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Rolando Howell, il mio ricordo da tifoso biancorosso

Non è stato semplice leggere qualche tempo fa che Rolando Howell era rimasto paralizzato a seguito di una caduta e che la famiglia stava cercando fondi per provare a dargli le migliori cure possibili. E’ stato ancora più difficile apprendere oggi che una persona così allegra e solare se n’è andata a soli 34 anni di cui 2 passati proprio qui a Varese facendo divertire ed esultare tutti i tifosi e tutti i ragazzini che come me si stavano avvicinando in maniera importante a questo sport.

Rolando Howell è arrivato a Varese nell’estate 2005 dopo aver dominato nella serie inferiore insieme ad un certo Terrell McIntyre con la maglia di Capo d’Orlando e sulla carta era uno dei perni su cui avevano puntato i biancorossi per andare ai Playoff insieme alla coppia di guardie americane DeJuan Collins e Marlon Garnett. Il popolo biancorosso ci ha messo poco ad apprezzare le doti di Rolandone sia dentro che fuori dal campo. Sul terreno di gioco era probabilmente il miglior centro difensivo del campionato grazie alla sua capacità di cambiare su tutti i blocchi e all’abilità di marcare anche i piccoli lontano da canestro, capacità a cui però abbinava anche schiacciate e stoppate da paura che facevano sempre esplodere di gioia i tifosi. Fuori dal campo invece era un ragazzo allegro, solare e sempre disponibile. Era l’elemento perfetto per entrare nel cuore di un pubblico appassionato ma esigente come quello varesino.

La prima stagione di Rolando con Varese è stata ottima dal punto di vista personale (9.4 punti e 7 rimbalzi di media), meno invece da quello di squadra visto che la squadra allenata dall’ottimo Ruben Magnano fallì l’ingresso ai Playoff. Il primo anno di Howell in maglia biancorossa è corrisposto con la mia prima annata da abbonato al PalaWhirlpool quindi si può dire che ho iniziato a vivere e respirare la squadra in maniera completa proprio da quella stagione e di Rolando ho solamente ricordi stupendi. Ero ammirato dal suo modo di dare il 100% in ogni situazione difensiva anche se magari in attacco non vedeva palla per quarti interi, ero incredulo nel vederlo dominare a rimbalzo contro avversari nettamente più alti e grossi di lui e soprattutto era uno dei pochi giocatori capaci di gasarmi grazie a gesti atletici che raramente ho visto rifare da un giocatore di Varese negli anni successivi.

La sua conferma anche per la stagione sportiva 2006/2007 mi rese felicissimo e una sua schiacciata venne addirittura impressa sopra l’abbonamento facendolo diventare il giocatore più rappresentativo della squadra. Dal punto di vista delle cifre la seconda stagione potrebbe sembrare peggiore rispetto alla prima (5.8 punti e 5.2 rimbalzi di media) ma da tifoso la ricordo come nettamente migliore perché  il lavoro dietro le quinte di Rolando permetteva poi a talenti come Delonte Holland di rendere al 100% in fase offensiva. Proprio a quella stagione sportiva sono legati i due ricordi più esaltanti che ho del numero 7 biancorosso. Il primo si riferisce ad un derby casalingo contro la Tisettanta Cantù (con lui in campo abbiamo vinto 4 derby su 4 contro di loro): back-door di Carter servito da Galanda, assist al bacio di Keith per Howell che a rimorchio si porta a casa il ferro e dedica il tutto al suo diretto avversario Lamayn Wilson. Il secondo, invece, è quello relativo a Gara 1 dei Playoff a Milano, la partita del controverso sfondamento di Holland su Gallinari nel finale: Rolando, che stava soffrendo come un matto contro due centri fisici come Blair e Watson, nel momento di massima difficoltà di Varese segna un long two che ci tiene in partita e ci regala la possibilità di continuare a lottare per vincere Gara 1.

13575504_10209778589362754_1756529240_oL’abbonamento della stagione 2006/2007 con Howell che schiaccia

Un amico dalla grande creatività aveva anche disegnato uno stupendo due aste a lui dedicato con scritto “Rolando Furioso” che portava sempre al palazzetto in casa e in trasferta, ma lui furioso lo era solo sul campo perché nella vita di tutti i giorni era un ragazzo d’oro con cui era un piacere scambiare due chiacchiere. La notizia della sua morte mi ha parecchio turbato, ho adorato Rolando da ragazzino, ho iniziato ad amare e capire il basket vedendolo giocare con la maglia della mia squadra del cuore e sapere che non c’è più a soli 34 anni mi provoca una grande tristezza. Grazie per tutto quello che hai fatto, grazie per quello che sei stato. Mi mancherai molto “BigRo”, fai buon viaggio. Sei stato un grande sotto tutti i punti di vista.

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Io col famoso due aste “Rolando Furioso”

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Il poster di Rolando che schiaccia marcato da Gallinari ancora presente in camera mia