Serie A: la top cinque e le migliori armi tattiche italiane del campionato

Il campionato italiano di Serie A è ormai alle porte: si inizia domenica 13 ottobre. Dopo aver stilato l’elenco dei probabili migliori stranieri del campionato e delle possibili sorprese e flop, MY-Basket.it vi propone quello dei probabili migliori italiani e delle cinque armi tattiche più importanti per le rispettive squadre.

TOP 5
1. Daniel Hackett (Siena)
La sua decisione di non prendere parte alla spedizione europea ha fatto arrabbiare i vertici della Federazione ed ha deluso molti appassionati italiani, ma al di là di questo è innegabile che sia il miglior italiano in circolazione nel nostro campionato. Ha iniziato la nuova stagione come aveva terminato la scorsa: trascinando la Montepaschi Siena alla vittoria dell’ennesimo trofeo e vincendo il premio di MVP della Supercoppa grazie ad una prestazione maiuscola da 14 punti, 10 assist e 6 rimbalzi. E’ il leader emotivo e tecnico della squadra, lo attende un’altra stagione ad altissimi livelli.

2. Alessandro Gentile (Milano)
Dopo lo straordinario Europeo disputato con la Nazionale, in cui ha dimostrato di essere un sesto uomo di lusso che non solo possiede un talento offensivo fuori dal comune, ma anche personalità e attributi. E’ stato il più costante degli azzurri assieme a Gigi Datome, adesso lo attende la classica stagione della verità. Già l’anno scorso, una volta recuperato completamente dall’infortunio che lo aveva tenuto fuori nei primi mesi di campionato, ha dimostrato di poter fare la differenza: quest’anno Milano ha cambiato moltissimo, a partire dall’allenatore, ma ha deciso di puntare forte su di lui. Difficile immaginare che possa deludere le attese. Sarà anche osservato speciale dalla NBA, i cui esperti lo hanno inserito nel Mock Draft 2014 alla fine del primo giro: potrebbe essere l’anno giusto per consacrarsi in Italia e inseguire il sogno americano.

3. Pietro Aradori (Cantù)
A Cantù sembra aver finalmente trovato la sua dimensione per esprimersi al meglio. La Lenovo è uscita un po’ ridimensionata dal mercato estivo e quindi le responsabilità affidategli saranno ancora maggiori: spetterà a Pietro confermare quanto di buono fatto nella scorsa stagione e a settembre con la Nazionale. Offensivamente non si discute, ha talento e carattere da vendere: vedremo se riuscirà ad essere incisivo anche da primo violino.

4. Andrea Cinciarini (Reggio Emilia)
Lo stesso discorso fatto per Aradori vale anche per il Cincia: dopo alcune stagioni fatte più di ombre che di luci, il playmaker italiano ha trovato a Reggio Emilia l’ambiente ideale per far venire fuori tutto il suo talento. In Nazionale negli ultimi Europei ha presto preso il posto da titolare di uno spaesato Travis Diener, dimostrando di poter giocare tranquillamente ad altissimi livelli. Con la sua Reggio Emilia è atteso da un’altra stagione importante, addirittura migliore di quella scorsa, visto il mercato fatto dalla società questa estate.

5. Achille Polonara (Varese)
Dopo una prima parte dello scorso campionato ad alti livelli, alcuni infortuni hanno un po’ frenato la sua consacrazione e gli hanno fatto perdere il treno per l’Europeo. Il talento è innegabile, adesso sta bene e già nel primo appuntamento ufficiale della stagione ha mostrato gran voglia di essere protagonista: nella Supercoppa se Siena non è scappata già nel primo tempo, il merito è quasi tutto suo. Ha chiuso con 17 punti, 7 rimbalzi e 2 stoppate: Varese e la Nazionale si augurano che questo sia solo l’inizio di una stagione costantemente al top.

LE ARMI TATTICHE
Tomas Ress (Siena)
Se riesce a rimanere sano per tutta la stagione, è un’arma tattica che nessuno ha in Italia. Ress è risaputamente un ottimo atleta verticale, ma ciò che lo rende indispensabile per Siena è la sua capacità di vedere il canestro da fuori, di aprire gli spazi per i compagni e di difendere in maniera eccellente la sua area. Non è un caso se quando opta per il quintetto piccolo con Ress da 5, la Montepaschi gioca la sua miglior pallacanestro.

Michele Antonutti (Reggio Emilia)
Cresciuto nel ruolo di play-guardia per via dell’altezza (a 16 anni era circa un metro e ottanta), in Serie A ha sempre giocato da esterno e la scorsa stagione si è rivelato letale nel ruolo di ala grande, in cui riesce a sfruttare il suo micidiale tiro da tre. Ricordiamo, infatti, che stiamo parlando di un giocatore che l’anno ha chiuso il girone d’andata con il 59,1% da oltre l’arco, risultando il miglior tiratore di tutti i campionati più importanti d’Europa. Sarà ancora una volta pedina di fondamentale importanza nello scacchiere di coach Menetti.

Guido Rosselli (Venezia) 
Ci manca solo che lo impieghi da centro e coach Mazzon lo ha usato veramente in qualsiasi ruolo. E’ il jolly a disposizione di Venezia, nonostante i quasi due metri di altezza è capace di giocare da regista, così come da guardia e da ala. La sua duttilità è indispensabile per la Reyer.

Jeff Viggiano (Siena)
E’ il sostituto designato di Kangur. E’ un’ala piccola che torna molto utile da 4 tattico nel quintetto basso, può aprire il campo con il suo buon tiro da oltre l’arco. E’ dotato anche di grande atletismo, che di certo fa comodo alla truppa di coach Crespi.

Daniele Cavaliero (Avellino)
E’ il miglior italiano possibile sul mercato che Avellino poteva prendere per completare il reparto guardie. E’ reduce dalla sua miglior stagione dal punto di vista individuale, coach Vitucci lo ha fortemente voluto per la sua capacità di giocare anche da playmaker, permettendo di far rifiatare sia Taquan Dean che il duo un po’ anziano composto da Jaka Lakovic e Valerio Spinelli.

MENZIONE SPECIALE
Travis Diener (Sassari)
Chi ha letto la top 5 ed è arrivato fino a qui, si sarà giustamente chiesto: e Diener dove cavolo è finito?!? Tranquilli, non ci siamo dimenticati di lui, semplicemente abbiamo preferito metterlo a parte, in quanto passaportato e non realmente italiano. Nonostante il dualismo con Marques Green, non è difficile immaginare che sarà ancora una volta uno dei protagonisti del campionato: il suo talento è fuori discussione, Sassari è ormai diventato l’ambiente ideale in cui poterlo esprimere, resta da vedere come reagirà il fisico al doppio impegno.

FOTO: Alessandro Gentile di Alessia Doniselli