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Quel backcourt che non tradisce: Dyson, Logan e l’onnipotenza nei finali di partita

Il primo Scudetto di Sassari è arrivato al termine di una serie combattutissima: il Banco di Sardegna è stato costretto a vincere quattro delle ultime cinque gare dopo avere faticato nelle prime due partite disputate a Reggio Emilia. Lo scarto medio nelle vittorie della Dinamo è stato un risicatissimo +4, a testimonianza di un equilibrio rispecchiato anche dal fatto che due delle tre gare in Sardegna abbiano avuto bisogno di uno o più tempi supplementari per arrivare all’epilogo. In gara 3, la parità è stata spezzata a 1.28′ dal termine del quarto quarto; in gara 7, addirittura a 10″ dalla sirena finale. In una finale di questo tipo, sono le giocate dei campioni che permettono ad una delle due squadre di portare a casa i successi decisivi. Sassari ha trovato in Dyson e Logan due risorse che, nei momenti chiave della serie, non hanno mai tradito.

JEROME DYSON ─ Dopo essersi guadagnato la ribalta un anno fa con la maglia di Brindisi, Dyson è stato scelto dalla Dinamo con il delicato compito di sostituire l’amato Travis Diener in cabina di regia. Si tratta di un giocatore completamente diverso dall’ex Pacers, anche e soprattutto perché basa il suo gioco sull’esplosività e sulle incursioni in area. L’arrivo a Sassari, comunque, lo ha costretto a modificare il suo stile: i tiri tentati da tre sono aumentati (5.9 a partita contro i 4.9 dell’anno scorso), arrivando quasi a pareggiare quelli da due (7.2), nonostante le percentuali siano scese ben al di sotto del 30% (71/276, 25.7%). Ma le discussioni sul modo di giocare e sull’adattamento al sistema Sassari lasciano il tempo che trovano, quando si va a guardare quello che Dyson ha fatto durante questa serie. Nei finali di partita ha sempre avuto l’istinto del killer, riuscendo a non perdere la lucidità nonostante fosse costretto a gestire quasi tutti i possessi decisivi della squadra. L’MVP Sanders ─ che ha viaggiato a 16.1 punti e 6.6 rimbalzi di media con il 52.2% dal campo ─ è stato assieme a Lawal il giocatore più costante della Dinamo nel corso della serie, ma Dyson è stato senza dubbio il più decisivo.

DAVID LOGAN ─ Il playmaker, comunque, non ha vinto le partite da solo, anzi. Ha avuto la fortuna di poter giocare assieme ad uno dei giocatori più talentuosi passati dall’Italia negli ultimi 10 anni. David Logan ha caratteristiche decisamente più compatibili con il sistema di Meo Sacchetti: un tiro da fuori mortifero e una capacità di segnare strisce impressionanti di canestri quando entra in ritmo. Negli occhi degli appassionati, rimarrà sicuramente impressa la classe di Logan nell’eseguire la mossa tipica del suo repertorio: finta di tiro, un palleggio, step-back, tripla. All’ex Maccabi e Panathinaikos si può far risalire la scossa che dato inizio alle finali, per la Dinamo. Sotto 2-0 nella serie e in svantaggio di 9 punti all’inizio del quarto quarto di gara 3, Sassari rischiava di trovarsi con le spalle al muro dopo appena tre partite. Logan ha risposto con un’ultima frazione di gioco da 19 punti, segnando sei canestri consecutivi (cinque dall’arco) che hanno permesso ai padroni di casa di rimanere a contatto. La Dinamo ha poi messo la testa avanti con un canestro in contropiede di Sosa e il solito Dyson ha sigillato la vittoria. Da quel momento in poi, per Sassari la serie è cambiata.

QUEI FINALI DI PARTITA ─ Per spiegare quello che è stato l’impatto di Dyson e Logan nelle vittorie di Sassari, possiamo affidarci alle statistiche. Preparatevi, perché i dati sono abbastanza impressionanti. Vengono considerati, in questa analisi, solamente i numeri prodotti dall’inizio del quarto quarto in poi nei quattro successi sassaresi, ovvero gara 3, gara 4, gara 6 e gara 7. Nei 60 minuti disputati (gara 4 è terminata dopo un tempo supplementare, gara 6 addirittura dopo tre), Sassari ha segnato un totale di 139 punti e 95 (il 68.3%) sono arrivati dalla coppia Dyson-Logan. Se il primo è stato abbastanza silente ─ rispetto agli standard mantenuti in questa serie ─ nel quarto quarto di gara 3 (5 punti in 8 minuti), Logan ha addirittura segnato 0 punti in 14 minuti tra quarto quarto e overtime in gara 4. Ecco perché le statistiche complessive del duo risultano ancora più incredibili. In sostanza, Logan ha segnato 47 punti in 57 minuti di 4Q e OT nelle vittorie Sassari, ma potremmo ridurli a 47 punti in 43 minuti se escludessimo gara 4 dal calcolo. Per Dyson, invece, 48 punti in 56 minuti ─ sarebbero 43 in 48 senza gara 5 ─ con un incredibile 57 di valutazione e, soprattutto, il 70.6% da due (12/17). Segno che, al di là del suo ruolo all’interno del gioco di Sassari, è comunque all’interno dell’area che tende ad esprimersi meglio. Di contro, Logan ha sfiorato il 60% dall’arco nei momenti decisivi di queste quattro partite, tirando 11/19 (57.9%). Se Sassari è riuscita a vincere il tricolore, allora il merito è stato di un backcourt che nei momenti decisivi non ha mai tradito. Non è un caso che, nelle partite perse, il bottino combinato del duo nei quarti quarti sia abbastanza irrilevante: 12 punti totali (in tre gare), 1 di valutazione, 2/6 da due e 1/7 da tre. La Dinamo ha vinto solo e soltanto quando Dyson e Logan hanno alzato il livello delle loro prestazioni.

Le statistiche di Dyson e Logan nei quarti quarti e negli OT delle vittorie Sassari
Nome Punti Minuti Valutazione Tiri da due Tiri da tre
Jerome Dyson 48 56 57 12/17 (70.6%) 4/9 (44.4%)
David Logan 47 57 38 3/4 (75%) 11/19 (57.9%)

 

Le statistiche di Dyson e Logan negli ultimi 5 minuti di partita delle vittorie Sassari
Nome Punti Valutazione Tiri da due Tiri da tre
Jerome Dyson 31 34 6/7 4/6
David Logan 21 20 2/2 4/8

 

Il migliore nelle frazioni finali delle vittorie Sassari
Nome Punti Minuti Valutazione Tiri da due Tiri da tre
David Logan (4Q di G3) 19 10 18 1/1 5/7
Jerome Dyson (OT di G4) 10 5 7 1/2 2/3
Jerome Dyson (terzo OT di G6) 8 3 9 1/1 2/3
Jerome Dyson (4Q di G7) 11 10 17 4/4 0/1