Il pagellone – I voti della sesta giornata di Serie A

Nuovo appuntamento con il pagellone di My-Basket.it, in un’altra settimana di campionato che ci ha riservato sorprese e conferme. Andiamo a scoprire quali con i nostri consueti voti dall’8 al 4.

BRINDISI E VENEZIA 8
Partiamo dai lagunari, che venivano da un cambio di allenatore (da Mazzon a Markovski) e che sono riusciti ad imporsi su una Milano ancora troppo discontinua (ma ne parleremo in seguito). Ottimo l’apporto di Andre Smith, che forse riuscirà ad uscire dal suo ruolo di oggetto fin qui troppo misterioso, riscoperto il nucleo italiano formato da Vitali, Magro e Rosselli, con il primo alla miglior prestazione stagionale (19 punti e 4 assist) contro la sua ex squadra. In fondo quando una squadra parte male ed è sfiduciata tutto ciò che un allenatore deve fare è cercare di restituirle certezze partendo dalle cose semplici e basilari: questa vittoria forse è anche frutto del carattere e della reazione emotiva all’esonero dell’ex tecnico dell’Aris, ma iniziare il nuovo corso con una vittoria darà tanta fiducia in più per il proseguo della stagione. Altrettanto da lodare è però anche Brindisi, che va a Varese e stupisce di nuovo tutti con il suo gioco brillante e mai banale; coach Bucchi manda cinque giocatori in doppia cifra, si gode la sorpresa Todic dalla panchina e può essere contento dei suoi ragazzi, che giocano per la squadra e non per le statistiche personali. Non era facile immaginarlo quando ti trovi a roster elementi come Jerome Dyson e Alade Aminu, per motivi diversi entrambi molto interessati a farsi vedere a livello individuale in ottica NBA, ma sta anche in questo la bravura del tecnico, che è riuscito a coinvolgerli nel proprio progetto, e questi sono i risultati.

CREMONA 7
Non la inseriamo in cima alla lista perché una vittoria non fa primavera, per parafrasare un famoso detto. La squadra lombarda però sta iniziando a mostrarsi per quello che realmente è o poteva essere alla vigilia di questo campionato. La vittoria con Cantù, probabilmente la squadra più in forma del campionato, arriva ad ennesima dimostrazione del fatto che le scelte operate in estate non erano quelle sbagliate: Jarrius Jackson torna per una sera il formidabile realizzatore visto a Veroli, Jason Rich si ricorda dell’ottima stagione giocata l’anno scorso e con due attaccanti così è dura anche per una squadra ben organizzata difensivamente come Cantù reggere l’urto. Non scopriamo certo oggi che se i due americani principali funzionano come si deve questa Vanoli può centrare l’obiettivo salvezza con relativa facilità, ma quello che finora è mancato è stato un rendimento continuo, elemento fondamentale per tutte le squadre che lottano per mantenere la categoria, in quanto spesse volte il solo talento puro non basta per ottenere obiettivi concreti.

REGGIO EMILIA 6
Vince ma non convince la truppa di coach Menetti, che strappa un successo casalingo contro una volitiva Pistoia, ma non senza fatica. Eppure la lunghezza del roster a disposizione, e soprattutto la qualità dello stesso dovrebbero suggerire una squadra totalmente diversa. Invece la Grissin Bon fatica a giocare a metà campo, vista la presenza di atleti del calibro di James White, Donell Taylor e perché no Riccardo Cervi, uno dei rari centri puri presenti in Italia che viene però utilizzato col contagocce, così come Troy Bell, che ha visto ridursi drasticamente la propria media punti in favore del meno realizzatore, ma forse più funzionale al sistema, Coby Karl. Qualcosa ancora non gira per gli emiliani, che pur essendo dotati di grande talento devono ancora trovare una quadratura precisa nelle rotazioni e nel gioco stesso. Ci vorrà tempo, ma quando ciò avverrà occhio a Reggio.

MILANO 5
Il voto sarebbe inclassificabile per le nuove divise mimetiche, scelta di marketing discutibile e discussa anche dalla curva milanese con uno striscione eloquente durante la partita di ieri. A parte gli scherzi, se l’Emporio Armani riuscisse a trovare un po’ di continuità di risultati anche queste scelte commerciali passerebbero in secondo piano, e invece dopo una bella vittoria in Eurolega contro Strasburgo, Milano si perde nuovamente in sé stessa e lascia due punti al Taliercio contro una squadra piena di problemi come Venezia. Non bastano i 21 di Langford, ancora una volta il migliore dei suoi, per avere la meglio in questo posticipo, che si è rivelato infausto per i ragazzi di coach Banchi, incapaci di venire a capo della voglia e della combattività veneziana e ancora per certi versi con la scritta “lavori in corso”. È ancora da completare infatti l’inserimento di Gani Lawal (6 punti e 1 rimbalzo), mentre David Moss, preso per essere il risolutore e il fido scudiero di Langford è apparso per certi versi ancora un corpo estraneo. Non c’è da disperare, anche perché di passi falsi di questo tipo in tre anni e passa di gestione Proli se ne sono visti tanti, troppi, e forse non sarà nemmeno l’ultimo, ma per lo staff tecnico c’è ancora tanto da lavorare.

VARESE 4
A Sassari era sembrata per certi versi imbarazzante, ma si poteva forse giustificare un crollo verticale contro una squadra che corre e ti attacca come un rullo compressore per 40 minuti, nei quali se tu non riesci a reagire in qualche modo o a spezzare il ritmo uscire con le ossa rotte è anche pronosticabile. Dopo la sconfitta in Eurocup con Ulm però si aspettava finalmente una prova determinata in casa contro Brindisi per questa Cimberio che sembra aver perso la propria identità e che adesso è anche colpita dalle forti critiche dei tifosi, peraltro presenti ancor prima dell’inizio della stagione. Critiche che coinvolgono Fabrizio Frates, in questo momento l’allenatore più in bilico della nostra Serie A, ma anche giocatori come Aubrey Coleman, sull’orlo del taglio per far spazio al ritorno di uno degli eroi della scorsa stagione: Adrian Banks. Non è però col cambio di un giocatore o con l’allontanamento del tecnico che i problemi di Varese verranno cancellati in un amen, non può essere questo l’auspicio dei tifosi. È chiaro che perdere di 14 in casa contro Brindisi sia un risultato inaccettabile per Varese, partita con l’obiettivo di tornare ai playoff come minimo, ma anche qui come per Milano la crisi si può superare soltanto con il lavoro metodico in palestra, e soprattutto con un cambio di rotta di tipo mentale da parte dell’intero gruppo, il quale troppe volte quest’anno non è sembrato sintonizzato interamente sulla stessa frequenza.