Sabatini fa e disfa la Virtus Bologna: ne vale la pena per 84mila euro in più?

35 euro per un biglietto sono tantissimi. E poi per vedere cosa? Sabatini ha visto come gioca questa squadra?”. Questo è solo uno dei commenti più “dolci” che è possibile sentire davanti alla biglietteria dell’Unipol Arena. L’ambiente bianconero è sempre stato abituato a giocatori di un certo livello ed a competere per i traguardi più importanti e mai come quest’anno l’operato del presidente Claudio Sabatini ha fatto venire il mal di pancia ai tifosi.

Da una squadra che nella stagione scorsa ha cercato di portare Kobe Bryant in Italia durante il lockout, non ti aspetti che l’anno dopo sia fortemente ridimensionata nel budget e nelle ambizioni. Certo, la crisi ha colpito un po’ tutte le società, ma a non andar giù alla Bologna bianconera sono i modi del suo presidente. Che in questa stagione sta dando il meglio di sé, facendo e disfacendo più volte la squadra.

Il progetto estivo meritava rispetto: creare il giusto mix tra giovani ed esperti, puntando su ragazzi come Imbrò, Moraschini e Gaddefors e su veterani della Serie A come Poeta, Gigli e Rocca. Il problema è che sono stati sbagliati gli acquisti di tutti e tre gli americani, che hanno dato poco o nulla alla causa. Uno di loro, Ricky Minard, a metà febbraio ha levato le tende. Sono arrivati, in ordine di tempo, Danilo Andusic, ad oggi oggetto misterioso, e Jacob Pullen, che già rischia di essere fatto fuori neanche un mese dopo l’approdo a Bologna.

Le V nere, grazie alla vittoria ottenuta la settimana scorsa contro Avellino, sono praticamente salve e Sabatini, come suo solito, non ha usato mezzi termini per dire che l’unica cosa che gli interessa da qui a fine stagione sono i 210mila euro che vanno in premio alla squadra che ha utilizzato di più i giocatori italiani nell’arco della stagione. Al momento Bologna è alle spalle di Caserta (126mila gli euro che vanno nelle casse della seconda) e pur di prendere quegli 84mila in più, il presidente è disposto a sacrificare tutti i suoi giocatori stranieri ed eventualmente a prendere anche clamorose imbarcate nelle ultime 5 giornate di campionato.

Va bene che il basket sta risentendo fortemente della crisi economica, ma quei soldi di certo non cambiano le sorti di una società: quindi che senso ha smantellare una squadra che con l’arrivo di coach Luca Bechi stava dando segnali di ripresa, falsando così lo svolgimento del campionato? Per noi non ne ha nessuno, ma la Legabasket non dice niente a riguardo e quindi Sabatini è, giustamente, libero di fare quel che vuole: e allora via Hasbrouck, via Smith ed in tribuna anche Pullen. Il presidente, però, prima o poi dovrà fare i conti con i supporters delle V nere per aver dato il colpo di grazia a quella che era Basket City.

FOTO: Claudio Sabatini // www.ilrestodelcarlino.it