Sassari sogna in grande con il trio che ha fatto impazzire Avellino

Dopo l’amara conclusione dell’ultima stagione in gara 7 dei quarti di finale contro la Lenovo Cantù, nelle prime settimane di mercato la Dinamo Sassari ha dimostrato di essere innanzitutto una realtà solida e ben organizzata, riuscendo a venir fuori alla grande da una situazione un po’ complicata. La perdita di Travis Diener, infatti, aveva un po’ abbattuto la piazza, legatissima all’ex playmaker di Indiana, che in questi anni, insieme al cugino, è stato fondamentale nell’affermazione dei sardi. Anche Drake sembrava destinato a partire, ed invece il team del presidente Stefano Sardara alla fine è riuscito a trattenerlo, dando il via ad un vero e proprio show sul mercato: sì, perché nel giro di una settimana la Dinamo ha chiuso tre colpi di altissimo profilo, che la proiettano tra le certezze della prossima stagione.

Innanzitutto ha trovato il sostituto di Travis: si tratta di Marques Green, reduce da una seconda parte di stagione in chiaroscuro tra le fila dell’Olimpia Milano. Sostituire uno come Diener non sarà facile, ma probabilmente per carattere e stile di gioco il folletto di Philadelphia è il meglio che si potesse prendere sul mercato. Proprio come Travis, Green è un playmaker in grado di crearsi il tiro dal palleggio e forse è addirittura un passatore migliore: in questi anni ha dimostrato che, quando gli viene concessa l’opportunità di essere il vero e proprio leader, è in grado a trascinare la squadra verso traguardi importanti. Anche le sue doti difensive non sono da sottovalutare: nonostante paghi costantemente diversi centimetri ai diretti avversari, ha una rapidità di braccia fuori dal comune, grazie alla quale riesce ad infastidire non poco l’attaccante.

Per rimpiazzare il partente Tony Easley, invece, è stato scelto Linton Johnson: questa non è stata una scelta casuale, ma decisamente ponderata, dato che è stato preso un lungo che ha dimostrato di avere un’intesa speciale e soprattutto vincente con Green. Non a caso nei due anni che ha giocato ad Avellino con Marques è stato considerato tra i migliori centri del campionato. Sulla carta, quindi, Sassari si è assicurata un asse play-pivot ben rodato e di sicuro affidamento, anche se le condizioni fisiche di Johnson suscitano qualche perplessità. La scorsa stagione è stata molto particolare per il centro americano: nella prima parte non è riuscito a rendere a causa della mancanza di un playmaker in grado di innescarlo, nella seconda si è infortunato e quando è tornato, nonostante la presenza di Jaka Lakovic, è apparso la brutta copia del giocatore ammirato in precedenza. L’impressione è che l’età e gli infortuni del passato inizino a farsi sentire, privandolo gradualmente del suo atletismo e della sua esplosività sotto canestro: in ogni caso vale la pena correre il rischio, perché se l’asse Green-Johnson dovesse ripetere quanto fatto vedere ad Avellino, allora la Dinamo si ritroverà ancora ai piani alti della classifica.

Il terzo è stato un vero e proprio colpaccio di mercato: si tratta di Omar Thomas, reduce dall’ottima esperienza in Russia. La società sarda ha deciso di fare uno sforzo economico molto importante per lui, ma sicuramente ne varrà la pena. Pur avendo ormai passato i 30 anni, stiamo parlando di un giocatore che è praticamente una certezza per il campionato italiano (non a caso è stato l’MVP nel 2011, ndr): è il tipico all-around, solidissimo in difesa e micidiale in attacco, dove è in grado di far male sia spalle che fronte a canestro.

Il fatto curioso è che tutti i nuovi arrivi in casa Dinamo hanno vestito in passato la canotta della Sidigas Avellino: per essere più precisi, Sassari ha ricreato il trio che ha fatto sognare la piazza biancoverde nella stagione 2010-11, quando, nonostante i tanti infortuni ed i problemi economici, la squadra di coach Vitucci è riuscita a centrare sia la qualificazione alle Final Eight (vittoria ai quarti con Milano, sconfitta in semifinale con Cantù) che ai playoff (4a posizione, eliminata da Treviso nei quarti).

Adesso per completare il quintetto la Dinamo ha bisogno di un 4, che molto probabilmente sarà europeo: la dirigenza lo starà cercando ancora tra gli “All Star” di Avellino? Scherzi a parte, Sassari ha dimostrato di saperci fare sul mercato, arrivando a metà luglio con un quintetto sulla carta molto competitivo. L’impressione è che con una buona panchina si può puntare a fare ancora meglio degli anni dei cugini Diener.