Olimpia Milano: un fallimento totale, e ora?

Ad inizio stagione la società dell’Olimpia Milano aveva tre grandi obiettivi: la vittoria dello Scudetto e della Coppa Italia e infine la qualificazione alle Top 16 di Eurolega (come risultato minimo). Invece la stagione di Milano è finita molto, troppo prima del previsto con i seguenti risultati: eliminazione al primo turno sia in Coppa Italia che nei Playoff Scudetto, senza dimenticare la mancata qualificazione alle Top 16.

Insomma, un fallimento totale. E non c’è nulla che possa giustificare tutto ciò. Niente scuse, Milano ha fallito dal primo all’ultimo giorno, tutto probabilmente è partito dalla scorsa estate con la costruzione di una squadra che si è rivelata fallimentare. Società e Sergio Scariolo hanno perso tutte le scommesse che si erano presi la briga di giocare, dimostrandosi impazienti e incapaci di aspettare alcuni giocatori o metterli nelle condizioni di rendere al meglio in un ambiente difficile come quello di Milano. D’altronde se si firma Keith Langford per paura che Malik Hairston vada via e poi quest’ ultimo decide di rimanere spiazzando allenatore e società, significa che in casa Olimpia la situazione non fosse totalmente chiara e sotto controllo.

Tralasciando errori di mercato, non possiamo dire altro se non che i risultati del campo siano stati ancora peggiori. Milano non ha avuto un sistema di gioco, è sempre vissuta di individualismi e non è un caso che un giocatore come Fotsis abbia giocato la peggior stagione della sua carriera. Eppure il roster sulla carta è impressionante, ci son pochi dubbi sul fatto che (guardando i nomi) fosse tra i primi dieci d’Europa. Nonostante ciò, non si è ottenuto nulla.

E adesso? Sicuramente quello di cui Milano avrebbe bisogno è un forte cambiamento a livello societario. E’ inutile spendere i milioni se a capo di tutti non vi è una persona di basket. Perché Livio Proli è un grandissimo uomo di Marketing e tutto quello che volete, ma il suo campo non è quello cestistico, e in questi anni più di una volta ci ha dimostrato perché. Con tutto il rispetto, a Milano da questo punto di vista serve una rivoluzione. Sicuramente cambierà anche la guida tecnica, qualcosa con Scariolo si è spezzato e le ultime voci ci dicono che anche lui sarebbe disposto a cambiare aria. Adesso bisognerà vedere cosa vorrà fare la società, ma salvo incredibili e inaspettate sorprese, l’anno prossimo Sergio Scariolo non siederà sulla panchina dell’Olimpia.

E i giocatori? Bella domanda, sicuramente un po’ dipenderà anche dalle idee del nuovo allenatore. La cosa più naturale e intelligente per lanciare un segnale all’ambiente cestistico sarebbe quello di ridurre il budget puntando su giocatori affamati che ricordino quelli della vera Olimpia Milano, quelli che sputano sangue per il proprio allenatore, per dirla alla Dan Peterson, non uno qualunque. Via i “mercenari”, dentro uomini veri, che conoscano cosa rappresenta l’Olimpia per il basket italiano e siano onorati di vestire quella maglia, nel vero senso della parola, non solo nelle dichiarazioni di inizio stagione. Quelli che hanno già vinto tutto e sono alla ricerca dell’ultimo contratto importante della carriera, li lascino a casa perché non sono i giocatori che servono all’Olimpia. Bisogna saper rischiare, ma farlo nel modo giusto e riflettendo. Milano in questi anni ha fatto troppi errori, e i tifosi giustamente si sono stufati. Con la sconfitta contro Siena si è chiuso un ciclo (perdente). Adesso è ora di voltare pagina e aprirne uno basato sì su un budget ridotto, ma che sia usato in modo intelligente. “Errare umanum est, perseverare diabolicum”: Milano ha perseverato nell’errore di spendere cifre esorbitanti per (alcuni) giocatori sbagliati, senza pensare a tutto il resto. E’ ora di cambiare, con la speranza di tutti che Giorgio Armani abbia ancora voglia di ricominciare.

Foto Alessia Doniselli- OlimpiaBlog