Siena-Cantù: due partite in 40 minuti

Una squadra sotto di più di 30 punti può di punto in bianco riaprire una partita e sognare l’impresa. Il basket è uno sport incredibile anche per questo. Cantù ci è andata solamente vicino ma un implacabile David Moss, tanto “mastino” in difesa quanto freddo e spietato in attacco, ha precluso i sogni di gloria della Lenovo con una bomba dall’angolo. Non è bastata la mano caldissima di Leunen né, tanto meno, l’aggressività difensiva a piegare una Montepaschi perfetta sino al terzo quarto, capace di volare sopra il trentello con il pubblico in delirio guidati dalle riserve e da un Benjamin Ortner che pareva Kareem Abdul-Jabbar. Di punto in bianco non ha più funzionato nulla. Le palle perse e le mattonate sul fero hanno preso il posto dei tiri semplici e naturali dei primi due quarti. Alla fine, come detto, l’ha spuntata Siena ma da questa partita possiamo cogliere diversi spunti interessanti.

Siena ha giocato per due quarti una pallacanestro pressoché perfetta riscattando le sei sconfitte consecutive tra campionato e coppa ma il tracollo del “secondo tempo” ha evidenziato come questa squadra non sia ancora del tutto in fiducia. Dalla parte opposta Cantù sta pagando sempre più la partenza di Markoishvili. Mancinelli, soprattutto questo Mancinelli, non può sostituire il talentuoso georgiano così come Aradori, bomber di primissimo livello e prima punta dei brianzoli, non può sparire nel nulla alla prima difesa aggressiva ed hai primi fischi dei suoi ex tifosi. Per la cronaca a referto ha messo un virgolone con 0/5 al tiro e -3 di valutazione. Insomma, tante cose buone ma anche una valanga di cose da rivedere. Una cosa è certa: al momento né Siena, né Cantù sembrano favorite per lo scudetto. Anche se verso i playoff c’è ancora tanta strada da fare…

FOTO: David Moss // it.eurosport.yahoo.com