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Problema minutaggio – Breve confronto tra Spagna e Italia sull’impiego degli Under-21

diego flaccadori

Grazie alla condivisione di alcuni amici, ultimamente ho potuto vedere una statistica sulla percentuale di giocatori Under-21 a roster nelle varie società di Lega A e la % di minuti giocati di media dagli stessi. La cosa che più mi è saltata agli occhi di questa statistica è che la Spagna ha una percentuale di giocatori Under-21 a roster del 9,7% contro il 15,6% italiano (derivante anche dai regolamenti imposti dalla FIP), ma che al contrario nella graduatoria dei minutaggi risulta sui 5 minuti di impiego medio contro i 2,5 italici.

Questo mi fa pensare ad una selezione più accurata dei talenti che in terra iberica vengono immessi nei roster di ACB rispetto a quella che viene fatta per la nostra Lega A. Prendendo spunto da un articolo sul “doncicismo” (neologismo per indicare l’unicità di ruolo di Luka Doncic) di Arcari, gli iberici mettono in roster e poi in campo giocatori che dimostrano un talento superiore alla media, dandogli spazio con il dosatore fino a renderli pronti dopo circa un anno (salvo eccezioni). In Italia, invece, troppo spesso il giovane talento è messo a roster per far “numero”, senza che abbia realmente una possibilità di confrontarsi in gare ufficiali con gli avversari, anche più grandi e più esperti. E non raccontiamoci troppo la storia del “si ma si allena ogni giorno con tizio o caio e quindi migliorerà anche solo allenandosi”, perché ciò è vero solo in parte, in piccolissima parte, poiché il campo è la scuola migliore oltre che per la tecnica, per l’attitudine mentale di ogni singolo giocatore. Sempre prendendo spunto dall’articolo precedentemente menzionato, Doncic sembra di un altro pianeta per l’attitudine mentale che ha nella consapevolezza dei suoi mezzi e di ciò che il suo corpo e il suo talento gli consentono di fare; questa attitudine si acquisisce in gran parte giocando e solo in minima allenandosi ogni giorno con Llull, Fernandez, Draper, Carroll e via dicendo.

Tornando a noi ed alla nostra realtà italica, quante volte abbiamo visto un giovane talento messo in campo a maturare in gare ufficiali? Troppe volte solo per i minuti spazzatura (garbage time) di una gara e mai o quasi nel cuore delle partite, ma a mio modo di vedere le colpe ancor più gravi vengono da chi piuttosto che arricchirsi alle spalle di questi talenti decide per loro di accasarli in realtà dove è previsto che guardino dalla poltroncine le partite con la scusa “e ma ti allenerai ogni giorno con il coach Tizio e conto gente come Caio”. Quanti esempi abbiamo di giovani quasi persi e che per riacquisire lo status di TALENTO hanno optato per un avventura in A2? Il talento va gestito ed aiutato ad emergere e non sarà mai la quantità dei talenti gestiti a fare la differenza ma la qualità con la quale sarebbe giusto gestirli.

A breve, sarà nostra premura fare anche un’analisi più approfondita per analizzare quelle squadre che garantiscono più minuti di impiego ai propri giocatori under-21, ma per fare ciò occorre aspettare un numero significativo di giornate disputate, per poter così ampliare il discorso suffragandolo con dati statistici ancor più precisi e corposi.