TOP e FLOP, 23a giornata: Drake Diener nella storia, Vitali e Dragovic in difficoltà

TOP 5

Joe Ragland (Cantù) La trasferta lombarda si prospettava molto difficile per la Enel Brindisi, costretta a presentarsi al Pianella senza Jerome Dyson e Miroslav Todic. Non per niente l’Acqua Vitasnella ha guadagnato 10 punti di vantaggio nella prima metà della gara, per poi aumentare a dismisura il proprio vantaggio nel corso del terzo periodo. La chiave di questo successo – e di molti altri in questa stagione – per Cantù è la prestazione del playmaker di passaporto liberiano Joe Ragland, che ha demolito Darryl Jackson e ha disputato una prova da 24 punti, 7/10 al tiro, 3 rimbalzi, 26 di plus/minus e 29 di valutazione.

Drake Diener (Sassari) – MVP di giornata Giù il cappello davanti a questo giocatore. Non c’è altro da fare, se non mettersi comodi e riguardare in religioso silenzio ognuno dei 18 canestri che ha segnato nella partita contro Venezia. Sì, avete letto bene: 18. Venezia non ha mai mollato e ha sempre avuto la forza di reagire ai canestri inverosimili del fenomeno di Fond du Lac. Ma le triple da distanza siderale di Drake, con la gara che volgeva il termine, non hanno lasciato più margine di risposta alla Reyer. Alla fine della gara Diener ci è arrivato con 44 punti, 11/14 da due, 7/12 dall’arco, 1/1 dalla lunetta, 7 rimbalzi, 3 assist e 48 di valutazione. Onnipotente.

Jarrius Jackson (Cremona) Quando la squadra annaspava nei bassifondi della classifica e l’unico schema valido sembrava palla a Rich e speriamo in bene, Jarrius Jackson sembrava uno degli elementi più negativi dell’annata della Vanoli. Il veterano è venuto fuori con il tempo e la cura Pancotto ha portato grossi benefici anche alle sue prestazioni. Nella vittoria su Avellino è stato praticamente perfetto e ha trovato a tutto spiano il fondo delle retine del PalaRadi. Prestazione da 25 punti, 7/11 da due, 5 rimbalzi e 28 di valutazione per lui.

Nicolò Melli (Milano) La stagione del nativo di Reggio Emilia fa ben sperare anche in ottica nazionale. Melli è un lungo che in una squadra di altissimo livello come Milano riesce a ritagliarsi il suo spazio e a fornire prestazioni di qualità. La vittoria casalinga sull’Acea è stata una gara in cui il lungo azzurro ha ritoccato anche qualche primato personale. Per esempio, non aveva mai segnato 24 punti in una gara di Serie A. Record anche per quanto riguarda i tiri segnati e tentati: 9/14. L’EA7 ha stravinto la sfida con i capitolini e la prestazione di Melli è senza dubbio quella che è rimasta più impressa.

Riccardo Cervi (Reggio Emilia) Dall’essere buttati giù da un aereo russo al decidere una partita il passo è breve. In settimana, Cervi aveva chiesto di cambiare posto sull’aereo durante una trasferta di Eurocup per questioni legate alla sua altezza ed era stato fatto scendere dal personale di volo per esasperati sospetti di terrorismo. Cervi non si è fatto scalfire più di tanto dall’esperienza ed è sceso in campo alla Unipol Arena con grande grinta, risultando decisivo per la vittoria reggiana nel derby. Le cifre raccontano di una partita da 13 punti, 9 rimbalzi e 18 di valutazione in 19 minuti. Ma non solo: a tempo praticamente scaduto ha segnato il libero del sorpasso. Mica male.

FLOP 5

Luca Vitali (Venezia) È stata solo una bronchite, ma potrebbe avere avuto un effetto disastroso sulla stagione del playmaker della Reyer. In quello stesso periodo la dirigenza orogranata ha aggiunto al roster Aaron Johnson e le prestazioni di Vitali sono sembrate in netto calo rispetto alla prima parte di stagione. Anche a Sassari, l’ex-Cremona ha tremendamente faticato. Lui e Crosariol hanno avuto un plus/minus di -14 in un match che Venezia ha perso solo con 5 punti di scarto. Per Vitali 2 punti, 1/6 dal campo, 2 rimbalzi, 2 palle perse e 2 di valutazione in 25 minuti di utilizzo.

Phil Goss (Roma) – WVP di giornata In una serata in cui Jimmy Baron non riesce a trovare la via del canestro (1/4 da due, 1/5 da tre), ci si aspetta che sia Goss a prendere la squadra sulle spalle. L’efficacissima difesa di coach Banchi non ha permesso che questo accadesse e l’esterno ex-Varese si è ritrovato intrappolato e incapace di fornire un buon contributo per la sua squadra. La guardia agli ordini di Dalmonte ha sfoderato una pessima prestazione al tiro: 3 punti con 1/4 da due e 0/4 dall’arco. Valore statistico negativo per quanto riguarda valutazione (-3) e plus/minus (-19).

Matt Janning (Siena) L’esterno della Montepaschi era stato l’autentico eroe – con 20 punti segnati – della vittoria casalinga di Siena contro l’Acqua Vitasnella Cantù. Dopo 8 partite, però, è il caso di fare un bilancio della sua seconda vita senese. Il tiro da tre punti, vera arma di Janning, sta creando grossi problemi al giocatore statunitense. In una sola partita – contro Cantù – ha segnato più di un canestro dall’arco e in generale viaggia con il 29.2% (7/24). Sul campo di Pistoia il giocatore ha fatto registrare 8 punti e 6 rimbalzi con 3/10 al tiro. Ad una manciata di secondi dal termine dell’incontro, con la Giorgio Tesi Group sul +2, si è presentato in lunetta.  Arrivava da un 8/9 complessivo in stagione, ma non è riuscito a realizzare il secondo libero e Siena ha perso l’incontro.

Marc Trasolini (Pesaro) In una sfida cruciale per la salvezza, Pesaro non poteva permettersi un apporto a corrente alternata da parte di due giocatori stranieri. Invece è esattamente quello che è successo. Il solito Elston Turner ha tirato con scarso successo tutto quello che è passato per le sue mani e ha chiuso la gara con un poco lusinghiero 3/13 dal campo, rimanendo peraltro sotto la doppia cifra di punti (8) per la terza volta in stagione. Trasolini ha segnato solo 6 punti con 3/8 al tiro e ha catturato, in 26 minuti, 5 rimbalzi contro un reparto lunghi che di solito molto concede agli avversari. Ravern Johnson, Anosike e soprattutto Perry Petty hanno giocato al massimo delle loro possibilità, ma non è bastato e Pesaro ha perso la partita.

Nikola Dragovic (Avellino) La Sidigas di Frank Vitucci ha perso di 8 punti il confronto diretto contro l’ex allenatore della squadra, Cesare Pancotto. Nel pitturato Curtis Kelly, che sta disputando un ottimo girone di ritorno, è stato in grado di mettere in forte imbarazzo due lunghi del livello di Kaloyan Ivanov e Will Thomas. La scossa in quel reparto poteva arrivare dalla panchina, ma così non è stato. Infatti Dragovic non ha fatto praticamente nulla di positivo nei 13 minuti in cui è stato in campo e il suo plus/minus è eloquente: -12. Da un punto di vista realizzativo, non ha segnato neanche un punto nonostante i 5 tiri tentati.

FOTO DI: Alessia Doniselli