Serie A

Panta Ray

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Lo scorso anno, dopo venti giornate, la Virtus Bologna era una delle sorprese del campionato, avendo di fatto annullato i due punti di penalizzazione in classifica grazie a ben undici successi, e si apprestava a rinnovare per due stagioni il contratto del suo leader indiscusso: Allan Ray. Dodici mesi dopo, lo scenario in casa Virtus è totalmente cambiato. I felsinei vivono un periodo difficile dentro e fuori dal campo e l’ex Celtics si ritrova a dover fare i conti con l’ennesimo infortunio della sua stagione, costante della sua sfortunata carriera.

La guardia newyorkese doveva essere il trascinatore della truppa di Valli, così come accaduto lo scorso anno quando condusse con quasi 17 punti di media (46% da oltre l’arco) i suoi fino all’ottavo posto in classifica e al conseguente quarto di finale contro Milano (ma vogliamo ricordare anche Okaro White). Invece, a dieci giornate dal termine, l’ex Ferrara ha messo piede sul parquet in sole quattro occasioni, collezionando ben 86 minuti. Certo, l’assenza prolungata dello statunitense è stata un macigno per quella che era l’idea iniziale della dirigenza e dello staff tecnico virtussino, ma la stagione bianconera è nata male e col passare del tempo ha assunto tinte sempre più scure.

L’addio di Villalta, arrivato dopo le dimissioni di Crovetti, rientrato poi all’ovile, ha rappresentato l’incipit del cammino tribolato della società felsinea che la scorsa settimana ha salutato anche Bertolini, subentrato proprio a Villalta solo cinque mesi prima. Rimane un interrogativo da sciogliere sulla reale solidità della società bianconera, che intanto deve fare i conti con un roster costruito male e aggiustato in corso d’opera anche peggio. Courtney Fells è voltato verso la Turchia, senza francamente suscitare rimpianti né su un fronte né sull’altro, e l’ex Venezia Dulkys sembra essere in lista di sbarco (seguiti anche Dawkins, Miller e Perl). La squadra guidata da Valli, intanto, rimane una delle peggiori del campionato sia per efficacia che per gioco espresso e nei dieci turni che la separano dal termine della regular season dovrà affrontare le prime sette della classifica, più gli scontri diretti interni con Varese e Torino e una Cantù che fra qualche giornata potrebbe cominciare a carburare. Come se non bastasse, Bologna sa già di dover fare due punti in più di Pesaro e Capo d’Orlando per potersele mettere alle spalle, visti gli scontri diretti a sfavore.

Alla Virtus serve chiarezza, tecnica e societaria. E serve qualcuno che si assuma l’onere di fare delle scelte e di prendersi delle responsabilità. Una persona in grado di evitare che si possa arrivare a notizie come quella di questa mattina, nella quale “Il Resto del Carlino” informava i tifosi bianconeri della “minaccia” della dirigenza bolognese nei confronti dei suoi giocatori, che in caso di retrocessione non riceverebbero le ultime due mensilità dei propri contratti. Una minaccia che minaccia non è, in quanto è il contratto collettivo di Lega a predisporre in caso di retrocessione una riduzione dei compensi pari al 20% per tutti i tesserati. Una indiscrezione che, a rigor di logica, è stata fatta trapelare dall’interno, come nel tentativo (goffo) di voler dire a tutti: “Ehi, guardate, noi stiamo cercando di fare tutto il possibile per condurre in porto la barca”.

Serve una figura forte, che sembra essere venuta meno sin dalle dimissioni di Villalta. Anche perché Allan Ray dovrà restare fermo probabilmente per altre due settimane (ma non ci stupirebbe se, come già accaduto, il suo stop dovesse essere più lungo) ma, in questo momento, la vera infortunata sembra essere soltanto la stessa Virtus.