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Roma regala una prova di forza e mantiene viva la serie: 5 numeri da conoscere su gara-4

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Gara-4 di fuoco tra Roma e Siena. Nel primo tempo sostanziale equilibrio tra le due squadre, perché agli allunghi firmati Jimmy Baron per Roma, rispondono le occasioni extra che Siena conquista grazie a 8 rimbalzi offensivi di squadra. Proprio il duello Baron-Carter infiamma la partita, mentre Janning regala giocate tanto eleganti quanto efficaci, anche se pecca nelle percentuali da 3 punti (1/3). Alla fase offensiva dei capitolini contribuisce (finalmente) anche Bobby Jones, che piazza 8 prima dell’intervallo (in Gara-3 e Gara-4 ne aveva messi insieme 19, ma tirando 6/16 dal campo). Al rientro dagli spogliatoi Roma prova a sfuggire grazie alle triple di Goss e D’Ercole, ma si ritrova praticamente quasi a giocare 4 vs 5 perché in campo c’è il fratello scarso di Hosley; Siena, invece, si affida alla versatilità di Spencer Nelson, ma non riesce a mettere in partita un Haynes stranamente spento anche in fase di costruzione del gioco. Il 3° quarto si chiude con 2 giocate splendide: prima Kanacevic serve Mayo, che realizza 2 punti in sottomano; sul capovolgimento di fronte, Haynes sfrutta il taglio back-door di Nelson e gli regala due punti comodi da sotto. Negli ultimi 10 minuti succede di tutto: Roma scappa sul +13 grazie alle triple di Goss e alle giocate in post di Jones, ma Carter e Jenning tengono Siena in partita fino a un minuto dalla fine, quando la tripla di un illegale Jimmy Baron suggella la meritata vittoria romana.

 

I 5 NUMERI DELLA SFIDA

15: come i punti segnati da Jimmy Baron nella prima metà di gioco. Ne aveva segnati 16 nelle prime tre partite di semifinale, il che dice tutto. Stasera regala lampi di classe, decidendo di mettere anche palla a terra e sfruttare il suo gioco 1vs1. Dall’uomo che si allena al buio per migliorare le sue percentuali da 3, potevamo benissimo aspettarci una prestazione del genere, anche perché chiude i primi 20′ con 6/8 dal campo e tanta solidità offensiva. Ci regala un duello bellissimo con Josh Carter, che di punti ne mette 13 nella prima metà di gioco. Baron chiude con 24 punti e si aggiudica l’Mvp di questo match.

11: come il +/- di Kanacevic nei primi 20 minuti. Il centro classe ’91 sembrava essere finito ai margini delle rotazioni dopo Gara-3 (solo 7 minuti in campo, con 3 falli fatti) e invece nel primo tempo sfodera una prestazione interessante, nonostante un air-ball abbastanza ingenuo, frutto più della trance agonistica che di un errore tecnico. Nella prima metà di partita, gioca 9 minuti e mette insieme 5 punti (1/2 da 3 punti), 2 rimbalzi e 2 assist, tenendo bene anche in fase difensiva su Hunter. Nella seconda metà di partita si dimostra solido sotto i tabelloni (5 rimbalzi) e regala ancora qualche assist prezioso: potrebbe essere un’arma importante in ottica Gara-5.

0: come i punti segnati da MarQuez Haynes. Per la prima volta da quando veste la maglia di Siena, il play resta al palo. 0/7 dal campo e una prestazione irritante dall’arco (0/5), con triple che a volte faticano a trovare persino il primo ferro. Smazza 6 assist, ma è sempre fuori partita e non riesce a essere la solita macchina da punti: per carità, una giornata di stop capita a tutti ed è comprensibile, ma questa Siena ha bisogno di Haynes versione bombardiere, se vuole chiudere la pratica e volare in Finale.

13: come le triple tentate da Josh Carter. Se Siena rimane in partita fino all’ultimo minuto è proprio grazie alle triple dell’ala, che stabilisce il suo primato di triple tentate e segnate (6) in questa stagione italiana. Le due triple consecutive a 2′ dalla fine dell’ultimo quarto regalano ancora speranze alla truppa di coach Crespi, ma non bastano. Carter segna più della metà delle triple di Siena (6/11), tentandone poco più di un terzo (13/35). Pareggia il suo career high di punti segnati: 23, come alla 5° giornata di ritorno contro Venezia.

14: come i rimbalzi offensivi di Siena. Una statistica importante, sfruttata però malissimo dalla squadra bianco-verde: su tutti, incredibili gli errori in tap-in di Hunter e Ortner, che si mangiano due schiacciate già fatte dopo aver conquistato caparbiamente il rimbalzo offensivo tra 2 o 3 maglie romane. I rimbalzi offensivi pareggiano quasi quelli difensivi (18) e Siena resta aggrappata al match nella prima metà di gioco proprio grazie a essi; eppure non riesce praticamente quasi mai a convertire in punti l’extra-possesso garantito dal rimbalzo offensivo.

ACEA ROMA MONTEPASCHI SIENA
71 65
SERIE 1-3
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