Una settimana al seguito della Nazionale, Folgaria Day 1 tra le urla di Dalmonte e un’intensità speciale

Primo giorno a Folgaria. Almeno, il primo per me, che arrivo dopo tre giorni di test fisici per la Nazionale italiana di basket. Se si sopravvive ai vertiginosi tornati per salire fino ai 1168 metri di questa cittadina in Trentino Alto Adige non si può non rimanere stupefatti per essere arrivati in un luogo quasi fuori dal mondo, almeno per la bassissima densità di popolazione e la tranquillità che lo avvolge, soprattutto se come me si è abituati al tran tran metropolitano. Note paesaggistiche (da nono sottovalutare) a parte, l’obiettivo principale di questi giorni in altura è il ritiro della suddetta Nazionale. Una volta giunto al Palasport gli uomini di coach Pianigiani sono già al lavoro da qualche minuto. Li trovo intenti in alcune esercitazioni di riscaldamento, ma ovviamente è nel momento in cui entra in scena il pallone che le cose iniziano a farsi interessanti. La prima parte dell’allenamento è condotta da coach Dalmonte, nettamente l’uomo dello staff tecnico che urla di più per farsi sentire, ma anche colui che più di tutti mette il focus sui fondamentali di base e sulla tecnica individuale, intrattenendosi con Daniele “Danny” Magro a fine allenamento per spiegargli come bloccare più efficacemente. Secondo l’addetto stampa Mimmo Caciuni: “I giocatori vengono in Nazionale e con Luca tornano ai rispettivi club molto migliorati”.

A bordo campo, per la stampa, siamo soltanto in due: chi vi scrive e un giornalista del quotidiano locale “L’Adige”, che scrive appunti sul suo mini quaderno. Io mi arrangio con un più moderno, ma molto meno sentimentale cellulare e mi chiedo come facciano questi dodici atleti a correre come matti quando la temperatura è piuttosto alta per essere in montagna e quando l’orario (le 13 di pomeriggio) suggerirebbe di avere le gambe sotto a un tavolo imbandito  di qualche pietanza deliziosa che qui in Trentino non manca di certo. Per questi motivi l’intensità in campo è sorprendente, e quelli che “ci danno” di più sono, anche qui con un minimo di sorpresa, i tre NBA. Bargnani è già il leader offensivo, con i suoi tagli fuori dall’area per mettere in moto il mortifero tiro da 3 oppure anche all’interno del pitturato dove fa valere la sua forza fisica. I critici continuerebbero ad accusarlo di mancanza di intensità a rimbalzo, certamente una sua lacuna, ma in attacco è uno dei più convincenti. Il talento di Belinelli poi non si discute: assieme ad Aradori è uno dei pochi a sapere crearsi un tiro dal nulla e per questo è molto utile in situazioni di emergenza. Datome è quello più normale, ma allo stesso tempo quello che prende le decisioni più sagge nei momenti giusti, e se riuscissero a fondersi in un sol cuore e una sola anima potranno accadere delle belle cose.

Il resto del gruppo lavora bene, Moraschini è visibilmente il più timido, ma coach Pianigiani lo rincuora e gli dice di essere aggressivo e di mettere intensità e atletismo in campo, le cose che sa fare né più né meno. Il tecnico senese spiega con precisione e chiarezza le sue direttive: lo ripete in continuazione: “Possiamo sbagliare un tiro anche facilissimo, ma non le scelte”, questo il concetto che viene esplicitato come un mantra. E poi tagli, blocchi, movimenti continui che Luca Vitali sembra essere il solo a mostrare davvero. E qui il coach si altera perché vorrebbe che si giocasse insieme, che vengano portati i blocchi giusti per portare a tiri migliori. A proposito di tiri la sfuriata vera dell’ex tecnico di Siena avviene quando Niccolò Melli prende un tiro da tre punti frontale sul quale ha una bassa percentuale. Qualcuno grida: “buon tiro” e Piangiani si arrabbia sul serio perché quello non si può definire buon tiro, non bisogna incoraggiare i compagni tanto per farlo, e per un tiro sul quale l’ala milanese ha il 20 percento forse non è il caso. Per il resto ha una buona parola per tutti, e quando i suoi ragazzi effettuano la scelta giusta è il primo a esaltarsi e a lodarli.

La squadra proseguirà la preparazione domani, quando sosterranno una doppia seduta, nella quale ci aspettiamo ancora molta intensità e per la quale siamo molto curiosi di vedere se verranno introdotte nuove varianti tecnico tattiche oltre alle due o tre opzioni sulle quali si è insistito per tutta la durata dell’allenamento odierno.