6.5. Sfatiamo il mito del Melli grande atleta che non segna mai. Il ragazzo è sbocciato, finalmente. Forse ancora un po’ troppo sottovaluto, ma Melli piano piano sta trovando costanza anche come produzione di punti, abbinata a una capacità innaturale di conquistare rimbalzi e di prendersi sulle spalle la squadra. Insieme a Gentile è il futuro di questa Olimpia, un futuro molto roseo se queste sono le premesse dei due giovani italiani. Se Scariolo saprà come usare il buon Nicolò, vedi come falso cinque (giocare come centro anche se è pur sempre un’ala), allora Milano può contare su un giocatore nettamente migliorato e convinto dei propri mezzi. Da ranocchio a principe.

Jacopo Giachetti voto 6. Come può un giocatore così non godere di fiducia e minutaggio vi sembra incredibile? Anche a me, ma per spiegazioni citofonare a casa Scariolo. Il Giacco è un professionista esemplare, nonché un grande uomo spogliatoio, ma merita più chances di giocatore, soprattutto ora che Bremer pare in un periodo negativo. L’epica partita contro Bologna non è un fuoco di paglia, perché Giachetti ha nel suo repertorio colpi che altri in maglia biancorossa non hanno. Una stagione poco giudicabile, ma quella partita contro la Virtus non fa altro che aumentare le perplessità sul suo scarsissimo impiego. Esemplare.

Gianluca Basile voto 5.5 Non è stato preso per essere protagonista, e infatti ha giocato poco, addirittura spesso non è entrato. Fu firmato affinchè portasse esperienza nello spogliatoio, la sua non è stata una stagione entusiasmante. Ha segnato 21 triple su 61  tentativi e ha faticato abbastanza, complice anche il sistema di gioco che di certo non lo aiuta. Nei playoffs può tornare utile. A volte ritornano?

David Chiotti voto 6. Al buon David la sufficienza è data sulla fiducia, dato che il poco spazio e l’infortunio alla retina ne hanno limitato l’impiego in campo. È stato preso per rimpiazzare Rocca, e a inizio stagione se la stava cavando bene. Con il ritorno di Radosevic e l’arrivo di Mensah-Bonsu, avrà ancora meno spazio, ma potrebbe essere impiegato qualche volta da ala grande in caso di estrema necessità durante questi PO. Buon Gregario.

Pops Mensah-Bonsu voto 6. Tre gare sono forse troppo poche per tirare qualche somma, ma Pops è sicuramente ciò che mancava a Milano sotto le plance: atletismo da vendere, salti da canguro e schiacciate degne dell’All Star Game. Con lui l’Olimpia trova una nuova dimensione in fase difensiva, che permette di difendere meglio più situazioni, come il tanto agognato pick&roll avversario. E chiariamo che Milano non ha fatto poi un grande torto a Varese, poiché per prima si era interessata al giocatore per poi virare su Radosevic lo scorso inverno. Sorpresa.

Sergio Scariolo voto 4 Ha assolutamente perso la fiducia dell’ambiente e dei giocatori. La squadra non ha un sistema di gioco, e quello che l’Olimpia ha fatto fino a qui lo deve alle giocate dei singoli, che siano Keith Langford, Gentile o Bourousis. Spesso contestato anche dalla tifoseria milanese, quasi sicuramente a fine stagione lascerà. Probabilmente non è stato mai amato. Prove d’addio.