News Serie A

Supercoppa italiana 2016 – Successo di Milano: Simon guida l’Olimpia al Triplete italico

Simon Krunoslav (EA7 Emporio Armani Milano)
Simon Krunoslav (EA7 Emporio Armani Milano)

Milano conquista un triplete italico per la prima volta nella sua storia, poiché l’Olimpia non aveva mai conquistato la Supercoppa italiana (unico trofeo mancante nella bacheca biancorossa). Avellino si batte, lotta, ma viene tradita da un Fesenko completamente fuori match (e non al meglio della condizione fisica) e non riesce a sfruttare l’assenza di Raduljica come avrebbe voluto coach Sacripanti. Milano si gode un Simon formato MVP e un Dragic che si segnala per la qualità di tutti i fondamentali, quasi a conquistarsi sul campo il ruolo di all-around player principe di questo corso milanese.

SIDIGAS AVELLINO EA7 EMPORIO ARMANI MILANO
72
90
MILANO CONQUISTA LA SUPERCOPPA ITALIANA

I 5 NUMERI DELLA SFIDA

13 – I punti realizzati da Krunoslav Simon nella prima frazione: il croato dell’Olimpia offensivamente è un giocatore semplicemente orgasmico, perché riesce a punire ogni minimo ritardo difensivo degli avversari e a trovare punti in qualsiasi modo. Obasohan lo sfida personalmente (8 i punti del giocatore degli irpini nella prima frazione) e Simon sembra concedergli qualcosa, specialmente dalla distanza, salvo poi restituire il favore con tutti gli interessi del caso. Come accaduto nella scorsa stagione, il croato rimane il leader silenzioso di una squadra che sa benissimo di poter sempre contare sul proprio realizzatore: l’ultima tripla che realizza nel primo quarto è la classica “magata”, ovverosia quella giocata figlia di una lucida follia mixata con una spaventosa consapevolezza dei propri mezzi.

15 – La valutazione di Retin Obasohan nel primo tempo: il giocatore di Avellino comincia nello stesso modo in cui aveva iniziato la Semifinale contro Reggio Emilia, piazzando 8 punti nella prima frazione di gioco per poi continuare ad essere il più incisivo tra le fila degli irpini. Milano lo soffre, anche perché Simon gli concede spazi importanti, ma i compagni lo seguono ad intermittenza; eppure, anche in fase difensiva la guardia classe 1993 risulta essere un fattore importante, sebbene i 2 falli commessi obblighino coach Sacripanti a richiamarlo in panchina prima del previsto per preservarlo in vista della seconda metà di partita.

10 – Le perse di Milano nel primo tempo: i biancorossi forzano alcune soluzioni offensive, ma gli errori derivano probabilmente da una coralità che deve ancora esprimersi ai massimi livelli e che, per ora, si limita ad affinarsi sempre più. Nonostante i molti turnovers, l’Olimpia realizza 44 punti e chiude con 10/20 da due e 5/8 da tre di squadra, ringraziando le sfuriate offensive del duo Simon-Hickman e trovando in Dragic l’all-around player per eccellenza. Lo sloveno è disarmante, per quantità e qualità, e regala una dimensionalità completamente nuova a un’Olimpia che sa di aver firmato il classico crack, ossia quel giocatore arrivato in sordina e pronto a dominare, in lungo e in largo, in una squadra costruita solo per vincere.

27 – Il minuto di gioco in cui Fesenko muove il suo tabellino personale, nonostante i 14′ giocati fino a quel momento. Il lungo ucraino non è al meglio della condizione – e si vede – ma coach Sacripanti lo schiera in maniera troppo intermittente, forse dovendo fare di necessità virtù anche perché Cusin non sembra essere in una serata positiva. Lento e macchinoso in attacco, troppo molle in difesa, Fesenko non è stato quell’arma tattica devastante che aveva dimostrato di poter essere nella parentesi canturina; il tutto, in un match in cui Avellino lo schiera, forse rischiando vista la sua condizione fisica, con la consapevolezza di poter e voler sfruttare l’assenza di Raduljica (infortunatosi alla caviglia nella Semifinale contro Cremona). Conclude la sua partita con un fallo in attacco su Hickman e conseguente scaramuccia con McLean conclusasi con fallo tecnico fischiato ad entrambi i giocatori: peccato sia il 5° personale per il centro di Avellino, che chiude così la sua partita con 2 punti, 3 rimbalzi e 3 perse.

15 – I punti realizzati da Ricky Hickman. L’ex-Fenerbahce sembra trovarsi completamente a suo agio in una squadra che conosce da poco più di un mese, anche grazie a una classe fuori dal comune. Nell’ultima frazione di gioco sale in cattedra suggellando la vittoria milanese con giocate offensive in cui taglia a fette la difesa irpina, mostrando di possedere fondamentali importanti e una buona condizione nonostante l’infortunio che ne aveva pregiudicato l’esperienza con i turchi di coach Obradovic. Ottimo segnale anche in vista dell’imminente stagione di EuroLeague, in cui Hickman sarà chiamato a un ruolo da assoluto protagonista.

@ Mediolanum Forum – Assago (MI)
TABELLINO COMPLETO

AVELLINO I NUMERI DELLA PARTITA MILANO
18 – Ragland PUNTI Simon – 25
5 – 2 giocatori RIMBALZI Dragic – 7
– 5 giocatori ASSIST Simon – 8
17 – Obasohan VALUTAZIONE Simon – 30