TOP e FLOP, Final Eight di Coppa Italia 2014: tra protagonisti attesi e delusioni inaspettate

TOP 5

Travis Diener (Sassari) È stato proprio il playmaker della Dinamo ad essere premiato sul parquet del Forum come MVP della Finale di Coppa Italia. Eppure l’avventura del giocatore in queste Final Eight non era iniziata nel migliore dei modi: venerdì ha segnato solo 6 punti contro Milano ed è stato seduto in panchina nel secondo tempo a guardare Marques Green. Evidentemente Travis deve aver capito i suoi sbagli, perché nella semifinale contro Reggio è entrato in campo con una carica indomabile. La difesa reggiana non ha potuto nulla per fermare il suo palleggio, arresto e tiro e il playmaker di Meo Sacchetti ha chiuso l’incontro con 26 punti, 9/11 da due, 2/4 da tre, 4 rimbalzi, 5 assist e 29 di valutazione. In finale non è riuscito per un solo punti a guadagnarsi il premio di miglior marcatore dell’incontro per Sassari, ma ha comunque collezionato 17 punti con 2/5 da due, 4/8 da tre, 7 rimbalzi, 4 assist e 18 di valutazione.

Drake Diener (Sassari) – MVP della competizione Quello che ha fatto Drake Diener contro l’EA7 Milano ci rimarrà nella memoria per lungo tempo. La difesa biancorossa lo aveva costretto a segnare solo 2 punti nell’intero primo tempo, poi il 32enne ha iniziato a macinare canestri e non si è più fermato. Incredibile la sua tripla da metà campo allo scadere del terzo periodo, ma anche i suoi due canestri da distanza siderale nel quarto quarto e quello spettacolare movimento spalle a canestro contro Daniel Hackett. Drake, non contento, ha anche rubato palla sull’ultima rimessa, chiudendo col botto una prestazione da 24 punti, 4/6 da due, 4/10 da tre, 5 rimbalzi, 3 assist e 23 di valutazione. Anche contro Reggio è stato tra i protagonisti: 18 punti, 6/13 al tiro, 4 rimbalzi, 4 assist e sempre 23 di valutazione. Paradossalmente la sua serata più complicata l’ha vissuta in finale, quando ha tirato 0/6 dall’arco e ha segnato solo 14 punti.

James White (Reggio Emilia) Se Reggio avesse avuto questo Flight anche per tutta la prima parte del campionato, siamo sicuri che occuperebbe ben altra posizione di classifica. Le assenze di Cinciarini e Brunner, probabilmente, hanno fatto sentire White responsabile dell’intera squadra e l’ex ala di Sassari e Pesaro ha saputo interpretare a meraviglia questo ruolo. Un primo assaggio di quello che è in grado di fare lo ha dato contro Cantù: 25 punti, 7/8 da due, 3/5 da tre, 6 rimbalzi, 6 assist e 35 di valutazione. Ma è in semifinale, contro la sua ex squadra, che ha preso definitivamente il volo: 32 punti, 12/17 da due, 8/9 dalla lunetta, 8 rimbalzi, 3 assist e 42 di valutazione.

Caleb Green (Sassari) In una competizione in cui Omar Thomas ha un po’ faticato, Caleb Green è stato l’uomo fondamentale per Meo Sacchetti tra le ali. Il giocatore ha potuto scatenare le sue doti offensive e far valere il suo ottimo tiro da fuori in una squadra come il Banco di Sardegna. Nel quarto di finale contro l’EA7, Green era stato il migliore in campo per Sassari prima che Drake Diener diventasse immarcabile: 15 punti, 4/9 dal campo, 6/7 dalla lunetta, 2 palle recuperate, 2 assist e 22 di valutazione. Lo statunitense si è ripetuto in semifinale, portando però la maggior parte dei suoi tiri fuori dall’arco: 15 punti, 4/7 da tre, 5 rimbalzi e 16 di valutazione. Il vero exploit è stato quello della finale, quando ha trascinato Sassari sul +20 prima del rientro di Siena. Nell’atto conclusivo delle Final Eight ha collezionato 18 punti, 4/7 da tre, 7 rimbalzi e 20 di valutazione.

Benjamin Ortner (Siena) Il lungo austriaco della squadra toscana era stato un fattore anche negli scorsi Playoff. Questa volta Ortner è arrivato solo ad un passo dal trionfo in Coppa Italia, ma è stato il trascinatore della Mens Sana. Nei quarti di finale ha segnato solo 5 punti, catturando però 10 rimbalzi in una partita in cui Trevor Mbakwe ne ha presi solo 8. In semifinale contro l’Enel è arrivata la prima esplosione: 12 punti, 4/5 da due, 6 rimbalzi, 20 di valutazione e +23 di plus/minus in 20 minuti di utilizzo. In finale gli ultimi punti sono arrivati da Erick Green, ma è stato proprio Ben Ortner il più costante nel corso della gara: 17 punti, 8/11 da due, 13 rimbalzi e 23 di valutazione.

Best of the rest Se il quintetto top vede largamente rappresentata la Dinamo Sassari, è il caso di elogiare anche altri giocatori che hanno offerto delle buone prove nella tre giorni di Coppa Italia. Partiamo proprio dai vincitori: non solo i cugini Diener e Caleb Green, anche Marques Green è stato decisivo. Le sue tre triple nella ripresa hanno permesso la rimonta contro Milano, mentre in finale ha segnato 4 punti in fila per sbloccare il Banco di Sardegna quando la rimonta della Mens Sana sembrava ultimata. Siena nei primi due turni ha trovato un eroe inaspettato: MarQuez Haynes ha prima eliminato Roma con tre triple nel quarto periodo (18 punti totali), poi è stato tra i migliori anche contro Brindisi (16 punti e 6 rimbalzi). Buon weekend anche per Erick Green, che ha tenuto 18.3 punti di media nell’arco delle tre gare con il 63.6% dal campo. La Enel ha avuto due protagonisti diversi tra quarti e semifinale: Michael Snaer ha abbattuto Venezia con 27 punti e 8/8 da due, Jerome Dyson ha tenuto in piedi la squadra pugliese in semifinale con 30 punti e 10 falli subiti. Con Cinciarini e Brunner ai box per Reggio, era chiaro che toccasse a James White e Rimantas Kaukenas prendere la squadra per mano. Il lituano ha dominato il quarto periodo contro Cantù e in semifinale ha disputato una prova da 19 punti e 5 assist. Milano è uscita al primo turno, ma è difficile non evidenziare la buona prova di Gani Lawal: 20 punti, 9/11 da due, 8 rimbalzi, 3 stoppate, 29 di valutazione e +11 di plus/minus. L’EA7 è crollata ad inizio quarto periodo quando il centro si è seduto in panchina.

FLOP 5

Phil Goss (Roma) Uno dei trascinatori dell’Acea negli scorsi Playoff. Goss ha deluso tutte le aspettative ed è uscito dal campo come peggiore nella sfida tra la Montepaschi Siena e la formazione di coach Luca Dalmonte. L’esterno ha avuto, per larga parte della gara, il compito di portare palla per sopperire all’assenza di Jordan Taylor e sicuramente non ha saputo rendere al meglio in un ruolo a lui non particolarmente congeniale. Il suo tabellino personale riporta 9 punti, 4 falli, 2/8 da due, 1/3 da tre, 2 stoppate subite, 2 palle perse e 2 di valutazione.

Daniel Hackett (Milano) – WVP della competizione Quello che Hackett dà, Hackett toglie. Il suo arrivo aveva trasformato Milano in una squadra in grado di vincere sei partite consecutive in campionato. L’anno scorso fu MVP e protagonista della cavalcata di Siena in Coppa Italia, per cui era forse il giocatore più atteso nella sfida che ha chiuso la prima giornata di Final Eight. Invece Hackett è naufragato contro una difesa come quella sassarese che di certo non brilla per efficacia. Non solo: nell’ultimo periodo si è ritrovato con l’ingrato compito di marcare un Drake Diener in serata di grazia. Per l’ex Siena 5 punti, 0/4 da due, 1/3 da tre, 2/6 dalla lunetta, 4 palle perse e -3 di plus/minus. Ma Hackett, a 1” dalla fine, ha avuto la possibilità del riscatto. Milano aveva la rimessa da fondo campo sul -2 e coach Banchi l’ha affidata proprio al suo pupillo. Hackett ha passato il pallone direttamente a Drake Diener: in qualche modo ha servito il tiratore migliore sul parquet…

Michael Jenkins (Cantù) Quando subisci un’eliminazione contro una squadra a cui mancano il playmaker e il centro titolare, non può mai esserci un unico colpevole. Ci sarebbe anche Stefano Gentile, per esempio, che nonostante abbia favorito la rimonta di Cantù nel terzo periodo, ha sbagliato tutto nel finale; Pietro Aradori, nell’ultima frazione di gioco, non si è preso sulle spalle la squadra; Adrian Uter non ha saputo approfittare del vantaggio di esperienza su Cervi e Pini e ha chiuso l’incontro con 1/6 dal campo. A conti fatti, però, il peggiore in campo per l’Acqua Vitasnella è stato un’altra volta Michael Jenkins: l’esterno della formazione brianzola ha messo assieme 2 punti con 1/6 dal campo e 4 falli per -3 di valutazione.

Hrvoje Peric (Venezia) In campionato il suo compito è quello di entrare dalla panchina e garantire a Venezia un discreto quantitativo di punti nell’area. Questa volta Peric non è stato in grado di fornire il suo contributo e nella sfida contro l’Enel, valida per i quarti di finale, ha totalizzato 0 punti con 0/3 dal campo. Per lui anche 4 falli, 6 rimbalzi, 2 palle perse, 3 di valutazione e -11 di plus/minus. La prestazione di Peric, comunque, non è stata l’unica nota negativa per coach Zare Markovski: Vitali ha collezionato -18 di plus/minus nel solo quarto periodo e ha perso 6 palloni nel corso della gara, il nuovo arrivo Aaron Johnson ha segnato 0 punti con 0/3 dal campo e 0/2 dalla lunetta.

Delroy James (Brindisi) Nonostante una brutta prestazione al tiro (3/8), Delroy James aveva fornito una prestazione abbastanza positiva durante il quarto di finale contro la Reyer Venezia: 10 punti, 9 rimbalzi e 12 di valutazione. Il disastro lo ha combinato nel turno successivo, quando l’Enel si è imbattuta nella Montepaschi Siena campione in carica. James non ha saputo in alcun modo rendersi efficace contro i lunghi della Mens Sana, che hanno disputato un’ottima gara. Molto meglio di lui ha fatto Miroslav Todic (17 punti). James ha chiuso la gara con 4 punti, 1/3 dal campo, 5 falli, 4 rimbalzi, 4 di valutazione e -6 di plus/minus.