Olimpia Milano: quale coach per il rilancio?

Partiamo dal presupposto che qualsiasi piramide, per essere duratura e granitica, deve avere solide basi; insomma, partiamo dal presupposto che Livio Proli debba lasciare la presidenza a un uomo che viva solo di basket, che ne conosca le più semplici sfumature, ma che soprattutto sappia come reagire ai momenti difficili, magari esponendosi in prima persona.

Detto ciò, per la panchina più difficile (ma anche desiderata) d’Italia, i candidati aumentano esponenzialmente con il passare del tempo. Cerchiamo allora di capire quale possa essere la scelta migliore per Milano, chiamata a voltare pagina e a togliersi di dosso la nomea di “spendi e spandi, ma non mangi”.

1) Simone Pianigiani. L’ex coach di Siena viene da un’annata fallimentare, forse speculare a quella di Milano; partendo da qui, è facile intuire come le motivazioni di rilancio individuali e societarie possano fondersi a creare un metallo preziosissimo che potrebbe splendere più della Madonnina. L’esperienza e il carisma non mancano, come non mancano gli attributi di un coach che durante Italia-Israele del 5 settembre 2011 a EuroBasket ha fatto capire, ancora di più, di non aver alcun timore reverenziale verso gente che gioca al di là dell’Atlantico. Inoltre, Pianigiani in Italia è un vincente come pochi. Tuttavia, c’è anche il lato negativo della medaglia: nella stagione in corso abbiamo visto tutti i limiti del coach senese nell’amalgamare un gruppo di pluricampioni partendo da zero. Essendo Milano una squadra da aggiustare profondamente, senza parlare di rifondazioni, quanto può dare Pianigiani alla causa? Possibilità di successo 7.5/10.

2) Andrea Trinchieri. Probabilmente, a oggi, il miglior allenatore della Serie A. Non si offendano i vari Vitucci o Sacchetti, ma l’allenatore di Cantù ha qualcosa in più di tutti. Nonostante una rosa non eccelsa, nonostante la defezione in corsa di Markoishvili, si gioca le semifinali Scudetto. Milanese di nascita, con esperienza nell’ambiente Olimpia, Trinchieri si è definitivamente consacrato in questa stagione; è un allenatore capace di dare un’altra dimensione alla difesa e all’intensità, cose che sono mancate alla stagione biancorossa. Inoltre, non è sicuramente appagato di successi come potrebbe essere Pianigiani, e la panchina dell’Olimpia potrebbe rappresentare una grande occasione. A ciò, aggiungiamo che Trinchieri è da poco head coach della Grecia, e potrebbe convincere a restare a Milano anche un Fotsis già promesso sposo al PAO, mentre Bourousis sembrerebbe tagliato fuori, dato che l’attuale coach canturino predilige centri atletici, senza la necessità di saper tirare dal perimetro. Possibilità di successo 8/10.

3) Francesco “Frank” Vitucci. Per alcuni la sorpresa dell’anno, per i più competenti la conferma di un allenatore sopraffino. Una stagione regolare di basket champagne, una valorizzazione dei giovani di primo livello (su tutti De Nicolao e Polonara) e un capacità di preparare le partite da primo della classe. Tuttavia, la mancanza di esperienza europea (l’esperienza a Imola non basta) e il non aver ancora convissuto con enormi pressioni, poiché Avellino e Varese non partivano certo con le ambizioni con cui parte ogni anno Milano, non danno garanzie. Vitucci sarebbe comunque una bellissima scommessa, che non farebbe sicuramente annoiare il Forum di Assago, ma siamo così sicuri che Varese lo lascerà andare verso altri lidi? Possibilità di successo 7/10.

4) Luca Banchi. Negli ultimi giorni si parla di un forte interessamento dell’Olimpia per l’attuale coach della MensSana, personalmente troppo sottovalutato prima di questa stagione. Banchi aveva grande merito già nelle vittorie senesi degli anni passati, ma doveva per forza di cose vivere alle spalle di Pianigiani. Alla prima possibilità da head coach, ha dimostrato di avere carattere e lucidità per guidare una squadra fortemente ridimensionata all’impresa di eliminare l’Olimpia e di giocarsi la semifinale con Varese. C’è un enorme interrogativo che affliggerà sempre l’allenatore di Siena, quando questi decida di cambiare panchina: quanto vale il coach fuori dal contesto senese? Ecco, il punto è che Siena è una grande famiglia sotto tutti gli aspetti, e la competenza di Minucci rende tutto più facile. Banchi è un esordiente, e non credo possa rappresentare la soluzione ideale per una squadra che ha buttato via due anni di progetto in maniera fallimentare, e che ora vuole tornare a primeggiare, almeno in Italia. Possibilità di successo 5.5/10.

5) Jasmin Repesa. Se si considerasse solo il fatto che Milano ripartirà dalla coppia giovane Melli – Gentile, allora Repesa sarebbe il coach più adatto a sedere sulla panchina biancorossa. Peccato che l’Olimpia non abbia tempo per partire da un progetto giovane, ma voglia e debba vincere per un proprietario che investe tanto e festeggia (troppo) poco. Esperienza e vittorie non mancano (Scudetto e Supercoppa Italiana nel 2005 con la Fortitudo), ma non è da sottovalutare l’impegno con la nazionale croata, che toglierebbe tempo al progetto milanese, data la partecipazione a EuroBasket 2013. Per Repesa sarebbe una ghiotta occasione di poter tornare a competere per la vittoria in Italia, per Milano una grande, forse troppo, scommessa. Possibilità di successo 6/10.

6) Zelimir Obradovic. Non c’è bisogno di introdurre il buon Zeljko, poiché qualsiasi parola sarebbe superflua e sminuente. Per lui, parlano i 33 titoli conquistati con diversi club, ma soprattutto le 8 Euroleghe vinte. Obradovic sarebbe la scelta su cui puntare senza dubbio, se solo non costasse un ingente sacrificio economico; e siamo sicuri che Armani voglia ancora spendere tanto dopo essersi scottato per 2 anni consecutivi? Inoltre, con Zeljko, Milano dovrebbe rifondare il roster e acquistare gente che abbia le caratteristiche necessarie per stare agli ordini di un vero sergente di ferro. L’Olimpia sarebbe in ottime mani, ma non lasciamoci andare a stupidi e prematuri entusiasmi; non sempre basta il nome per vincere, e Milano lo sa bene. Possibilità di successo 9/10.

7) Dusan Ivkovic. Semplicemente un comandante. Se Obradovic è il sogno irrealizzabile, Ivkovic è quello possibile, a patto che si spenda e gli si dia carta bianca. Un allenatore che può tenere lezioni sul gioco del basket a chiunque, ma che pretende più di quanto dia. A livello internazionale e di successi è un santone, una garanzia in fatto di motivazioni e professionalità; inoltre è capace di far rendere al massimo i giocatori a disposizione, anche quando i pronostici non sono per niente dalla sua. Sarebbe una soluzione intrigante per una società in cui forse a difettare sono proprio organizzazione e professionalità. Possibilità di successo 8.5/10.

Si noti bene che il voto sulla possibilità di successo di ogni singolo allenatore è una semplice opinione personale, fondata su carriera, successi e contesti di lavoro. Inoltre, la possibilità di successo non indica la probabilità decimale di portare a casa qualche trofeo, ma semplicemente di disputare una stagione da protagonista. Dall’inizio, alla fine, in Italia e in Europa.