Il triste epilogo di Sportitalia

Il bravissimo Federico Casotti racconta una partita del Bayern Monaco con la sua inconfondibile verve e poi il nulla. Buio. Sportitalia si spegne definitivamente fermando così l’agonia degli ultimi anni. Un lento ed inesorabile declino marchiato dal calcio sguaiato, fatto di ore ed ore di nulla assoluto, rinnegando così anni di storia che resero Sportitalia una mosca bianca nel panorama televisivo italiano. In quanti rimpiangono la “vera” Sportitalia fatta da giovani affamati (non arrivisti), competenti e allegri che ci raccontavano con passione tutto quello che non era solo calcio? Avevo 14 anni, ero senza pay-tv ed ero/sono malato di sport. Fate un po’ voi cosa poteva essere per me Sportitalia. C’era ancora l’analogico ed il più delle volte vedevo lo schermo friggere ma speravo sempre di catturare qualche immagine di una replica di qualche torneo giovanile o di qualche corsa automobilistica.
Il 3 agosto del 2004 faceva un caldo allucinante, Sportitalia non si vedeva per niente bene e in programma avevano una grandissima esclusiva: Italia-USA di basket. Il caso vuole- o la fortuna, mettila come ti pare- che dal grigio dello schermo del mio Mivar (R.I.P. anche a lui) inizio a scorgere qualche immagine di una partita di pallacanestro e a sentire la voce di Bonfardeci. Sino ad allora per me il basket in tv era una rarità unica a causa del monopolio SKY. Pozzecco che ubriaca Iverson, Galanda che spiega due robette da 3 punti, Basile in versione ignorante più che mai e io in lacrime per la gioia. Per la prima volta dissi grazie a Sportitalia.

Poi arrivò la sana follia del calcio olandese (7-4, 4-4, 2-5…una parola sola: enjoy!), la ruspante Serie B inglese con i portieri dal fisico improbabile ed i bomber implacabili sotto torta (cit.), il campionato portoghese che mi ha lasciato in dono un sonoro scappellotto da parte dei miei che travisarono la mia frase: “Sono in diretta dallo Stadio di Oporto!”, il calcio sudamericano raccontato prima da Massimo Callegari, poi dall’enciclopedia dei soprannomi Stefano Borghi, il tennis ed il ciclismo a piccole dosi, Total Rugby, il volley, la simpatia contagiosa di Stefano Benzi e del suo speciale sulla WWE. Ero malato per questa rete. Poi, pian piano, le dirette persero valore, i simpatici faccioni sono spariti uno ad uno, il calcio sparlato e polemizzato è aumentato a dismisura ed eccoci qui.
Negli ultimi 3/4 anni la mia fede era ormai compromessa e la seguivo giusto per il basket (a proposito, grazie!). Gli speciali NBA, le nottate su NBA TV, le dirette NBA, l’Euroleague, l’ULEB Cup, la Legadue, la LNP, la DNA, la Supercoppa Italiana, il campionato, le partite di pre-campionato, la Nazionale maschile e femminile e persino le under! Che spettacolo.

Ah, ammetto. Ho guardato anche un po’ di Speciale Calciomercato, ma solo fino allo scorso anno, per sapere dove sarebbero finiti a giocare i miei ex compagni di scuola dispersi tra Serie B e Lega Pro. Una tristezza senza fine che ha toccato l’apice giusto quest’anno con le dirette non-stop dalle 17 alle 24 condotte da giornaliste scosciatissime (bisognerebbe spiegare a qualcuno che le donne sono autorevoli anche vestite) che nemmeno una tv locale anni ‘90 con procuratori, ex calciatori, ormai ex allenatori disperati, il mio prof. di Economia Aziendale e qualche direttore di giornale trombato. Mancavano giusto le televendite dei materassi e le liti Corno-Crudeli. Tralasciamo pure il Campionato Primavera, così come le cadute di stile e gli slinguazzamenti ai soliti noti. Spiace solo constatare che per alcuni Sportitalia rappresentava solamente il proprio programma…

Personalmente ricordo con affetto molti dei giornalisti passati da questa emittente. Molti sono emigrati per tempo verso altri lidi più sicuri, altri sono rimasti ingabolati e pagano, loro malgrado, le conseguenze di una gestione scellerata. Un abbraccio sincero a chi ne è coinvolto.

PS: mancano tanti nomi, tanti programmi e tante emozioni. Sono dimenticanze dovute all’ora tarda e ai mille ricordi. Un grazie comunque di cuore a tutti i giornalisti e ai tecnici.

Un po’ di nomi dei ragazzi passati da SI in rigoroso disordine sparso: Stefano Benzi, Antonio Costanzo, Marcello Piazzano, Valentina Ballarini, Daniela Scalia, Monica Mattiolo, Federico Casotti, Massimo Callegari, Stefano Borghi, Francesco Bonfardeci, Niccolò Trigari, Michele Gazzetti, Vittorio Campanile, Matteo Gandini, Ettore Miraglia, Fabio Panchetti e chissà quanti altri me ne dimentico.

Fuori categoria il Coach Dan Peterson, la sua chitarra e i suoi “WEEEELL! LUI DEVE FARE PALLEGGIO ARRESTO E TIRO!”. Ah, grazie di cuore anche a Guido Bagatta. Senza Sportitalia avremmo parlato molto meno delle sue “Bagattate”!