Shoe Game – Smart Shoes: le scarpe in grado di produrre energia create da un quindicenne

Da redattore di Shoe Game ho sempre amato le sneakers o tutto il movimento relativo alle sponsorizzazioni dei vari atleti da parte dei brand. Tra i miei interessi però ci sono anche le tecnologie relative alle sneakers, ovvero l’impiego di particolari materiali, di metodi di produzione e costruzione e via dicendo. Per questo motivo recentemente mi sono imbattuto nel video di un ragazzino filippino con l’hobby dell’invenzione che pare aver trovato un modo pratico per trasformare l’energia impiegata dalle persone per camminare in energia elettrica creando quella che lui chiama Smart Shoes, le scarpe intelligenti.

Facciamo un passo indietro. Di recente è uscito il nuovo modello della linea dedicata a Kevin Durant, le Nike KD VII, e cercando informazioni su questo nuovo modello, aiutato da Federico Magnani, altra penna di My-Basket.it, sono venuto a conoscenza di un video in cui Angelo Casimiro, ragazzo filippino di 15 anni, spiega come sia riuscito a creare un modo per trasformare l’energia creata dai nostri passi in energia elettrica, il tutto in un piccolo e pratico sistema inserito nelle sue Nike KD Trey5, precedente modello della linea della stella di OKC che prende il nome usato proprio da Durant su Twitter, appunto @KDTrey5. Prima di iniziare a dire qualsiasi discorso a riguardo credo sia meglio dare un’occhiata al video di Angelo. Vi consiglio anche di non disattivare le annotazioni per capire al meglio la spiegazione che, vi avverto, è in inglese.

In questo video creato originariamente per partecipare alla Google Science Fair, la Fiera della Scienza di Google, contest per piccole grandi menti scientifiche dai 13 ai 18 anni, Angelo spiega appunto come la sua creazione, situata all’interno della scarpa tra la suola e la soletta su cui appoggiamo il piede, serva appunto ad immagazzinare l’energia creata dai nostri passi che può essere successivamente utilizzata, tramite un ulteriore componente già inserito da lui nel progetto, per alimentare diversi dispositivi come ad esempio un Arduino che non è nient’altro se non una scheda elettronica di piccole dimensioni fornita di microcontrollatore e circuiti, il primo hardwer open source al mondo (tecnologia tra l’altro nata in Italia nel 2005 dalla mente del Prof. Massimo Banzi). Con questa invenzione Angelo sostiene di poter ricavare abbastanza energia elettrica da poter alimentare, tramite il già Arduino, vari dispositivi collegati tramite un cavo USB alla scarpa o addirittura tramite l’uso di Bluethoot a sua volta autoalimentato dalla scarpa stessa. Ciò potrebbe permettere di avere contemporaneamente all’interno di una comune scarpa vari dispositivi come un contapassi, un calcolatore di peso e di calorie bruciate e anche un lettore GPS per sapere dove ci troviamo, il tutto collegato a uno smartwatch (ad esempio Angelo nel video usa un Apple iPod Nano utilizzato come orologio) o a uno smartphone tramite il quale possiamo vedere tutti i dati analizzati dalla scarpa con un’applicazione apposita. Ma non finisce qui, l’energia creata dai nostri passi e immagazzinata dalla scarpa può essere utilizzata anche per ricaricare la batteria al litio del nostro cellulare o di qualsiasi altro dispositivo collegato con la scarpa stessa via USB o Bluethoot come mostrato dallo stesso Angelo nel video.

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Angelo Casimiro mostra nel dettaglio il supporto USB per alimentare i dispositivi, in questo caso il suo smartwatch (Apple iPod Nano) tenuto alla caviglia.

Angelo Casimiro ha anche detto che a livello di comfort la scarpa non dovrebbe dare alcun problema dato che il sistema è “ammortizzato” da cuscinetti ed è molto piccolo, misura infatti poco più di 3 centimetri di diametro.

Ovviamente rimane qualche dubbio sul progetto: riuscirà questa invenzione a dare sufficiente energia per caricare ogni tipo di batteria? Se sì, con quale potenza e costanza? Quanto peso può sostenere questo meccanismo? Può resistere a una costante attività fisica come può essere il giocare a basket o semplicemente correre? Un malfunzionamento e una conseguente riparazione porterebbe a un danneggiamento della scarpa? Una sua implementazione nei normali modelli di oggi causerebbe un grande aumento di prezzo della scarpa? Queste sono solo alcune delle domande che mi sono venute in mente riguardo alle Smart Shoes, domande a cui ovviamente non so rispondere. Nemmeno Angelo al momento potrebbe rispondere a queste domande dato che parliamo comunque di un progetto indipendente e ancora da testare al meglio, realizzato di recente nella cameretta di un brillante ragazzo di 15 anni che di conseguenza non può avere i mezzi o l’esperienza per costruire un modello definitivo.

Sicuramente le mie parole non hanno reso giustizia al progetto di Angelo Casimiro e non hanno spiegato al meglio i meccanismi delle Smart Shoes ma d’altronde non sono un ingegnere e per questo preferisco non addentrarmi eccessivamente in un discorso che non sarei in grado di spiegare nel dettaglio. Nel mio piccolo faccio i complimenti ad Angelo per quello che sembra l’ottimo inizio di un progetto che potrebbe cambiare il mondo delle scarpe come noi lo conosciamo. Seguiranno aggiornamenti più dettagliati su come questo progetto potrebbe evolversi.

PS. Nel caso qualcuno di voi avesse domande sul progetto di Angelo Casimiro o non avesse capito parte di ciò che viene detto nel video mi può contattare su Twitter a @ClaudioPavesi per chiarimenti o semplicemente per discuterne.

Foto: Sneakernews.com // Youtube.com