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Sei proprio tu, Nicolò Melli? Evoluzione di un futuro rimpianto

Parafrasando la celeberrima domanda rivolta dal soldato Joker al Sergente Maggiore Hartman in “Full Metal Jacket”, mi sembra quasi un dovere morale parlare dell’evoluzione vissuta da Nicolò Melli in questa prima parte della sua esperienza tedesca al Brose Baskets Bamberg. Il tutto deve partire dal numero 10: dieci, come gli assist che Melli mette a referto nella vittoria contro il Maccabi Tel Aviv di ieri sera, causandomi uno shock emotivo tale da farmi arrivare a pensare che le statistiche di Euroleague.net fossero completamente errate. Invece, quei numeri sono corretti e testimoniano alla perfezione l’evoluzione di un giocatore destinato a diventare sicuramente uno dei grandi rimpianti del pubblico milanese.

Premetto subito che sono sempre stato molto critico nei confronti di Nicolò, ma è anche doveroso dire che solamente gli stolti non si ricredono davanti all’evidenza: le mie critiche derivavano dall’essere quasi certo che Melli non riuscisse a fare in campo ciò con cui invece strabiliava tutti in allenamento, forse per motivazioni che tuttora fatico a trovare nel solco di quella che può essere considerata come la più classica delle “mancate realizzazioni”. Sul valore del giocatore pochi dubbi, anche considerando la versatilità e la tecnica a disposizione del lungo reggiano, mentre le incertezze riguardavano la sua capacità di calarsi in un ruolo con costanza di risultati e performance. Ebbene, sembra che la situazione sia completamente cambiata con lo sbarco in Bundesliga e con l’inizio della nuova avventura agli ordini di coach Andrea Trinchieri, come peraltro dimostrato da qualche statistica. In Euroleague, dopo 4 partite, Melli viaggia a 9.5 punti, 6.5 rimbalzi e 4.3 assist di media con 0 (leggasi ZERO) perse all’attivo e tirando con il 45.5% da 3 punti; numeri spaventosi per un giocatore che a Milano sembrava destinato al ruolo di “eterna promessa incompiuta”.

La realtà tedesca sembra aver trasformato completamente il Melli milanese in un giocatore più determinato e (molto) più consapevole dei propri mezzi tecnico-atletici, in un giocatore capace di prendere le redini del gioco in momenti chiave del match e di non limitarsi più a svolgere il compitino di tappabuchi quando i vari 4/5 non sembrano essere in serata. Con questo non voglio dire che Milano non abbia concesso a Melli il giusto credito, quanto piuttosto che, con tutta probabilità, la realtà milanese non sempre abbia tutelato un professionista esemplare e un giocatore molto più utile di quanto non dicessero le sue statistiche personali. La scelta di “emigrare” in Germania sembra cominciare a dare i suoi frutti e pare poterci rioffrire un giocatore su cui puntare anche in ottica Nazionale, considerando la penuria di lunghi cui ormai siamo abituati; inoltre, tale decisione sembra poter aprire l’ennesima pagina del libro nero in cui sono annoverati tutti quei giocatori che a Milano non sono mai riusciti a rendere come avrebbero potuto. Questo dovrebbe far riflettere molto su quale sia il problema nell’ambiente milanese, prima ancora di arrivare a puntare il dito sul singolo giocatore: in ciò, chiedo venia per aver forse (spesso) criticato ingiustamente un giocatore che sta raccogliendo finalmente i successi personali che merita.

Photo Credit: Euroleague.net.