Siena all’ottava finale consecutiva: 5 numeri da conoscere su gara-5

Una Gara-5 di sostanza e qualità. Roma parte fortissimo e piazza subito un parziale di 1-7, ma Siena ritrova subito il bandolo della matassa e risponde con le giocate di un incandescente MarQuez Haynes; il fallo tecnico alla panchina romana potrebbe cambiare la partita alla fine del 1° quarto, visto che Siena prova a scappare con la tripla in chiusura di Viggiano (cui risponderebbe un incredibile buzzer beater di Baron, che arriva però dopo la sirena di fine periodo), ma Roma non si scompone e grazie a Goss e D’Ercole rimane in partita. Vero collante del sistema offensivo senese nella prima metà di gioco è uno Spencer Nelson da 8 punti, 4 rimbalzi e 2 assist. Il rientro dagli spogliatoi è un monologo di Phil Goss, che piazza 10 punti nei primi 4 minuti del 3° quarto e prova a cambiare l’inerzia del match; Erick Green, però, risponde benissimo alle giocate della guardia romana e Siena rimane a contatto. L’uomo che spacca la partita, manco a dirlo, è ancora Haynes, che con delle ottime giocate offensive riesce a portare il vantaggio di Siena in doppia cifra. L’ultimo quarto vive delle fiammate di Matt Janning, che batte sistematicamente Goss sul primo passo e lo costringe a uscire per falli (dopo che la guardia romana si becca un fallo tecnico evitabile, ma comprensibile dalla frustrazione). Il finale, poi, è uno show di Ress: prima piazza un canestro da guardia pura, con un arresto e tiro su cui Hosley commette fallo, poi, sul capovolgimento di fronte, stoppa Mbakwe e fa esplodere di gioia il PalaEstra. Il punto esclamativo lo mette la schiacciata del solito, devastante, Haynes, che chiude con 29 punti (8/11 dal campo) e un incredibile 35 di valutazione.

I 5 NUMERI DELLA SFIDA

17: come i punti di MarQuez Haynes nella prima metà di gioco. Era mancato come il pane in Gara-4, dove aveva chiuso con 0/7 dal campo e 0 punti segnati. Nel primo tempo di stasera, però, è semplicemente illegale in ogni giocata che fa: quasi perfetto dal campo (3/4 da 2, 2/2 da 3), subisce ben 4 falli (tra cui quello di Mayo su un tiro da 3 punti, che lo manda in lunetta a realizzare 3 liberi) e si dimostra il leader offensivo di cui Siena ha costantemente bisogno. Quando è in fiducia non c’è difesa che possa contenerlo: mixa benissimo penetrazioni con primi passi devastanti a triple da distanza siderale, rispondendo sempre presente quando è chiamato in causa.

3: come i rimbalzi che sono mancati a Mbakwe per chiudere in doppia-doppia già dopo 2 quarti . Doveva essere a mezzo servizio ed effettivamente faticava non poco a dimostrare tutto il suo atletismo, ma nonostante ciò è un fattore clamoroso per Roma: 10 punti (5/8 da 2) e 7 rimbalzi in 16 minuti sul parquet, nonostante infiltrazioni e dolore perenne. Mbakwe è uno degli unici 3 giocatori di Roma (oltre a Goss e D’Ercole) ad avere un plus/minus positivo nella prima metà di partita (+5), ma difensivamente paga un po’ le condizioni fisiche non certo perfette, difettando su qualche chiusura difensiva (specialmente su Nelson).

10: come i punti di Phil Goss nei primi 4 minuti del 3° quarto. Al rientro dagli spogliatoi è devastante nella produzione offensiva: in 3 minuti segna di più che nei primi due periodi, visto che aveva chiuso con 7 punti all’attivo. Prima realizza una tripla bellissima su assist di Mbakwe in chiusura di un gioco a due, poi si inventa un canestro in allontanamento che è semplice poesia; continua con una penetrazione perfetta finita con un agevole layup e chiude con un’altra tripla. Poco più di 4 minuti di fuoco per il play-guardia di Roma. Chiude con 23 punti (9/13 dal campo), ma macchia una prestazione stupenda con un fallo tecnico davvero inutile, che lo costringe a lasciare il campo per 5 falli a 4′ dalla fine della gara.

5: come i punti di Quinton Hosley. Imbarazzante per tutta la partita, nonostante le statistiche parlino di 3 recuperi e 3 assist: difensivamente, però, è un casello sempre aperto e in attacco fatica a trovare percentuali decenti. Per tutta la serie ha tirato malissimo dal campo e oggi pomeriggio ha replicato la prestazione inguardabile di Gara-4, dimostrandosi palesemente fuori partita. Poteva essere un’arma importante per Roma, ma si è dimostrato un aiuto insperato per la Mens Sana. Chiude con 2/11 complessivo dal campo, simbolo di una partita davvero da dimenticare.

27: come il +/- di Matt Janning. Semplicemente devastante nel corso di tutta la partita: segna (13 punti), difende (3 recuperi) e smazza assist per i compagni (ben 5), disputando una partita totale. Con lui in campo Siena è un’altra squadra, perché la guardia americana sopperisce ai pochi passaggi a vuoto di Haynes e Goss in difesa non riesce proprio a tenerlo (epico il gioco da 3 punti che costringe Goss al 4° fallo e al seguente tecnico che costringe la guardia di Roma a uscire per falli a 4′ dalla fine del match).

MONTEPASCHI SIENA ACEA ROMA 
91 75
SERIE 4-1
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