Playoff Serie A – Milano, siamo alla svolta?

Si dice che quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Non c’è frase migliore che possa riassumere Gara-1 dei playoff milanesi. Cambiando il giorno al famosissimo film di John Milius, diremmo che è stato un “venerdì da leoni” quello biancorosso.

Che l’atmosfera fosse calda, che la gente ci credesse dopo 7 anni di paga in lungo e in largo, era già chiaro all’entrata in campo delle due squadre, e al saluto per Giorgio Armani, presente alla prima battaglia. Nessuno, però, si sarebbe aspettato un dominio così netto e assoluto da parte dell’EA7 Emporio Armani Milano, contro una Montepaschi irriconoscibile rispetto a qualche mese fa. Siena paga una serata disastrosa nel tiro pesante e un pacchetto lunghi che non può competere con quello milanese, ma i meriti sono tutti di un’Olimpia praticamente perfetta. Milano difende bene, corre in transizione e non permette a Siena di schierare la solita difesa arcigna; se a ciò aggiungiamo che Bourousis e Pops sono due fattori per questa serie, allora per la truppa di Banchi è veramente dura.

Il segnale che Milano dà a questa post-season è che ora si gioca un’altra stagione, in cui le Scarpette rosse vogliono dimostrare di essere una seria pretendente al titolo. Forse volare troppo sulle ali dell’entusiasmo potrebbe essere un peccato di presunzione, ma un esordio così non se l’aspettava proprio nessuno, nemmeno nelle più rosee previsioni. Ciò che più colpisce è la quantità industriale di talento e di soluzioni a disposizione di coach Scariolo, con giocatori che in qualsiasi momento possono cambiarti la partita. Ieri è toccato a Hairston e Mensah-Bonsu fare il ruolo dei protagonisti, spaccando la partita e spegnendo ogni speranza di rimonta menssanina; ma tutto il gruppo ha lavorato benissimo, anche chi è stato meno coinvolto durante la stagione regolare. Prendiamo Basile, ad esempio: ieri 7 punti con 3/5 al tiro e un recupero da ragazzino che ha dato il la alla giocata corale più bella della serata. Insomma, la profondità del roster di Milano era sicuramente un’arma che avrebbe dovuto pagare alla lunga, e pare che si vedano i primi frutti.

Ora tutto sta nelle mani e nella testa di Sergio Scariolo, perché la squadra ha dimostrato di seguirlo e di accettare il suo modo di vedere la pallacanestro; anche giocatori di sistema, come Fotsis, o giocatori poco considerati, come Giachetti, stanno dando il loro contributo con il massimo impegno, nonostante una stagione da dimenticare per entrambi. Se Scariolo saprà gestire i cali di tensione di cui Milano è stata spesso vittima durante l’anno, se saprà gestire i cambi in maniera oculata, ma soprattutto se saprà capire che Bremer ora come ora può fare solo il cambio della guardia e nello spot di play non è ancora a suo agio, allora l’Olimpia non potrà fare altro che giocare come ieri sera, dominando gli avversari.

Sarebbe inutile continuare a nascondersi, dopo le ambizioni estive post mercato: Milano ha tutte le carte in regola per vincere questo Scudetto, e ieri ne ha avuto conferma. Certo, ora bisogna resettare quanto fatto ieri, perché domani c’è da vincere un’altra battaglia e sottovalutare questa Siena potrebbe costare carissimo ai biancorossi. Un passo alla volta, con consapevolezze nuove, verso quell’obiettivo che tutti vogliono raggiungere, ma che nessuno nomina.

FOTO: Alessia Doniselli